Low cost al tramonto? Arriva la Style Smart

05 aprile 2011 
<p>Low cost al tramonto? Arriva la Style Smart</p>

Sofia Hedstrom è una giornalista svedese trapiantata a New York. Come una detective, investiga le malefatte del sistema moda e indaga sui nostri costumi.
La sua lente di ingrandimento si è da poco posata sul fenomeno della fast fashion, sulle grandi catene di abbigliamento cheap e sul pronto moda, grazie ai quali oggi il nostro guardaroba è diventato un po' "sovrappeso".
Nonostante fosse una shopaholic sfrenata, Sofia ha scelto di passare un anno senza compere e di viaggiare sulle orme di una nuova tendenza: la "Style Smart", l'arte del riciclo e del fai-da-te.
Su questi argomenti è nato il libro "Modemanifestet" di cui mi ha parlato in questa intervista.

Ti definisci una "Investigating Fashion Journalist". Cosa ti ha portato a indagare il fenomeno del "guardaroba sovrappeso" e a iniziare un detox da shopping?
"Facendo ricerca sui manuali di arti domestiche tra il 1920 e il 1970, ho scoperto che esisteva un approccio più sano allo stile: la moda non era comprare l'ultimo it-dress, ma reinventare ciò che avevi e divertirti così. Armata di trucchetti rubati alle donne più stilose del passato ho smesso di acquistare e ho iniziato a farmi i vestiti".

E cos'hai imparato?
"Durante il detox ho constatato che occupavo 324 ore all'anno nello shopping e che non avevo vestiti prodotti in Svezia (paese di provenienza di Sofia ndr). Il detox mi ha obbligato a indagare su me stessa e sull'industria della moda, stilando principi utili per trovare il "peso forma" del guardaroba".

Durante il detox qual è stata la più grande tentazione?
"L'euforia dello shopping spesso dura dal camerino di prova alla serata in cui spiani il tuo abito. E' stata molto dura rompere con quest'abitudine ma ce l'ho fatta e ho realizzato che lo shopping "impulsivo" è solo un buco nell'acqua".

Sul quotidiano SVP hai detto che il low cost ha conseguenze come l'inquinamento atmosferico e le scarse condizioni di lavoro nelle fabbriche. Ma non si tratta di problemi causati anche dalle migliori maison di moda?
"Anche i vestiti costosi possono essere prodotti in cattive condizioni ma la cosa più importante è ciò che dice Vivienne Westwood: compra meno, pensa di più".

A proposito di Vivienne Westwood: nel tuo libro riporti un'intervista in cui lei dice che oggi, quando ci stanchiamo di un abito, lo accantoniamo come fosse spazzatura. Non credi si tratti di un fenomeno sempre esistito? E in questo caso, non è meglio accantonare un abito da 19,90€ piuttosto che uno da 300€?
"Credo il contrario. Non devi comprare un capo low cost se pensi di usarlo solo per una sera, perchè nessun altro lo vorrà dopo che tu non lo avrai più messo. Un abito ben fatto, di un tessuto di qualità ha più possibilità di essere apprezzato da qualcun altro dopo di te".

Cosa pensi delle collezioni in cotone organico di H&M o Zara?
"Se le aziende non le usano come trucchetto d'immagine, credo sia una buona cosa e spero lo utilizzino anche per il resto delle loro produzioni".

Viaggiando per la scrittura del tuo libro, hai visto "magliette cotte nelle pentole a Brooklyn" o "abiti cambiare colore al porto di Rykjavik". Pensi che la personalizzazione fai-da-te dei vestiti diventerà una tendenza globale?
"La rivoluzione Style Smart, come l'abbiamo chiamata io e Anna Shori (la fotografa con cui Sofia ha realizzato il libro ndr), è un naturale progresso dopo anni di moda usa e getta. Mentre lavoravamo sul libro abbiamo scoperto che sempre più persone sono interessate a reinventare i loro abiti".

Scrivi anche che possediamo in media 15-20 kg di abiti ognuno: ci puoi dare qualche consiglio su cosa fare con quelli che non usiamo più?
"Nel libro ci sono oltre 50 ricette per reinventare vestiti: come trasformare una gonna a vita bassa in un paio di pantaloni, seppellire una maglia sottoterra per cambiarne la qualità del tessuto, come coprire una macchia con un ricamo... L'invito è: diventa creativo con le nostre ricette!".

Il libro "Modemanifestet" al momento è disponibile qui in lingua svedese ma presto lo sarà anche in altre lingue (tra le quali speriamo l'italiano).

 

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INTERESSANTI IN RETE

Carolina 68 mesi fa

Gentile Elin, Non si tratta di Kg di abiti posseduti da ogni persona, ma di Kg di abiti in più rispetto a nove anni fa, sempre per persona. Grazie per la segnalazione.

Elin 68 mesi fa

Una correzione, non possediamo 15-20 chili di vestiti a persona, molto di piú! La cifra 15-20 indica il peso di vestiti che ognuno di noi compra ogni anno!

Carolina 68 mesi fa

Gentile Laura, qual è il rimedio a questa spiacevole svista? Mostrarle che ho imparato la lezione e che d'ora in poi sarò più parsimoniosa con gli apostrofi! Grazie per la segnalazione, Carolina

laura 68 mesi fa

Articolo interessante nei contenuti quanto sciatto nella forma: qualcun altro e qual è si scrivono senza apostrofi!!! Possibile che non si sappia più scrivere in italiano??!!

calzo36 68 mesi fa

d'accordissima...hai fatto il riassunto del buon senso ;)

lilithcarla 68 mesi fa

in questo modo non avremmo più sfilate dove i pezzi sono improponibili ma abiti belli da portare non se ne può più delle pre collezioni e chi più ne ha più ne metta

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