Quando lei si veste come lui. E viceversa

13 giugno 2011 
<p>Quando lei si veste come lui. E viceversa</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La moda guarda sempre più spesso all'ambiguità di genere. Recenti sono le campagne stampa che vedono protagonista il modello Andrej Pejic, che per il suo aspetto androgino ha lanciato una nuova estetica del corpo. Un corpo che oscilla tra il maschile e il femminile e proprio per la sua versatilità, calca le passerelle della moda uomo e donna con un esito sempre apprezzato dal fashion system.
Per sapere qualcosa di più su quest'ultima tendenza, abbiamo intervistato Marcus Holmlund, blogger e fashion contributor per il New York Times. Il suo blog Smoke&Mirrors tratta infatti di cultura genderless, in particolare nelle forme di moda e musica.

Cosa intendi per moda "genderless"?
Intendo un rifiuto delle limitazioni culturali e sociali che determinano la divisione degli abiti secondo i generi maschile e femminile.

La moda genderless annulla i concetti di maschile e femminile, o piuttosto li combina insieme, mixandoli?
La moda genderless è spesso confusa con la moda unisex. Ma può significare per certi uomini indossare un vestito da donna (non per me, è un mio limite) o per certe donne indossare un tuxedo. Significa essere quello che ti pare, cancellando i confini di genere.
Io mi vesto di forme, proporzioni, linee, piuttosto che pensare a quali siano gli abiti da donna o da uomo, o pensando a cos'è più o meno accettabile. Per esempio, a volte indosso i leggins perché ricordano costumi dei principi nel XVII e XVIII secolo, un'epoca che io adoro.

Oggi il concetto di genderless è molto utilizzato dal fashion system (servizi fotografici, pubblicità, …): perché?
Ho notato che si è diffuso molto, specie con l'avvento di Hedi Slimane da Dior Homme, all'inizio del 2000. Slimane ha rivoluzionato la tradizione della maison francese portando in passerella l'estetica dell'uomo androgino. Ha reso popolare lo skinnny jeans per l'uomo, ponendo così le basi per la moda "genderless".

Conosci Andrej Pejic. Ha dichiarato che cambierebbe sesso per essere una modella di Victoria's Secret. Cosa ne pensi? Non credi che dovrebbe conservare questa sua qualità "genderless"?
Credo che non ci sia nulla di male, ma penso che questa mentalità sia meno genderless e più transgender. Il genderless non ha a che vedere con lo scambio di sessi, è legato a quello che vuoi indossare e ai limiti che imponi a te stesso.
Andrey potrebbe essere un simbolo dell'androginia attuale quando si tiene ai margini dei generi.

Quali fashion designer creano moda genderless?
Non riconduco la moda genderless a specifici designer, riguarda più lo stile personale. Uno stilista che fa indossare a un uomo un abito da donna potrebbe essere considerato "genderless", ma oggi sono pochi quelli che lo fanno.

Quali sono gli abiti maschili più indossati dalle donne?
Per prima cosa i pantaloni, che oggi sono propri di entrambi i guardaroba. Ma in particolare il tailleur-pantalone, che ormai è indossato ovunque dalle donne ma in origine era un capo da uomo.

La moda genderless può essere indossata solo da chi ha un corpo genderless?
Come l'alta moda non è per chiunque. Ma dipende da come uno si vede e da cosa gli piace.

Nella nostra società accade spesso che quando una donna è vestita da uomo è etichettata come "lesbica" e quando un uomo è vestito da donna come "gay". Pensi che l'orientamento sessuale sia legato al modo di vestirsi?
Non credo che le preferenze sessuali determino il modo di vestirsi, ho visto uomini con le gonne e i kilt e donne con il tuxedo. Ho visto lesbiche in abito da sera e gay con pantaloni cargo. A ognuno il proprio stile!

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