Va a rete l'uomo di Dolce & Gabbana

18 giugno 2011 
<p>Va a rete l'uomo di Dolce &amp; Gabbana</p>
PHOTO COURTESY DOLCE&GABBANA

Prima (ricchissima, credetemi!) giornata di sfilate milanesi dedicate al menswear. Interessanti un po' per capire come vestiranno - o, almeno, dovrebbero provare a fare - i vostri "lui" la prossima primavera-estate, e un po' perché, sempre più, le sfilate dedicate alla moda maschile sono un buon termometro per tentare di intuire quale sarà anche la moda femminile. Le grandi griffe ragionano così: se lui vestirà - diciamo per dire - Settanta, lei non potrà certo discorstarsi di troppe decadi dal mood imposto. Un'immagine di stile globale, insomma.

Ci è sembrata riuscitissima la sfilata di Dolce & Gabbana. Sobria, senza troppe trovate teatrali fini a se stesse, con un leitmotiv, indagato e declinato a 360 gradi, efficace e divertente: la rete. Gli adoni del duo di stilisti (sì, i modelli più belli sono tutti, sempre, sulle loro passerelle, da David Gandy a Noah Mills, svestiti a puntino) indossano giacche, maglie e persino tute da workwear in rete geometrica, nelle tonalità del gesso e del cemento, ma anche del melanzana e del caffè, quasi a simboleggiare la nostra di rete, quella del web, in un'epoca in cui i fortunati spettatori dello show possono twittare in diretta i loro commenti, proiettati sui maxi schermi che dominano la catwalk. Immancabili gli abiti sartoriali e la camicia - rigorosamente bianca - pezzo cult e must assieme della maison.

Altrettanto avvincente la Primavera-estate 2012 di Christopher Bailey per Burberry Prorsum. Immaginate la cultura etno folk del Sud America e dell'Africa che incontra, shakerandovisi sorprendentemente, quella più tipicamente british: il risultato, applauditissimo in passerella, consiste in una serie di trench coi colletti lavorati in rafia multicolor, in camicie dalle stampe geometrico-primitivo-naif accostate a maglieria dalle lavorazioni tipicamente scozzesi, arricchita anche da applicazioni 3D, e da cappellini col pompon anch'essi in rafia (da volere subito, anche per lei!).

E' un dandy da Riviera l'uomo di Roberto Cavalli: ama la sartorialità di giacche perfettamente costruite, ma anche la seduttività di pantaloni aderenti a sottolineare cosce scattanti, i colori squillanti che profumano di frutta, ma anche il bianco che riflette accecante la luce del sole, i ricami a filo ma anche la pelle di pitone, utilizzata anche per gli intriganti mocassini intrecciati.

Non facile, perché non immediatemente incasellabile, la collezione di Raf Simons per Jil Sander, che punta tutto sull'eclettismo, sul mix & match, sulla contaminazione. Elementi del passato che profumano di futuro, così mescolati. Bellissimi (scommettiamo che vedremo qualcosa di simile anche per la donna?) i soprabiti in pvc trasparente sopra la grossa maglieria. Concettuali il blu navy, il testa di moro e il verde scuro... così scuri da sembrare tutti una nuova gamma di neri. Top gli accessori, e soprattutto il nuovo modo di indossarli. Guardare per credere.

In passerella oggi anche la rassicurante classe senza tempo (che conquista anche Mario Biondi, in platea) di Ermenegildo Zegna, che predilige i colori tenui, come pervasi dall'abbacinante sole del mezzogiorno di luglio, l'uomo techno-fifties, e decisamente Rock, di Ennio Capasa per Costume National, le contaminazioni al motto di "ibrido è bello!" di Neil Barrett, che dona nuova vita al principe di Galles, e il biker urbano di Frankie Morello.

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