Il golf fashion (non quello in maglia!) di Prada

19 giugno 2011 
<p>Il golf fashion (non quello in maglia!) di Prada</p>

Se il primo amore non si scorda mai, la sfilata di Prada non delude mai. Almeno in quanto a sorprese. Era, come sempre, la più attesa della seconda giornata  - dominata dal tema dello sport - della quattro-giorni milanese dedicate al menswear per la primavera-estate 2012 (QUI > il resoconto della prima). Come sempre, ha spiazzato e acceso il dibattito tra quelli che l'hanno amata moltissimo e quelli che l'hanno amata soltanto molto. A spiazzare, da subito, anche la catwalk, un inedito campo verde di similprato costellato di cubi celesti, facenti funzione di sedute per gli ospiti.
Miuccia Prada si inventa una nuova figura mitologica, il golfista fashion. Camicie a mezza manica dalle fantasie tra l'hawaiano e le illustrazioni childish, foularini vezzosi al collo, scarpe multicolor, giubbini squadrati e giacche due bottoni, tutti spruzzati di borchie e di gemme di vetro colorato a taglio cabochon. Comprese le sacche per le mazze.

Sport al centro della riflessione estetica di Italo Zucchelli, vanto italiano che disegna il menswear del più americano dei brand, Calvin Klein, tornato (bentornato!) a calcare le passerelle milanesi dopo una breve pausa di lontananza.
I tessuti prescelti sono ipertecnologici e, nella loro apparente semplicità, decisamente ad effetto, a cominciare dal nylon tagliato al laser. I volumi si ispirano alla funzionalità assoluta dell'abbigliamento sportivo, mentre i colori sono glaciali (come l'aria condizionata che ha brinato la sala... unica nota stonata a uno show impeccabile), e vanno dal bianco totale al giallo acido. Ad applaudire, un front row adeguato: il campione di nuoto italiano Nicolò Ossola; il pallavolista Cristian Savani; il giocatore di rugby  Tommaso Benvenuti. Ma anche il pop idol Joe Jonas, palestrato pure lui.

E' dedicata a uno sport affascinante e nobile (l'unico che io abbia mai praticato, ecco il perché del mio entusiasmo) come la scherma la sfilata di Moncler Gamme Bleu, tenutasi nello storico circolo della spada di via Mangiarotti (questo, all'opposto, dominato da un'afa di genere subsahariano). La linea haute de gamme disegnata da Thom Brown gioca, con ironia e savoir faire, con gli elementi più caratteristici dello sport di precisione e velocità, reinventandoli in un trionfo di righe e di check.

La very british Vivienne Westwood non poteva non celebrare le imminenti Olimpiadi di Londra 2012. A farlo per lei, per la verità, è il compagno e alleato Andreas Kronthaler, designer della linea uomo, che manda in passerella medaglie, podi e corone d'alloro a simboleggiare l'uomo d'oggi come un atleta che nella vita di tutti i giorni deve correre, saltare e lanciare (qualche imprecazione al traffico...) per portare a casa la vittoria.

Fa un salto all'indietro (senza l'asta)  di più di 60 anni la Maison Missoni, e ricorda invece l'edizione del 1948 dei Giochi Olimpici di Londra, quelle alle quali ha partecipato anche l'atleta Ottavio Missoni, competitor di corsa a ostacoli. Riecco allora la tuta in maglia di lana blu pavone, uniforme ufficiale della squadra Italiana, da Ottavio creata e prodotta in quell'occasione, che diventa un nuovo must have contemporaneo.
Medaglia d'oro all'ultranovantenne patriarca del clan Missoni, ancora e sempre in splendida forma (poi uno dice che lo sport fa bene...).

Una garanzia, anche se piuttosto spiazzante, questa volta, la collezione di Tomas Maier per Bottega Veneta, che gioca con le superfici colorandole, sporcandole, sovrapponendole, stampandole. Una sovrabbondanza supportata però dalla linearità assoluta delle forme e dall'asciuttezza dei volumi. Da urlo, letteralmente, le borse multicolor nel classico intrecciato.

Da segnalare, per finire, due debutti eccellenti: quello di Umit Benan al timone creativo di Trussardi e quello di Alistair Carr, neo direttore creativo di Pringle of Scotland.

E poi, nota a margine. Marlon Teixeira: segnatevi questo nome. E' il modello più hot, desiderato e ricercato del momento. Per vederlo, sfogliate le sfilate di Ermanno Scervino e di Emporio Armani. C'era, in tutto il suo latinissimo splendore.

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