Un tuffo dove l'acqua è più blu, niente di più... Inizia così la
terza, e penultima, giornata della kermesse milanese dedicata alla
moda maschile per la prossima primavera.
Lo show del belga Dirk Bikkembergs, che come sempre è
all'insegna della sport-couture, questa volta è un'ode alla
specialità, per la verità poco popolare, del tuffo
sincronizzato. Corpi, che definire statuari è quasi
sminuirli, solcano la passerella da veri protagonisti, rivestiti -
come una seconda pelle - da aderenti divise bianche in jersey e
neoprene accompagnate da un immancabile asciugamano bianco, avvolto
in vita. Ma anche da ironiche stampe a pomodori e azzardati
completi che accostano alla giacca rosa baby i pantaloni verde
bandiera. Sui volti dei modelli, goccioline d'acqua, come fossero
appena usciti dalla vasca olimpionica.
Si ispira invece a un'eleganza che affonda le proprie radici nella
tradizione degli anni d'oro a cavallo tra 60 e '70 dei sarti di
Savile Row, la leggendaria via londinese
consacrata al ben vestire maschile, l'uomo mandato in passerella da
Frida Giannini per
Gucci. Eccentrico quel tanto che basta, vanitoso
quanto può giustamente concedersi, l'uomo Gucci sa mixare
Pied-de-poule, maxi Principe di Galles e quadretti Vichy con
materiali innovativi e altamente tecnologici, dal nylon
impermeabile al nuovo Il nuovo trattamento "gesso" per i giubbini
in nappa lavata extralight. Risultando, alla fine, sicuro di sé e
del proprio fascino.
Divertente la collezione di D&G (un dubbio corre di
bocca in bocca: la linea chiuderà? o no? per sempre? o no?), che è
un vero omaggio alle stampe foulard, a metà tra
quelle dei carré di Hermès e quelle neobarocche del Versace degli
anni d'oro, tardi '80 primi '90, per intenderci. Ma la vera trovata
della collezione sta nell'integrare e nel fare interagire le
morbidezze della seta alla "scontrosità" del jeans effetto used. In
negozio, e nelle strade, la collezione funzionerà. Non c'è
dubbio.
E proprio a proposito di stampe "alla Versace", ecco che anche la
Maison della medusa si riappropria di uno degli elementi stilistici
più tipici del genio di Gianni. Ma Donatella va oltre. L'uomo che
ha in mente è strong, aggressivo, decisamente rock e dalla carica
erotica - più che sensuale - strabordante. Veste pantaloni e
giacche chiusi da mille fibbie vagamente sadomaso, indossa
completi rosso lampone, camicie di pizzo e chiodi borchiati. Ma
poi, con il costume, non rinuncia al sandalo col calzino. Anche il
latin lover ha le sue perverse debolezze. Parata seriale di vip
formato tv in prima fila: da Chase Crawford di
Gossip Girl a Darren Criss di
Glee, da Ryan Kwanten di True Blood a Zachary
Quinto di Star Trek.
Tutt'altra musica da
Etro. E non solo perché l'accompagnamento musicale
della sfilata è una composizione inedita di Cesare Picco. Uno stile
rilassato, gentile e sereno, per Kean Etro, che si è ispirato alle
atmosfere soft delle spiagge e delle campagne francesi, per una
collezione dai volumi morbidi e dai tessuti leggeri, aerei, che non
aspettano che un soffio di brezza marina per prendere vita e
mostrare controluce la trama sottile delle inconfondibili stampe
Paisley della maison.
Vive un momento di grazia, dopo la tragedia insanabile di poco più
di un anno fa, la Maison Alexander McQueen. Ricordate
di chi era l'abito della sposa più ammirata del decennio, Kate
Middleton? Ecco. I riflettori si sono riaccesi sulla griffe,
perfettamente e amorevolmente condotta dalla direttrice creativa
Sarah Burton. L'uomo sulla sua passerella mescola
dandismi contemporanei - dal velluto alla giacca con le code, dalle
righe ai broccati, a un'anima rock che proprio non si trattiene, e
che sprizza la sua vitale presenza da piccoli (ma nemmeno tanto
piccoli) dettagli che rendono la totalità dei look ibridi
interessanti e freschi.
La serata si chiude con Moschino. Ovvero con allegria.
Ovvero con una festa. Ovvero... grazie per averci concesso di
terminare la giornata nel migliore dei modi! Sul palco si
esibiscono gli irresistibili e irrefrenabili The
Baseballs con il loro sound rockabilly very Fifties (ma
quanto sembra bella Umbrella, nella loro
interpretazione?!), mentre in passerella salgono completi in
perfetta sintonia con l'atmosfera da American Graffiti.
Pioggia di palloncini rosa sul finale.
La moda deve essere anche divertimento. No?