Gucci: dandy evergreen

21 giugno 2011 
<p>Gucci: dandy evergreen</p>
PHOTO COURTESY GUCCI

Un tuffo dove l'acqua è più blu, niente di più... Inizia così la terza, e penultima, giornata della kermesse milanese dedicata alla moda maschile per la prossima primavera.
Lo show del belga Dirk Bikkembergs, che come sempre è all'insegna della sport-couture, questa volta è un'ode alla specialità, per la verità poco popolare, del tuffo sincronizzato. Corpi, che definire statuari è quasi sminuirli, solcano la passerella da veri protagonisti, rivestiti - come una seconda pelle - da aderenti divise bianche in jersey e neoprene accompagnate da un immancabile asciugamano bianco, avvolto in vita. Ma anche da ironiche stampe a pomodori e azzardati completi che accostano alla giacca rosa baby i pantaloni verde bandiera. Sui volti dei modelli, goccioline d'acqua, come fossero appena usciti dalla vasca olimpionica.

Si ispira invece a un'eleganza che affonda le proprie radici nella tradizione degli anni d'oro a cavallo tra 60 e '70 dei sarti di Savile Row, la leggendaria via londinese consacrata al ben vestire maschile, l'uomo mandato in passerella da Frida Giannini per Gucci. Eccentrico quel tanto che basta, vanitoso quanto può giustamente concedersi, l'uomo Gucci sa mixare Pied-de-poule, maxi Principe di Galles e quadretti Vichy con materiali innovativi e altamente tecnologici, dal nylon impermeabile al nuovo Il nuovo trattamento "gesso" per i giubbini in nappa lavata extralight. Risultando, alla fine, sicuro di sé e del proprio fascino.

Divertente la collezione di D&G (un dubbio corre di bocca in bocca: la linea chiuderà? o no? per sempre? o no?), che è un vero omaggio alle stampe foulard, a metà tra quelle dei carré di Hermès e quelle neobarocche del Versace degli anni d'oro, tardi '80 primi '90, per intenderci. Ma la vera trovata della collezione sta nell'integrare e nel fare interagire le morbidezze della seta alla "scontrosità" del jeans effetto used. In negozio, e nelle strade, la collezione funzionerà. Non c'è dubbio.

E proprio a proposito di stampe "alla Versace", ecco che anche la Maison della medusa si riappropria di uno degli elementi stilistici più tipici del genio di Gianni. Ma Donatella va oltre. L'uomo che ha in mente è strong, aggressivo, decisamente rock e dalla carica erotica - più che sensuale - strabordante. Veste pantaloni e giacche chiusi da mille fibbie vagamente sadomaso, indossa  completi rosso lampone, camicie di pizzo e chiodi borchiati. Ma poi, con il costume, non rinuncia al sandalo col calzino. Anche il latin lover ha le sue perverse debolezze. Parata seriale di vip formato tv in prima fila: da Chase Crawford di Gossip Girl a Darren Criss di Glee, da Ryan Kwanten di True Blood a Zachary Quinto di Star Trek.

Tutt'altra musica da Etro. E non solo perché l'accompagnamento musicale della sfilata è una composizione inedita di Cesare Picco. Uno stile rilassato, gentile e sereno, per Kean Etro, che si è ispirato alle atmosfere soft delle spiagge e delle campagne francesi, per una collezione dai volumi morbidi e dai tessuti leggeri, aerei, che non aspettano che un soffio di brezza marina per prendere vita e mostrare controluce la trama sottile delle inconfondibili stampe Paisley della maison.

Vive un momento di grazia, dopo la tragedia insanabile di poco più di un anno fa, la Maison Alexander McQueen. Ricordate di chi era l'abito della sposa più ammirata del decennio, Kate Middleton? Ecco. I riflettori si sono riaccesi sulla griffe, perfettamente e amorevolmente condotta dalla direttrice creativa Sarah Burton. L'uomo sulla sua passerella mescola dandismi contemporanei - dal velluto alla giacca con le code, dalle righe ai broccati, a un'anima rock che proprio non si trattiene, e che sprizza la sua vitale presenza da piccoli (ma nemmeno tanto piccoli) dettagli che rendono la totalità dei look ibridi interessanti e freschi.

La serata si chiude con Moschino. Ovvero con allegria. Ovvero con una festa. Ovvero... grazie per averci concesso di terminare la giornata nel migliore dei modi! Sul palco si esibiscono gli irresistibili e irrefrenabili The Baseballs con il loro sound rockabilly very Fifties (ma quanto sembra bella Umbrella, nella loro interpretazione?!), mentre in passerella salgono completi in perfetta sintonia con l'atmosfera da American Graffiti. Pioggia di palloncini rosa sul finale.
La moda deve essere anche divertimento. No?

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