Anna Dello Russo: «Se la moda è un circo, io sono il pagliaccio»

25 luglio 2011 
<p>Anna Dello Russo: «Se la moda è un circo, io sono il
pagliaccio»</p>
PHOTO SGP ITALIA

Fashion Editor di Vogue Japan, presenza fissa in front row nelle sfilate più importanti, mito per i fashion blogger. Chi ama la moda non può non amare Anna Dello Russo.

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Come nasce una grande passione per la moda? Si nasce così o lo si diventa?
«Si nasce così. E' un'ossessione che si ha fin da quando si è piccoli, e che distingua gli appassionati della moda da quelli che, poi, nella vita, lavoreranno in questo settore. E' un'ossessione destinata a crescere esponenzialmente negli anni, purtroppo...»

Purtroppo?
«Sì, perché alle volte può diventare anche troppo morbosa. Alle volte mi sembra di essere un po' "fuori dalle misure". Ma proprio non riesco a contenermi!»

Io direi fortunatamente, invece. Grazie alla tua "ossessione", vieni definita "un'icona" della moda. Ti riconosci in questa definizione? E come si diventa un'icona?
«Io mi definisco una fashion victim. La mia passione sconfinata per la moda si esprime in due modi. Intanto, in una devozione assoluta nei confronti della creatività e del talento. E poi nei miei look: amando la moda alla follia, la cosa più logica mi sembra esprimere questo amore proprio su me stessa e con me stessa. Grazie al web, l'attenzione per lo street style si è imposta in modo fortissimo negli ultimi anni. Gli outfit delle persone colte per strada hanno un'influenza determinante oggi, forse più della moda "istituzionale". In questo senso, forse, sono stata definita "icona del web". Molti blogger hanno cominciato a fotografare me, come altre ragazze, fuori dalle sfilate, incuriositi dai nostri look. In questo senso mi pare sia da interpretare il mio "successo": una sorta di rivincita della strada sui giornali. La forza dei look reali ha vinto sull'immagine meravigliosa, ma troppo spesso patinata e un po' vuota, della carta stampata».

Diamo i numeri: quanti vestiti hai?
«Non lo so: non li ho mai contati perché non so se farlo considerando gli interi look o i singoli pezzi...»

Quante scarpe?
«Quelle una volta le ho contate: erano 4000».

Non posso immaginare quante scarpiere e armadi tu possa avere...
«Non ho molti armadi... ho un appartamento che fa da archivio!»

Tocchiamo ferro: dovesse andare a fuoco questo appartamento, quale pezzo ti precipiteresti a salvare?
«Un vestito in broccato d'oro, di Dolce & Gabbana: ad esso lego l'inizio di un periodo molto bello della mia vita, che io chiamo ironicamente "golden age"».

Il tuo ruolo ti impone di essere sempre impeccabile, dal punto di vista dello stile. Non ti genera un po' di ansia l'attenzione riservata ai tuoi look? Non hai mai voglia di una tuta sbrindellata e di un paio di infradito?

«No, vestirmi mi piace, sempre e comunque. Certo, ci sono occasioni in cui indosso semplicemente un pantaloncino e una canottiera, come a lezione di yoga. E' un momento importantissimo, per me, per ristabilire "un equilibrio", per riportarmi a una sorta di "normalità", in tutti i sensi».

Adesso, ad esempio, come sei vestita (l'intervista è telefonica, e Anna sta portando a spasso il suo cagnolino)?
«Ho un vestito di pizzo bianco di Dolce & Gabbana, il best seller della stagione, un paio di infradito flat di Yves Saint Laurent e una borsa gialla di Fendi».

A te, personalmente, dà più piacere il momento della scelta di un vestito in un negozio, o quello in cui per la prima volta lo indossi?
«A me piace proprio l'idea del"nuovo": il profumo dei vestiti ancora non indossati, dei negozi... mi inebria».

Pensi che l'abito faccia il monaco?
«Totalmente».

Quando conosci una persona per la prima volta, l'impressione che ti fai è influenzata dal suo look?
«Certo. L'abito è la "vera verità", parla forse più lui della persona stessa. Un abito esprime il linguaggio dell'inconscio».

Quindi, ad esempio, non ci si può fidare di chi si veste male...
«Non è questione di vestirsi bene o male: il gusto è opinabile e il trash può essere più avanti dello chic. Il modo in cui una persona si veste deve avere carattere, non gusto. Se non ha carattere... ecco, allora mi scatta un campanello d'allarme».

Mi faresti i nomi di tre donne che si vestono con carattere?

« Carine Roitfeld, la Regina Elisabetta e Lady Gaga».

E tre donne il cui look non ti convince affatto?
In genere, tutte le donne della politica italiana: forse perché rispecchiano il momento storico italiano che non è certo esaltante. Anche quelle della televisione italiana non brillano da questo punto di vista. E, in effetti, anche la cultura italiana, in questo momento, vive una fase poco felice». 

Anche la moda italiana, secondo te, non sta vivendo un periodo positivo?
«Nessuno può spiegare o ingabbiare la moda: essendo una Musa, troverà sempre il modo di riprendersi, di esplorare nuovi territori, di forgiarsi di nuovo... In Italia i "grandi" continuano a fare cose spettacolari, ma la mancanza di nuovi nomi è inquietante. A Londra, New York e Parigi sono molto più bravi a lanciare le nuove leve della creatività».

Questa è anche un po' colpa dei giornalisti di moda, però...
«Assolutamente. Io cerco di stare sempre attenta al nuovo e di fare ricerca, ma mi assumo la mia parte di responsabilità».

In effetti, ti capita anche di indossare le creazioni di talenti emergenti, anche italiani.
«Sì, quando ci credo sì: l'ultimo che mi ha conquistato è Fausto Puglisi».

Spesso si usa la definizione "circo della moda". Tu che attrazione pensi di essere?
«Io sono il pagliaccio! Ma perché un messaggio arrivi, alle volte, è necessario andare sopra le righe. E io, piuttosto che rimanere nell'anonimato o nell'ordinario, preferisco prendermi tutti i rischi del caso. E poi, il circo è il luogo dove si può osare, dove si possono fare dei magnifici voli pindarici: sotto c'è sempre la rete di protezione, no?»

Hai partecipato alla scorsa edizione di Domenica In, sei ospite fissa di Pinocchio, su Radio Deejay, con La Pina... è come se ti ponessi come anello di congiunzione tra la Moda, quella "alta" con la M maiuscola, e il grande pubblico più popolare...
«Sono due mondi che dovrebbero comunicare di più. La moda si era chiusa in una torre d'avorio autoreferenziale, che internet ha contribuito ad espugnare. Mi sembra che sia il momento giusto di rompere certe griglie e certi rigori. E, soprattutto, di smetterla di farsi delle domande in merito a cosa sia un "certo livello" di moda, a cosa si possa fare e a cosa sia meglio non fare. Ho deciso che faccio quello che mi va di fare e che mi diverte».

A proposito di internet: il tuo sito è visitatissimo. C'è un post molto divertente sui 10 errori da non commettere in spiaggia. Ci dici quello più tragico?
«Mettersi l'autoabbronzante! Ora c'è la moda dell'aerografo: può essere divertente per una serata, ma arrivare in spiaggia color carota proprio no!»

Una curiosità: quando indossi un abito chiedi mai alle amiche "come mi sta?", come fanno tutte le donne?
«No, lo chiedo alla sentinella che è dentro di me. E' severissima! Ma alle volte mi piace contraddirla apposta! Sbagliare, ogni tanto, è necessario!»

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lillaprimula 30 mesi fa

la trovo di un ridicolo....se lei è la moda....siamo davvero alla frutta....non si puo davvero guardare come si veste....

sally 38 mesi fa

Mai scontata sempre intelligentemente originale ironica e autoironica con stile.Un modello per tuttle fashion addicted.

laura 38 mesi fa

intervista davvero brillante! complimenti.

fefffyna 38 mesi fa

Adoro...questa donna!!!"Anche la sentinella dentro di me è sempre severissima,proverò a contraddirla anche io!"GIusto!

Ciao Viole, ti abbiamo regalato un po' di buonumore? Ottimo! Abbi fede e pazienza: tra non molto i vostri commenti saranno "no limits".

Luana 38 mesi fa

Anna è nata nella mia città. La Direttrice di Vogue Japan, che onore! ^_^

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