New York: la moda cross-culturale

15 settembre 2011 
<p>New York: la moda cross-culturale</p>
PHOTO GORUNWAY.COM

L'influenza della tecnologia sulla moda sembra essere uno dei temi portanti delle passerelle newyorchesi Primavera-Estate 2012. Influenza evidente non soltanto nelle stampe digitali, ma soprattutto in un'attitudine al mash-up tipica della generazione 2.0, rintracciabile in numerose collezioni della Fashion Week d'oltreoceano.

Gli internauti si nutrono di mix interculturali? Le sorelle Mulleavy di Rodarte li accontentano e, di fronte a un parterre di celebs adolescenti - le attrici Dakota e Elle Fanning, la cantante Taylor Swift e la blogger Tavi Gevinson - mandano in scena una collezione che combina due suggestioni distanti mille miglia tra loro: La Bella Addormentata di Walt Disney e Vincent Van Gogh. Il risultato non convince, e l'accostamento di girasoli post-impressionisti e abiti bon ton anni '50 appare stonato e poco efficace. Meno scontate le stampe floreali digitalizzate di Proenza Schouler. Se le sorelle Mulleavy sembrano (ahinoi!) aver perso da un paio di stagioni quel personalissimo tocco che le aveva consacrate a talenti rivelazione della moda Made in USA, non delude il giovane duo creativo composto da Lazaro Hernandez e Jack McCollough. Insieme al garden pattern distribuito su silouhette anni '40, stampe grafiche e micropois, pelle di anguilla a righe o tinta di arancione (che per ora sembra essere il colore della stagione!), e colori cupi contribuiscono a costruire una collezione sofisticata dai toni malinconici che, secondo gli intenti dei due stilisti, esprime lo spirito dei nostri tempi. Punto di partenza della collezione è infatti l'architettura Googie, connubio tra cultura dell'automobile e fiducia nell'era spaziale che nella California anni '50-'60 caratterizzava distributori di benzina e fast food on the road. Uno stile allora avveniristico e ora decrepito, chiara metafora di un ottimismo perduto.

All'architettura Bauhaus dichiara di essersi ispirata invece Carolina Herrera, che porta in passerella stampe grafiche e linee geometriche su bluse, gonne e abiti da sera. Mixa invece  stampe tribali haitiane a tessuti high-tech, Donna Karan. Guarda all'Africa Michael Kors, con una collezione che è un'apoteosi di animalier e jungle tie dye, perfetta per un safari.

Si presentano in una veste inattesa Oscar de la Renta e Vera Wang, firme iconiche rispettivamente dell'abito da red carpet e del wedding dress da sogno. Se il primo, dopo quarant'anni di carriera riesce a stupire con una moda couture fresca e giovane (belle soprattutto le prime due uscite con enormi gonne dalle tinte al neon e top di pizzo), Vera Wang, con le sue costruzioni a origami, rivela uno coté sperimentale del tutto nuovo. Chi è in cerca di metri di tulle e perline può sempre fare affidamento su Marchesa, che per la prima volta, invece della presentazione in showroom, ha organizzato un vero e proprio show - completo di super modelle del calibro di Karen Elson and Karolina Kurkova.

Rientrano nel filone street-chic Theyskens' Theory e 3.1 Philip Lim. Pezzo chiave della sfilata dello stilista belga per il marchio dai prezzi accessibili Theory sono i pantaloni a vita alta con un "falling-down look-but that stayed up", che - in altre parole - sembrano cadere ma invece stanno su, abbinati a giacche di tutti i tipi. La giacca è il capo must-have di stagione anche per Philip Lim che propone una collezione minimal sartoriale in bellissimi colori sorbetto abbinati al bianco optical e al nero.

Quella delle passerelle newyorchesi è, prevalentemente, moda portabile che non riesce a stupirci, alternata ad abiti da red carpet pensati per le star hollywoodiane. Ma è ancora presto per tirare le somme, perché la fashion week della Grande Mela non potrà dirsi conclusa fino a che non avrà sfilato Marc Jacobs, il pezzo da novanta della moda statunitense. L'appuntamento è per stasera alle 20:30 (le 2:30 di notte ora italiana). Lo stilista ha infatti invertito le date dei suoi show, facendo sfilare per prima la sua seconda linea Marc by Marc Jacobs (collezione poco entusiasmante con richiami evidenti alla collezione PE 2011 di Jil Sander e la rivisitazione dei due trend più forti della scorsa stagione estiva: le righe e il color blocking). Pare che la causa di tale decisione (quella ufficiale per lo meno) sia l'uragano Irene che avrebbe determinato ritardi nel completamento della collezione. Ma forse a distrarre lo stilista, determinando così lo slittamento dello show più importante alla giornata di chiusura della settimana della moda, sono state anche le trattative con Maison Dior che vorrebbe Mr. Jacobs ad occupare la poltrona lasciata libera da Galliano.

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