La multiforme donna di Bottega Veneta e la gitana sexy di Pucci

24 settembre 2011 
<p>La multiforme donna di Bottega Veneta e la gitana sexy di
Pucci</p>

Bottega Veneta: una sfilate come - a me, personalmente - piacerebbe vederne tante. Perché sulla passerella di Tomas Maier non c'è solamente un'idea (più o meno indovinata), non c'è solo un'ispirazione (più o meno originale), non c'è solo un tema (più o meno affascinante) declinato in 40 o 50 outfit. C'è molto di più. C'è il guardaroba di una donna vera, tanto complicata almeno quanto raffinata. Sulla passerella convivono in perfetta armonia opposti che potrebbero apparire discordanti, e che, invece, si completano vicendevolmente. Accanto agli abiti bustier ci sono quelli a trapezio con inserti in pvc, accanto ai jeans baggy in denim used ci sono i LBD con lavorazioni 3D, accanto ai ricami preziosi ci sono quelli effetto arcobaleno, ottenuti dall'unione di tante strisce di tessuto multicolor.
C'è di tutto un po', insomma, ma non perché lo stilista non sapesse dove andare a parare. Tutt'altro. Maier conosce bene la donna Bottega Veneta, e ha voluto regalarle una collezione nella quale trovare qualcosa di giusto per ogni momento e per ogni circostanza.

Non era facile per Jil Sander trovare una chiave con la quale bissare lo straordinario successo della sua collezione per la scorsa primavera. I suoi color block sono entrati nella storia e persino nella leggenda, forse, della moda. Bene, per la primavera a venire Raf Simons ci stupisce dando il via alla sua sfilata con una serie di uscite in total white, pure, sobrie, quasi astratte, da leggere come un omaggio al capo iconico del marchio, la camicia bianca. Una scarica di energia arriva dalle uscite successive, dove la fantasia paisley, anche in versione fluo, si alterna a scozzesi in colori candy, dove il vichy dialoga con rimandi figurativi all'arte di Picasso, utilizzati come intarsi tricot sui pullover. La silhouette è in ogni caso allungata e attillata: bellissimi i tubini appena vivacizzati da uno spacco posteriore a sorpresa, guarnito da un imprevisto bagliore di strass.
Il cerchio si chiude sul finale, con una sposa originalissima ma - guarda un po' - rigorosamente in bianco. Il miracolo si ripeterà? Forse. La collezione è meno immediatamente d'impatto della precedente, ma non per questo meno azzeccata.

Spinge sul pedale del grafismo Giorgio Armani per la sua linea Emporio, grazie a un divertente gioco di bianchi e neri, di linee e geometrie, di pieni e di vuoti. Spazio però anche a fantasie e tonalità più delicate, gettonatissime tra gli stilisti per la prossima Primavera: verde, azzurro e rosa pastello colorano di leggerezza gli abiti e i completi spesso profilati di nero, ancora a sottolineare volumi e forme.

Stesse nuances da bon bon per il duo Frankie Morello, che intraprende un folcloristico viaggio tra i monumenti e i luoghi comuni della bell'Italia da cartolina. Ironia anche sulla catwalk di Moschino Cheap&Chic, che gioca con frutta e verdura e con i disegni naif realizzati col tratto divertito di un bambino.

Di grandissimo effetto, infine, la donna di Emilio Pucci secondo la creatività di Peter Dundas. In passerella una gitana sensualissima, con la pancia scoperta, una chica latina sexy e sfrontata, che si ricopre dei colori di abiti svolazzantie  leggerissimi, dai lunghi strascichi, ma anche di preziosi ricami scintillanti. L'immagine è quella di una femmina sfuggente e forte assieme, irrefrenabile e vibrante, mai volgare neppure quando più nuda che vestita. Stampe: tante, come è lecito aspettarsi. Anche per le camicie funzionano quelle foulard: scommettete che ne vedremo così tante da non poterne più? Dopo sei mesi, ben inteso.

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