Poker d'assi: Armani, Cavalli, Dsquared2 e Ferré

26 settembre 2011 
<p>Poker d'assi: Armani, Cavalli, Dsquared2 e Ferré</p>

Avete presente il look di Kate Moss quando fa la sua magica comparsa ai Festival rock, stile Glastonbury? Stivalacci di gomma al ginocchio, microshorts sbrindellati, T-shirt alla bell'e meglio, maglia annodata in vita: eccola, è questa la donna immaginata da Dean e Dan Caten per la prossima Primavera di Dsquared2.
E' una groupie dall'animo indie, nata negli anni del grunge ma nostalgica dell'estetica hippie del mito di Woodstock. E' sporca di fango, ha una bottiglia di birra in mano e il trucco sfatto, e se ne compiace. Gli stilisti la chiamano shabby couture, moda un po' trasandata, ma a ben guardare, nell'allegra accozzaglia di pezzi, spiccano capi impeccabili come la giacca tuxedo nera di grande fascino. Tra le stampe si segnalano quelle che riprendono la bandiera americana: non è mica poco, come omaggio, da parte di due designer canadesi. Infine, due must: lo stivale giallo, in gomma, con tacco (ok, piove, ok non mi devo bagnare ma.. ok, un po' di tacco!) e la nuova it-bag, la tracolla Manitoba. Ospite fotografatissimo, Filippo Magnini.

Federica Pellegrini, invece, si concede a re Giorgio, al quale è fedelissima. E' un messaggio di grazia quello che vuole lanciare Giorgio Armani. Alle tre Grazie, infatti, alludono le modelle che escono sul finale, in posa plastica e classicheggiante.
Come lo stile della maison impone, in passerella una collezione sussurrata e garbata: a cominciare dai colori, indefinibili e delicatissimi, per arrivare ai tessuti, morbidi e scivolati, fino ai volumi, capaci anche di rigidità architettoniche che però sono un inno alla leggerezza. C'è sempre quell'idea di Oriente, nella moda di Armani. Che la Cina sarebbe diventata un colosso, per la verità, lo aveva capito già qualche lustro fa.
Tra le trovate sartoriali di stagione, in pantalone capri con spacco sul davanti da mettere sotto a giacca e abito (funziona? sulle modelle con gambe da fenicottero sì, sulle comuni mortali è da verificare sul campo) e la gonna del tailleur leggerissimamente asimmetrica. Niente di rivoluzionario, insomma. Ma nessuno lo pretendeva e va benissimo così.

Anche Roberto Cavalli cede alla tentazione, tanto diffusa, di omaggiare gli anni Venti. Ma lo fa, naturalmente, a modo suo. E' solo un punto di partenza, dal quale la sua collezione spicca il salto per raccontare il mondo multiforme della griffe.
Lo stilista toscano sta inanellando una dopo l'altra una serie di collezioni super riuscite, e la buona stella bacia anche la sua Primavera 2012.
Abiti a pieghe e ricami in nero, gonne plissé, tanto oro e decori barocchi, broccati e austeri pantaloni neri, fiori multicolor e cinturoni anche su vestiti da sera, sofisticatissimi. La donna di Cavalli è cambiata, rispetto a quella sfacciata e pantera che aveva decretato il successo della maison negli anni Novanta. Certo, non è una donna che ami stare nell'ombra o mortificarsi. Ma altrettanto ceramente è una donna che può dire la sua in tema di sofisticatezza non banale.

Aria nuova, infine (letteralmente, perché le sfilate dei "grandi" terminano oggi, lasciando spazio domani ai nuovi talenti del made in Italy) da Gianfranco Ferré: nuova proprietà, nuova coppia di designer. A ricevere gli applausi al termine della sfilata sono Stefano Citron e Federico Piaggi. La loro interpretatzione dello stile Ferré è all'insegna della pulizia e della geometria. Forme pure, tessuti nobili, volumi grafici, colori neutri spezzati dal viola e dal fucsia. Ma è una donna sexy, anche: spacchi e tagli improvvisi scoprono il corpo, reso ancora più seducente dal contatto con fredde e alte cinture rigide in metallo gold. L'inizio della nuova era Ferré è incoraggiante. Ma non perdiamo occasione per ricordare, una volta di più, il talento infinito di un maestro che, forse, di eredi non ne ha.

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