Tutti in piedi di fronte a Balenciaga

30 settembre 2011 
<p>Tutti in piedi di fronte a Balenciaga</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Pare che panchine traballanti abbiano costretto tutti, ma proprio tutti - persino Catherine Deneuve e Anna Wintour - ad assistere allo show di Balenciaga in piedi, (provvidenziale intervento dall'alto che, almeno per una volta, ha annullato le differenze di classe della moda tra standing e front row). Tutti in piedi, come in chiesa, è stato scritto. E in effetti merita reverenza chi come Nicolas Ghesquière è così abile ad adattare le costruzioni couture alla strada, creando un equilibrato mix tra elementi del guardaroba urbano e le forme scultoree del leggendario couturier di cui ha raccolto l'eredità. Le spalle delle giacche si allargano all'estremo, mentre gli shorts si rimpiccioliscono fino alle minime conseguenze in un gioco di proporzioni/sproporzioni. Anche il denim subisce il medesimo trattamento sartoriale, plasmato in bellissimi (e portabilissimi) pantaloni plissettati lungo la vita alta. La geometria delle giacche squadrate in seta effetto-neoprene e degli abiti con gonne e top a trapezio, rivela un rinnovato gusto per la sperimentazione nell'elaborazione dei volumi che, fin dagli esordi alle redini della Maison, caratterizza il giovane designer francese. L'effetto è grafico e moderno. In una parola: funziona!

È ancora rock e sexy come l'aveva immaginata Christophe Decarnin, la donna di Balmain, ora nelle mani di Olivier Rousteing. C'è Las Vegas, e c'è la corrida messicana in questa sfarzosa collezione che fa del decoro il motivo portante. Ad un'apoteosi di intrecci, intarsi, ricami, frange, e tanto tantissimo oro, si abbinano, per contrasto, camicie bianche e jeans.

Tanto è appariscente la donna Balmain, tanto è "solennemente elegante" la donna che sceglie Rick Owens. Lo stilista californiano naturalizzato parigino, odia minigonne e scollature e - afferma - quello che con la sua moda offre alle donne è l'opposto della sexiness: la "Stately elegance" che, in questa collezione, si manifesta in abiti lunghissimi con un'unica cucitura sul davanti, camici a sacco, gonne affusolate, ampi pantaloni e top asimmetrici. Tema portante del suo stile è una sartorialità grafica in bianco e nero che include nella gamma dei colori il grigio e il terracotta.

Stessa ridotta palette di colori anche per Ann Demeulemeester che, come di consueto, gioca con le sovrapposizioni e il tema del maschile/femminile mandando in passerella giacche allungate capaci di contenere le trasparenze e il fruscio - così squisitamente femminile - dello chiffon. Elemento chiave del look sono i grandi cappelli in pelle nera con tesa "stropicciata".

E infine veniamo a Carven, interessantissima storia di rinascita e rinnovamento. Guillaume Henry, 31 anni, propone, da una manciata di stagioni, collezioni giovani, fresche, portabili e très très bon chic parisien, che hanno non solo riportato Maison Carven in vita, ma ne hanno fatto uno dei marchi più in voga del momento. La silhouette è soltanto una: minigonne a palloncino e busto avvitato. Si gioca poi su qualche stampa, pizzo o ricamo. Ma il bello delle collezioni di Carven sta anche - e soprattutto - nei prezzi: accessibili! E l'effetto ragazza chic di Parigi è assicurato.

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RISULTATI
dscarlatta 63 mesi fa

Mi ha entusiasmato la costruzione sartoriale di Balenciaga

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