Pigiami e sottovesti

04 ottobre 2011 
<p>Pigiami e sottovesti</p>
PHOTO GETTY IMAGES

In sottoveste e in pigiama. Ci si vestirà (anche) un po' così la prossima Primavera.
Parola di Stella McCartney. La più vegetariana e politically correct tra le stiliste manda in passerella una serie di completi blusa-pantalone morbidissimi, a micro disegni geometrici o Paisley, che sembrano decisamente rubati dal guardaroba notturno di "lui" (anche ai piedi ciabattoni che tutto sono tranne che sensuali).
Il lato femminile della donna di Stella, invece, è assicurato dal tema ricorrente di un "ricciolo barocco", quasi stilizzato, che taglia e ricompone una serie di miniabiti, sia in versione total white sia in una ben più rischiosa combinazione di stampe diverse, o da inserti in pizzo che assolvono la stessa funzione di "collante" tra tessuti differenti. Li vedremo ovunque, come i limoni e le arance che hanno furoreggiato la scorsa stagione.
Ad applaudire la designer c'è anche papà Paul, con neofidanzata e futura moglie al seguito, Nancy Shevell.

Hanno tutta la leggerezza di sottovesti romanticissime, invece, gli abiti disegnati da Clare Waight Keller, già designer di Pringle of Scotland, da questa stagione alla direzione creativa di Chloé. La sua collezione è un inno al plissé (segnatevelo: impossibile non avere almeno una gonna millepieghe la prossima primavera). Una lavorazione che viene valorizzata da una cartella colori sofisticatissima, che al bianco ottico accosta i colori del sabbia, del ruggine, del carne, con un tocco inaspettato di "verde medico", e anche da un gioco di trasparenze molto gradevole. Quanto agli accessori, vero fiore all'occhiello della Maison, ecco una borsa a tre scompartimenti,con maxi manico, da portare a mano, che dovrebbe piacere non poco alle affezionate della griffe. Convincono forse meno le calzature, con inserti in pvc trasparente, che conferiscono al piede quell'effetto sottovuoto non proprio irresistibile.

Tutt'altra musica da Giambattista Valli, che prosegue a testa bassa sulla starda, difficile ma piena di soddisfazioni, che ha decretato il suo successo. Difficile perché Valli persevera nella sua idea di una moda couture sofisticata e preziosa, che ha nella grande moda italiana degli anni '50 e '60 i suoi modelli ispirativi. Tessuti importanti, lavorazioni complesse - il patchwork di materiali differenti è ormai una sua costante, così come l'uso di tessuti-tappeto di sapore afro-chic - forme e volumi semplicemente intramontabili e senza tempo. Piena di soddisfazioni perché ad applaudirlo ci sono tutte le it-girl - o ragazza "bene", come si diceve una volta - con almeno un paio di cognomi a testa, che costituiscono lo zoccolo duro delle sue affezionate: Bianca Brandolini d'Adda, Elettra Rossellini Wiedemann, Margherita Maccapani Missoni. In più, la "zia" di tutte loro, quell'esempio di classe e stile che era ed è Lee Radziwill, sorella di Jacqueline Kennedy Onassis.

Un guizzo di modernità e un'ancora alla tradizione della Maison per Stafano Pilati, direttore creativo di Yves Saint Laurent. Nelle sue collezioni il "tocco" stagionale emerge discretamente dai piccoli dettagli tutti da scoprire e interpretare. Troviamo così a convivere cinture di sapore sportivo e altre decisamente etniche, il verde acqua e il verde oliva, ampi volant e spalle arricciate, minigonne con spacchi arditi e maxigonne da hippie deluxe. Ma - permetteteci la divagazione - il pezzo forte è Pilati stesso. Il look che sceglie per la sua uscita finale è perfetto: casual e rilassato ma impeccabile, distratto ma inappuntabile. Dalle due T-shirt sovrapposte al mocassino in rettile lucido con calzino rosa a vista. Stile innato, poco da dire.

Ci riprova, ancora una volta, Ungaro. Dopo avere assoldato Lindsay Lohan e avere corretto il tiro con Giles Deacon, la griffe tenta di rilanciarsi con una nuova designer: Jeanne Labib-Lamour. La collezione d'esordio però non convince: tutto troppo semplice, fuori fuoco, con poca personalità. Ah, quando Ungaro era Ungaro... (Già, si stava meglio quando si stava peggio).

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RISULTATI

Cara Manuela, grazie mille! Ma io sono UN giornalista, non UNA... con tutto il rispetto per LE giornaliste :--)

Lucy 62 mesi fa

Grande Fede :) io adoro ma moda "pigiamata". Quest'estate sono andata in giro con i pantaloni del baby doll e quelli del pigiama!

Complimenti per l'ottimo riassunto, si legge tanto sul web, ma difficilmente si trovano articoli in cui una giornalista descrive in maniera chiara e con competenza le collezioni. Manuela Garofalo

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