Si dice che non bisogna guardare al passato, ma vivere al
presente con uno occhio al futuro. Poi c'è chi lo dice e chi lo fa,
e al Fidenza Village è stato fatto. E' stato
inaugurato ieri 20 ottobre, un giovedì del villaggio, il
The Talents Store, una boutique nata
dalla collaborazione tra Value Retail e Vogue
Italia, dedicata agli stilisti più brillanti e promettenti
(anche se alcuni di loro hanno "già promesso", come Silvio
Betterelli ed Erkan Coruh - GUARDA LE
SFILATE PE 2012 DI SILVIO BETTERELLI ED
ERKAN CORUH) della moda italiana e non.
Dalla testa, con gli occhiali stravaganti di A-Morir, ai piedi con le scarpe
avanguardistiche di Gaetano
Perrone, sono venticinque i giovani brand scelti da
Vogue Talents.
"Oggi nessuno è disposto ad investire sui giovani - ha
commentato il Direttore di Vogue Italia Franca
Sozzani - noi invece vogliamo fermare questo circolo
vizioso prima con il concorso Who's on Next, che fornisce
una visibilità iniziale, nonché una soddisfazione personale, poi
con uno step successivo, che è rappresentato proprio da questa
boutique, che da la possibilità ai nuovi talenti di essere
conosciuti dal consumatore finale. Parliamoci chiaro, concretamente
quello che interessa a questi giovani è il lavoro".
Marchi emergenti in un Outlet con grandi brand. Un controsenso?
No, anzi. I talents ci hanno spiegato perché.
"All'inizio ero perplessa - ha dichiarato la stilista Caterina Gatta - all'idea di
far entrare i miei capi, che sono pezzi unici, in un luogo dove il
core business è comunque un prodotto di massa. Poi ho
pensato che invece era proprio questa la sua forza: creare un
punto di vista di nicchia all'interno di un concetto più ampio;
dovrebbero farlo tutti".
E' dello stesso pensiero Gianni
Serra, che si è detto emozionato e impaziente all'idea
di avere un feed back da un pubblico diverso dal suo, che
in genere compra marchi famosi. Insomma, a suo dire (e non solo),
"gli esami non finiscono mai".
"E' una vetrina ottima - ha dichiarato la designer di
borse Benedetta Bruzziches - anche perché
noi giovani non possiamo investire in pubblicità come i
Big, siamo fuori dalle loro logiche commerciali
/pubblicitarie. E questo è un plus perché a differenza
loro, facciamo più sperimentazione e lavoro artigianale, che
secondo me è esattamente ciò che in questo momento storico vogliono
davvero i consumatori. Vogliono un prodotto più a misura d'uomo,
più personale".
Proprio in riferimento al pubblico del Fidenza Village, c'è chi ha
scelto di mettere in vendita i capi più basici della sua
collezione, come il turco Erkan Çoruh, o al contrario,
più particolari come Benedetta Bruzziches. Questione di punti
vista. Quello di Olivia Palermo, special
guest della giornata, è semplice: questi giovani designer sono
il futuro, e da neo-blogger ha dichiarato che è anche grazie ai
fashion blogger che i nuovi talenti si stanno facendo conoscere,
perché sono più curiosi e liberi, e dedicano loro degli spazi che
magari i giornali più grandi non considererebbero nemmeno.
Insomma, "il mondo del fashion sta cambiando", parola di
Olivia.
Anche se in maniera timida, pare proprio di sì, i segnali ci sono
tutti: concorsi e boutique dedicati agli emergenti, di cui ne è
esempio il The Talent Store, lo zampino sempre più radicale dei
blogger. Cosa manca? Rispondono i designer di A-Lab
Milano: "una presenza più massiccia di e-commerce
dedicati a noi giovani che con un solo click permettano di farci
conoscere anche dalla signora americana di turno.