La City di Balenciaga.
Una delle borse più iconiche di questo millennio. Inconfondibili le piccole borchie, le frange svolazzantie lo specchietto coordinato in dotazione. Ha imposto un nuovo modo di indossare la borsa, nell'incavo del gomito, col braccio piegato in avanti uin una posizione "leggermente" innaturale...
Lo zainetto di Prada
E' uno dei primi incredibili successi planetari di Miuccia Prada, risalente alla metà degli anni Ottanta. Da allora il nylon nero non è stato più lo stesso
La New Bamboo di Gucci.
Riedizione in chiave contemporanea della Bamboo, uno dei classici della Maison che ha visto la luce sul finire degli anni Quaranta. Un manico inconfondibile, che sa di leggenda
La Neverfull di Louis Vuitton.
Come dice il nome, non si riempe mai. Praticissima, capientissima, imitatissima. Nulla da aggiungere: la borsa parla da sola
La Bagonghi di Roberta Di Camerino
Forse la prima delle it bag made in Italy, divenuta un must negli anni '50 grazie al passaparola tra star del cinema, socialite e nobildonne. Ancora oggi la borsa in velluto a righe, con il classico manico a mano, "se la gioca" con colleghe più giovanie nuove.
La Miss Sicily di Dolce&Gabbana.
Nata sul finire dello scorso decennio, la Miss Siciliy ha saputo reinventarsi in mille versioni diverse: in pizzo, animalier, in lana, decorata da paillettes, a stampa floreale, fluo... Non cambia invece la riconoscibilissima targhetta rettangolare
La Mombasa di Yves Saint Laurent.
A idearle fu quel genio di Tom Ford, nel 2001. Riconoscibilissima grazie al manico in corno di cervo, che rende ogni pezzo un pezzo unico
La Kelly di Hermès.
E' quasi impossibile crederlo, ma la più chic delle borse nasce come evoluzione di una "sacca" usata dai cavalieri nelle battute di caccia. La principessa di Monaco, Grace, l'ha resa celebre negli anni Cinquanta, in uno scatto fotografico nel quale la borsa - si dice - venne usata per nascondere la gravidanza ancora non resa pubblica. Da allora ha preso il suo nome. Mitologiche le liste d'attesa per averla. O, almeno, per provare ad averla.
La Peekaboo di Fendi
Nata nel 2009, ha conquistato tutti con la sua praticità e la sua semplicità. Un manico, due scomparti che si aprono facendo l'occhiolino, e una serie di varianti che stagione dopo stagione la rinnovano rendendola sempre più affascinante
La Baguette di Fendi.
Nata nel 1997 da un'intuizione di Silvia Venturini Fendi, la Baguette (da infilare sotto il braccio proprio come uno sfilatino francese) è stata realizzata in più di mille diverse versioni. Una più bella dell'altra. Non c'è star che non sia stata fotografata con la sua baguette preferita. Un libro, quest'anno, ne ha celebrato e risottolineato l'incredibile successo
La 2.55 di Chanel.
2.55 sta per febbraio 1955, ovvero quando la borsa vede la luce. Pelle metelassè e una catena intrecciata alla pelle come tracolla: nonostante innumerevoli tentativi di imitazioni, la borsa di Chanel rimane inimitabile
La Cabas di Bottega Veneta.
Chiamarla shopping bag è riduttivo. La classica e chicchissima borsa in pelle intrecciata è un evergreen, prodotta in pochi esemplari. Il che la rende ancora più desiderabile.
La Saddle di Dior
La forma è quella - inconfondibile - di una sella. Uno degli esempi più fortunati (anche commercialmente parlando) della lunga collaborazione tra la Maison e John Galliano. Quello che si definisce un best seller
La New Jackie di Gucci.
Una riedizione della leggendaria Jackie, ispirata alla grande icona dell'eleganza che di cognome ha fatto Bouvier, Kennedy e Onassis e che ha reso celebre questa borsa così funzionale e semplice, eppure incredibilmente carismatica
La Knot di Bottega Veneta
E' l'unica fra le clutch inserite nella nostra "battaglia" fra le it bag. E qualcosa vorrà pur dire. Se l'aspetto dell'involucro cambia in continuazione, stagione dopo stagione, invariate rimangono la forma e il piccolo e vezzoso nodo
La Birkin di Hermès.
Creata appositamente per la cantante e attrice Jane Birkin nei primi anni Ottanta: bella come una Kelly, ma più pratica, capiente, duttile. Innumerevoli le versioni create da allora: pellami preziosi, colori shock, finiture anche personalizzabili... La borsa per eccellenza, forse
La Paddington di Chloé.
E' bastato un dettaglio per tarsformarla in mito: il suo maxi lucchetto - ancor più di quelli di Federico Moccia - ha fatto innamorare intere schiere di donne in tutto il mondo. Star comprese.
La Falabella di Stella McCartney.
Forma squadrata, tracolla a catena che insegue la borsa per l'intero suo perimetro e pelle rigorosamente eco. Ecco la formula - semplice e geniale - del successo di questa it-bag.
La Pandora di Givenchy.
Un parallelepipedo con un manico solo, che le dona quell'aura di perenne, affascinante e asimmetrico disequilibrio. Nuovi materiali e nuove lavorazioni stagione dopo stagione. Ma cult rimane la versione in pelle stropicciata effetto used. Dark, ma non troppo
La Muse di Yves Saint Laurent.
Così semplice, eppure così complessa. Nata nella metà del primo decennio del XXI secolo, la Muse si compone di oltre 40 pezzi assemblati con maestria: praticamente una bowling bag extralusso
La Speedy di Louis Vuitton
Il bauletto per antonomasia, nato negli anni Trenta e dedicato - come il nome suggerisce - a tutti i globe trotter di ieri e di oggi. Inizialmente in tela di cotone, è divenuta un must in tela Monogram e Damier
La Alexa di Mulberry
Chissà se tra 40 anni ce la ricorderemo ancora...? Certo è che oggi la it girl per eccellenza è Alexa Chung. A lei Mulberry dedica questa cartella/it bag decisamente contemporanea, non solo nel nome
La I'm not a plastic bag di Anya Hindmarch
E' stato il caso del 2007, quando celeb e non hanno fatto i salti mortali per avere questa borsa, venduta a 5 sterline e divenuta un oggetto del desiderio globale in pochi giorni. E' la prima it-bag che ha reso lo spirito ecologico decisamente cool
La Lady Dior di Christian Dior
Nasce nel 1995 come omaggio a Lady Diana. Tipico e inconfondibile il motivo cannage della lavorazione della pelle.