Il Museo di Valentino è online

di Maria Luisa Tagariello 

Tutto il mondo di Valentino a portata di click. Anne Hathaway annuncia in diretta streaming da New York l'apertura ufficiale del museo virtuale di Valentino

Maria Luisa Tagariello

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«Valentino è a mala pena in grado di accendere la televisione» - scherza Giancarlo Giammetti, compagno di vita e d'affari dello stilista, durante la conferenza stampa trasmessa in diretta streaming su You Tube da New York. «Io sono un po' più avanzato dal punto di vista tecnologico, ma è stato difficile per entrambi comprendere questo linguaggio per noi nuovo» Si riferisce all'impresa titanica (ci sono voluti 2 anni per realizzarla) di un museo virtuale che racchiude la storia intera di Valentino, inaugurato ufficialmente ieri sera da una madrina d'eccezione, l'attrice Anne Hathaway.

«Oggi assistiamo alla nascita di una rivoluzione», con queste parole ha aperto la conferenza la bella Anne, di Valentino vestita (ma Primavera-Estate 2012, quindi by Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli). «Valentino ha creato qualcosa che non è mai esistito prima… lui è the best fashion designer in the world ever». Si sa, gli americani amano enfatizzare - soprattutto se sono attori poi! - ma è anche vero che il Valentino Garavani Virtual Museum è un evento senza precedenti nel settore moda che, grazie alla tecnologia 3D, ricrea l'esperienza di una vera e propria visita a un museo.

Oltre 5000 documenti, più di 300 abiti, e poi bozzetti, illustrazioni, campagne pubblicitarie, editoriali, immagini e video di sfilate, eventi e red carpet raccontano i 47 anni di Valentino Garavani. Sarebbero stati necessari 10mila metri quadrati per allestire tutto il materiale in un edificio reale che, invece, è ora a portata di click di chiunque in qualunque parte del mondo. «Un regalo che Valentino fa a tutti coloro che amano la moda» - commenta Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, ospite della conferenza - e in particolare agli studenti di moda di tutto il mondo, ai quali lo stilista si rivolge direttamente durante il suo breve intervento, quasi a voler affidare a loro la sua eredità.

Valentino lo desiderava da tempo. Avrebbe dovuto avere sede a Roma, se non fosse stato frenato da lungaggini e incomprensioni con l'amministrazione comunale, e a Parigi ne aveva allestito un abbozzo, esponendo 1000 bozzetti nel suo Château de Wideville. Ma, secondo Valentino, «Dopo i primi anni, un museo reale, in qualsiasi città esso sia, è destinato a cadere nel dimenticatoio, e i vestiti vanno a finire in un marché aux puches o chissà dove». Meglio quindi un museo virtuale, un immenso archivio accessibile in un click dove a ogni abito è associata la sua storia, raccontata per immagini e video, e quella delle donne, principesse, gran signore e star che quegli abiti li hanno indossati. Eppure la città del grande Maestro della couture italiana è presente nelle sale di questo museo online, perché il cielo azzurro con le nuvole bianche delle gallerie animate è quello di Roma. Chissà allora che un giorno non ne esisterà anche uno reale nella Città Eterna? Nel frattempo digitate http://www.valentino-garavani-archives.org sul vostro computer, scaricate l'app e godetevi il viaggio!

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