Il circo magico di Limited/Unlimited

di Margherita Calabi 

Nella prima giornata di AltaRoma, 32 designer presentano pezzi unici in un atmosfera magica e colorata

Margherita Calabi

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La prima giornata di AltaRoma è all'insegna dei giovani e dei nuovi talenti. Mentre Silvina Maestro (ex-pupilla di Riccardo Tisci) e Marta Ferri (tra i designer del progetto di Who is On Next) sfilano con le loro collezioni in S.Spirito in Sassia, 32 new talents presentano pezzi unici da Limited/Unlimited all'Acquario Romano. L'evento, giunto alla sua quarta edizione, quest'anno ha come tema 'Homage' ed ogni oggetto in esposizione rende omaggio a quel qualcosa o qualcuno che per ogni designer è una forte fonte di ispirazione. Il setting è davvero speciale: un circo delle meraviglie dove i capi sono esposti su manichini fra scatole magiche, gabbie di metallo e schermi che proiettano le scritte 'Abracadabra', 'Dream', 'Magic' e 'Wow'.

Si passa dall'abito kimono con bracciale in pietre dure di Stella Jean, che rende omaggio al 'relativismo pirandelliano' (la designer ci fa confidenza ed è molto interessata di sapere se ci piace), al vestito da sposa dei Leitmotiv con fiori di seta stampata e swarovski, ispirato alla scultura 'La Mariée' dell'artista Niki di Saint Phalle. L'abito di Angelos Bratis in leggerissima seta bianca, ottenuto da due pannelli di tessuto con il minor numero di tagli possibili, è un omaggio a Madeleine Vionnet, mentre i sandali futuristici con micro-neon e led di Alessio Spinelli sono un omaggio a Blade Runner. Ci divertono l'homage a Grace Jones di Piers Atkinson e le scarpe di Max Kibardin in collaborazione con Chicks on Speed - fatte interamente in pelle e plastica, sembrano appena uscite dal guardaroba di un film di Quentin Tarantino.

I pezzi più stravaganti sono i sandali 'Wet Silence' di Aoi Kotsuhiroi in crono, ciliegio, lacca Urushi, crine di cavallo, antiche perline d'oro romane, porcellana e cuoio, ispirate dal raffinato racconto erotico "La Casa delle Belle Addormentate" di Y. Kawabata, e il copricapo di Salvador Mateu costruito con un cavo d'acciaio e ricoperto di tulle greco e applicazioni di pizzo Caudry. Una criniera artificiale e ancora tulle, velluto, vinile e cuoio, in onore ai testi psicologici di Hermann Rorschach - decisamente strong. I più romantici invece sono l'abito di Sylvio Giardina con una grande farfalla in Swarovski su un fianco, omaggio a Elsa Schiapparelli, e l'abito couture in organza di Moi Multiple, homage al movimento e alla ballerina Loïe Fuller.

Per le borse di Paula Cadematori (una mini clutch e una busta arricchite da ricami e paillettes), l'ispirazione è Jane Russell, una delle dive americane più affascinanti degli anni '40 e '50. "La trovo una donna splendida e forte oltre che ad essere una bravissima attrice. Oggi, il mondo ha bisogno di donne in gamba come lei" ci racconta la stilista. Forme e colori vintage, e lavorazioni intricate per la borsa che è stata "una vera sfida": il suo ricamatore ha provato più volte a suggerirle proposte meno complicate da realizzare, ma lei non ne ha voluto sapere (decisa e con le idee chiare, eccola qui la nostra Jane Russell moderna). Sempre in tema di borse c'è la pochette in mosaico d'oro interamente fatta a mano di Luisa Orsini e Antonine Peduzzi di TL-180 (le nostre It-girls), un omaggio al film 'Time of the Gypsies' di Emir Kusturica (una pellicola che lo stesso Kustarica ha poi trasformato in opera punk e presentato all'Opera Bastille di Parigi). E quest'ultima, ancora una volta, dimostra come l'ispirazione, misteriosa e irrazionale, può davvero avere origine dai mondi più diversi e disparati.


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