Addio all'ultima dei Borsalino

di Federico Rocca 

Si è spenta Giovanna Usuelli, memoria storica del celebre cappellificio di Alessandria

Federico Rocca

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Se n'è andata a 96 anni, due giorni fa, Giovanna Raisini Usuelli. Il nome non dirà molto ai più, ma la sua figura rappresenta un pezzo importante di storia dello stile, del costume e del gusto italiano. E' suo il merito, infatti, di avere conservato e valorizzato la memoria di una griffe, e di una famiglia, nella quale è entrata a far parte nel 1947, sposando Teresio "Nino" Usuelli, nipote di Teresio Borsalino, presidente della fabbrica di cappelli dal 1942 al 1979: la famiglia Borsalino.
E' complesso l'albero genealogico della famiglia di Alessandria, semplice da spiegare, invece, il successo di questa griffe che da più di 150 anni rappresenta uno dei fiori all'occhiello, riconosciuti nel mondo, della creatività e dell'artigianato italiani.

L'"ultima dei Borsalino", come la Usuelli veniva affettuosamente chiamata, era una grande "testimonial" dei cappelli in feltro della Maison: "roba da uomini" che lei stessa, in prima persona, aveva reso disponibile ai codici dell'eleganza anche femminile. Credendoci così tanto da farsi promotrice della salvaguardia della memoria storica del cappellificio in tutti i modi: dando alle stampe alcuni libri e soprattutto promuovendo la nascita del Museo del Cappello Borsalino di Alessandria, dove vengono conservati oltre 2000 incredibili pezzi, amorevolmente "accuditi" e raccontati, fino a non molto tempo fa, proprio dall'ultima dei Borsalino. In un epoca in cui la guerra tra la conservazione del passato e lo sviluppo irruente e irrispettoso si fa incredibilmenete accesa, una scomparsa come questa è, per lo meno, da ricordare. Sperando che altri portino avanti il suo impegno.

Roberto Gallo, Presidente nonché attuale proprietario dell'azienda, ha reso omaggio alla Usuelli dichiarando: "La morte di Giovanna Raisini Usuelli rappresenta una grave perdita per l'azienda Borsalino (...) Con la sua morte si perde una personalissima voce, che sino all'ultimo ha cercato di trasmettere i valori della famiglia, nonché una energica difesa dell'importanza del cappello nella società contemporanea (...) Dal 2004 sino ad oggi, in particolare con la creazione della Fondazione Borsalino nel 2008, abbiamo investito tempo ed energie nello studio sistematico dell'Archivio Storico Borsalino,  consapevoli che non stiamo gestendo soltanto un marchio, o un oggetto, il cappello, ma a tutti gli effetti un bene culturale. Ci piace quindi pensare di portare avanti oggi la tradizione della famiglia Borsalino, che sin dalle origini ha incentrato tutto sul valore della qualità, una tendenza apparentemente contraria alla richiesta dei mercati e della globalizzazione, che però rappresenta l'unicità del Made in Italy".

DA STYLE.IT

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