Sharon Stone: "Lusso è gioia di vivere"

di Lucia Del Pasqua 

In occasione del restyling del negozio di via Montenapoleone la star parla del suo rapporto con la Maison e dei suoi progetti

Lucia Del Pasqua

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Sharon Stone nella boutique Damiani di via Montenapoleone a
Milano

Sharon Stone nella boutique Damiani di via Montenapoleone a Milano

Perfino Sante, l'incastonatore di diamanti che ha sessantatre anni e da cinquanta è nell'azienda di Valenza Po e che ne ha visti passare di vip e star, si è surgelato davanti alla bellezza di Sharon. Lui che, parole di Guido Damiani, chiunque gli fosse capitato sott'occhio, è sempre rimasto imperterrito a montare con le sue manine d'oro, pietra dopo pietra. E come dar torto al signor Sante, Sharon Stone è naturalmente bella e pure una donna intelligente, dal tono di voce quasi zen.
Si è presentata di nero vestita e agghindata di diamanti all'apertura della boutique Damiani di via Montenapoleone a Milano, tutta rinnovata nel design. Un design che è frutto di una creatività italiana che si dirama su oltre cinquecento metri quadrati, per un'atmosfera mediterranea, dalle sfumature calde e intense delle tinte naturali, del bronzo, dell'oro e del rame, con tanto di pavimento in travertino di due tonalità diverse.
E' nella nuova boutique, accogliente e moderna allo stesso tempo, che l'attrice americana ha raccontato di sé e del suo legame che dura ormai da nove anni con la Maison.

Per la Stone è una collaborazione stretta e felice perché Damiani è un'azienda con una storia alle spalle, in cui il valore familiare è fortissimo, dato che nasce nel 1924 dalla generazione di nonni per poi tramandarsi ai figli e ai nipoti, che adesso sono alle redini dell'azienda. E guardandoli, i figli di Damiano Grassi Damiani, che sono Silvia, che si occupa degli acquisti e della comunicazione, Giorgio che si dedica alla creazione e allo sviluppo delle collezioni ed all'acquisto delle pietre preziose, e Guido, Amministratore Delegato, sono prima che soci in affari, fratelli. E' questo il motivo principale per cui la Stone lavora con Damiani, che ha questa duplice faccia di internazionalità e di familiarità, perché anche lei riserva ai suoi cari uno spazio fondamentale, lei che è una felice madre di tre figli.
In Damiani c'è questo, c'è un elevato fattore umano ed emotivo. Infatti se si compra un gioiello Damiani, non si compra solo un oggetto, ma l'esperienza di qualcuno che lo ha fatto interamente a mano, di qualcuno che fa parte di quella grande famiglia dei "Signori dei Gioielli".

E poi c'è l'ambito filantropico a rafforzare il sodalizio tra l'attrice americana e la Maison.
Proprio grazie alla collaborazione dell'azienda con la star di Hollywood e sua testimonial si è creata una linea di gioielli, Maji (che significa acqua), cui parte dei ricavi è stato donato a Drop in the Bucket, un'associazione non profit, che si occupa di portare l'acqua nei più sperduti villaggi africani contribuendo in questo modo a diminuire l'altissimo tasso di mortalità, soprattutto infantile. Sono stati così recentemente finanziati cinquanta pozzi d'acqua in Africa, proprio dove si estraggono i diamanti.  "E' una sorta di scambio", ha affermato la Stone.
Ma l'impegno della diva nelle azioni benefiche non è nuovo, anzi, ha raccolto centinaia di milioni per associazioni benefiche come AMFAR, Planet Hope, Cinema Against Aids, e l'Elton John Aids Foundation.
Un impegno non casuale, c'è stato un momento preciso della sua vita, che l'ha fatta avvicinare al mondo del charity, e che lei stessa ricorda cercando di trattenere qualche lacrima, che poi in realtà si fa scappare.
"Una bambina malata mi chiese di aiutarla nella preparazione del ballo della scuola, nonostante lei sapesse benissimo che in realtà non avrebbe mai partecipato, ma voleva provare la gioia e l'ebbrezza dei preparativi, voleva godersi degli attimi di vita", ha detto la Stone. La vita. Alla domanda "Cos'è il lusso", l'attrice risponde proprio che non è altro che la gioia di vivere, quella che aveva addosso la bambina, la pace mentale, la capacità di apprezzare se stessi e di saper dare.
Tutto ciò oggi sembra sempre più difficile, perché in tv, in qualsiasi pubblicità, c'è come una sorta di disperazione dell'essere tutti ragazzini, dell'essere tutti più giovani ad ogni costo. Invece, parole di Sharon, siamo tutti adulti, con un'esperienza alle spalle e una vita. Bisogna accettarsi così per come siamo, stressarsi meno e rilassarsi di più, forse  "un concetto un po' retrò", ammette la star.

Sarà anche retrò, ma se è la non accettazione di se stessi a creare quei mostri di plastica che ormai sono la maggioranza, viva il naturale corso della vita, con quei solchi d'esperienza in più sul viso e con quelle rughe d'espressione e non annesse (almeno le rughe la danno un'espressione).

DA STYLE.IT

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