Live streaming, feed-live su Twitter e Instagram, Facebook,
Sina, You Ku, iPhone, iPad, Pinterest, Polyvore, iTunes... No, non
è un elenco delle infinite possibilità che ci offre la moderna
comunicazione via web. O, meglio, in un certo senso lo è. Sono
questi, infatti, i canali scelti da
Burberry Prorsum per mostrare, urbi et orbi,
la propria collezione Autunno/inverno 2012-13
andata in scena - per così dire in carne e odssa - ieri ad Hyde
Park, a Londra.
GUARDA TUTTE LE SFILATE AUTUNNO/INVERNO 2012/13
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Ma che il più brit dei marchi brit fosse all'avanguardia in quanto
a sperimentazione nei campi - che ad altri sembrano spesso quasi
terrorizzanti - della "comunicazione ai tempi di internet" non è
una novità. Grazie anche all'acume e all'intelligenza del suo
direttore creativo, Christopher Bailey, Burberry
detiene da tempo, e saldamente, il trono di brand 2.0 per
antonomasia. I suoi oltre 10 milioni di fan su Facebook, ad
esempio, lo dimostrano. E il fatto che la collezione presentata in
passerella possa già essere acquistata online sul sito ufficiale
del brand non fa che confermarlo.
Ma non è questa di per sé già sconvolgente capacità di mettersi in
scena e di rappresentarsi in modo attualissimo a lasciarci di
gesso.
Ciò che davvero ci stupisce è l'abilità di Bailey di rinnovare,
stagione dopo stagione, la donna Burberry Prorsum, senza mai
stravolgerla o, peggio, tradirla. Dopo avere dato una linfa vitale
tutta nuova ai canoni estetici e stilistici dello storico brand,
ecco che ora Bailery si diverte e rinvigorire quegli stessi canoni
con piccole variazioni sul tema (o sui temi), che nulla tolgono e
molto aggiungono alla donna Burberry - in questo caso -
dell'Autunno/inverno precedente, o all'uomo che ad essa si
accompagna.
Ecco allora cappotti e giacche drappeggiati,
tante gonne a righe, pannelli inseriti su trench dalle
capientissime tasche applicate, mini
bomber imbottiti cortissimi sulla schiena, maniche a
sbuffo e fiocchi (mai leziosi) a chiudere i trench o a guisa di
cintura, parka tutt'altro che sportivi.
C'è un profumo selvaggio di campagna inglese, nei
tessuti caldi come il tweed, la lana a spina di pesce e il velluto,
nelle cinghiette in cuoio, negli stivaletti stringati, e
soprattutto nei colori - anche quelli delle stampe floreali - che
sono tutti quelli del sottobosco: ambra e susina, bordeaux e
castagna, verde oliva, malachite e alloro.
Gran pioggia finale e parata di modelle sotto l'ombrello (ok, ma
una volta non possiamo fare che splenda il sole? almeno una volta,
please...).
Ma non è solo la riuscita sfilata di Burberry Prorsum a dovere
fare preoccupare New York, Milano e Parigi. La vitalità che
si respira sulle catwalk della City è un segnale evidente
di come quella di Londra si stia stancando di essere considerata la
più "piccola" delle quattro Week internazionali. La donna ben
definita e strutturata di
Antonio Berardi, quella nitida e intellettuale
di
Paul Smith, quella a suo modo sontuosa di
Stella McCartney (che ha presentato una nuova "Evening
collection"), quella grafica e materica di
Christopher Kane, quella futuristica di
Peter Pilotto sono tutte sul piede di guerra,
pronte a conquistarsi, a suon di idee, visibilità e applausi.