E poi Milano scintillò d'argento

di Federico Rocca 

Ci pensano Blumarine e Versace a portare bagliori metallici sulle passerelle milanesi, fino ad oggi calate nelle tenebre misteriose del nero totale

Federico Rocca

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Foto Getty

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Avete presente una notte buia, nera, quando viene squarciata da un lampo bianchissimo, come d'argento, abbagliante, che non mette paura, ma quasi una sorta di euforica allegria? Ecco, la terza giornata della kermesse milanese dedicata alle collezioni per l'Autunno/inverno 2012/13 è andata più o meno così.
Eravamo quasi "rassegnati" al dilagare incontrastato del nero, quando una sorpresa vivacissima è deflagrata sulla passerella di Blumarine.
Anna Molinari ha mandato in pedana una donna decisamente sfacciata, forte, d'impatto, ma soprattutto diversa dalle altre viste sino ad oggi i questa tornata di sfilate. Il tema dominante della sua collezione è la luce: quella cangiante del silver e del platino (in mille declinazioni e materiali), quella delle lavorazioni a specchio, dei cristalli disseminati a pioggia ovunque, delle borchie shining, ma anche quella dei colori sparkling delle pellicce di mongolia e di quelli fluo che danno un tocco very, very pop all'insieme. Un po' Barbie e un po' Barbarella, un po' rapper e un po' cioccolatino da scartare. Una scelta di campo decisa, quella della griffe, che guarda alle più giovani e alle più spregiudicate, e che alla crisi prova a rispondere prendendola di petto.

A brillare, nell'oscurità totale della sfilate milanesi, è anche la catwalk di Versace. Donatella lavora con intelligenza sull'archivio della Maison, andando a rispolverare un grande, geniale classico del fratello: la maglia metallica. E' con questa sorta di corazza da moderna guerriera urbana, fredda e tagliente, che la Medusa illumina il nero pesto dei suoi abiti. Ma non è l'unico cult della Maison a tornare sotto i riflettori: si rivedono - per il piacere di nostalgici e fedelissimi - anche le croci preziosamente incrostate di cristalli. Ma a colpire con una luce fredda l'occhio della platea sono anche il metallo degli anelli simil-piercing, usati come leitmotiv decorativo, e quello degli inserti, lucidi e futuristici, già visti, di recente, anche nell'Alta Moda dell'Atelier Versace. Donatella non teme nulla, figuriamoci il colore, e regala ai suoi fan pugni di giallo e arancio.

Rischiano meno, e si tengono piuttosto nella scia rassicurante di un successo consolidato, altri due marchi attesi oggi alla prova della passerella.
Per Moschino stupire è quasi un'abitudine. In pedana ecco allora una summa dei capi più amati dalle sue fedeli e spiritose fan, una sorta di best of dello stile irriverente della maison: cappellacci da texana e completini bon ton che prendono allegramente in giro i Sixties, la parodia dello stile militare e quella degli stereotipi più leziosamente femminili, ruches, balze, cuori and so on... Le gonne sono corte, e le gambe a vista. Anche i pantaloni non offrono facili scappatoie, perché sono leggings che poco scampo danno ad arti non perfetti.

Da Etro le stampe sono protagoniste indiscusse di una collezione dove - è questa una tendenza che si sta già segnalando come forte - i materiali e le consistenze si mixano in modo irriverente. E più a contrasto sono, meglio è. Domina il Paisley (potrebbe essere altrimenti), ma come smontato e rimontato secondo regole nuove. Regole che lo vogliono a dialogare con il bianco e nero, ad esempio, o con il ricamo. Contraddittoria, in senso positivo, anche la silhouette: ora rigida e come a scatola, ora fluidissima, grazie ad abiti extralong che accarezzano sinuosamente il corpo e a macroruches ad altezza ginocchio che donano all'incedere un movimento incessante e iperfemminile.

Giusto, infine, citare l'aggraziato debutto di Alessandro Dell'Acqua alla direzione creativa di 2012 Les Copains. Capi portabilissimi, easy, ma femminili. Molta maglieria (è nel dna della griffe, come rinunciarvi... e soprattutto perché) arricchita da cristalli e abbinata a gonne ipertrasparenti.
Continuano poi il loro percorso coerentissimo e forse difficile, ostinatamente fedeli a se stessi, due giovani di grande talento come Gabriele Colangelo e Marco De Vincenzo. Un applauso particolare lo meritano davvero.

DA STYLE.IT

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