Intervista ad Annagemma Lascari, specialista in dress code per Style.it

di Margherita Pogliani 

Titolare, designer e Art Director di Atelier Lascari, Annagemma svelerà su Style.it il dress code (quindi le regole base) per non sbagliare abito nelle occasioni più importanti nella vita di ogni donna

Margherita Pogliani

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Annagemma Lascari è fondatrice dell'omonimo atelier, aperto dopo anni affianco a stilisti e in centri stile di spessore straordinario, come Gianfranco Ferré, Dior e Cappucci. È una creativa tanto pura quanto concreta, che ama capire la donna prima di vestirla, per valorizzarla al meglio. Con lei inauguriamo una nuova rubrica, Dress Code, cioè il vademecum delle regole base da rispettare nel vestirsi, truccarsi e pettinarsi per gli avvenimenti speciali. Inoltre, Annagemma ci spiega che «rispettare lo stile della persona è fondamentale per trasmetterne i valori, soprattutto attraverso l'abito». Un abito per ogni donna, quindi. Meglio ancora, un abito per ogni donna e per le sue occasioni "importanti" perché la scelta di un look può essere particolarmente divertente se avviene con amiche fidate o con consulenti d'eccezione come Annagemma insieme alla make up artist Barbara Del Sarto e all'hair stylist Salvo Filetti di L'Oréal.

Ma iniziamo a capire chi è Annagemma: se apro il tuo armadio trovo…
«Pochi capi: amo gli armadi vuoti, davvero! Negli anni ho collezionato diversi pezzi essenziali, facilmente sovrapponibili che mi permettono di aggiungere e togliere per variare e trasformare facilmente un abito da giorno in uno da sera, semplicemente inserendo un oggetto vintage o di famiglia (parto fortunata: mia zia era premiére da Pierre Cardin…)».

Nel tuo armadio non entrerà mai…
«Il lamé, al massimo un capo in vinile anni '70. Non entreranno mai le paillettes, a meno che non siano ricamate discretamente da Pino Grasso. Non entreranno abiti volgari, perché questo è uno dei comandamenti che insegno anche alle mie figlie (gemelle diciottenni, più un bimbo). Nell'abito bisogna essere rigorose per essere eleganti».

Ecco, eleganti… Termine difficilissimo da tradurre in pratica. O ci nasci, elegante, o è praticamente impossibile diventarlo, no?
«In realtà no, perché possiamo divertirci molto e riuscire a essere eleganti, o meglio, a proprio agio con un determinato vestito, trucco, acconciatura».

Come possiamo capire quando un outfit è quello giusto?
«Rispettando innanzitutto la forma del proprio corpo. Amandoci. Oggi la donna ha la straordinaria libertà di indossare tutto ciò che vuole, di sperimentare e mischiare fast fashion con luxury brands, di variare in base al proprio gusto e portafoglio. Ma non deve dimenticare che ogni scelta dovrebbe alla base valorizzare le sue forme e la sua persona. Che significa valorizzare le parti più belle che ogni donna si riconosce, con una cintura se è il punto vita o una sapiente scollatura se è un bel decolté.
Bisogna creare il giusto equilibrio tra ciò che vogliamo e ciò che non vogliamo mostrare perché solo così ci sentiamo a nostro agio e non rischiamo di trascorrere la serata appoggiate a una parete, sedute su una sedia o nascoste dentro un maglione o uno scialle…».

Quindi in sostanza il segreto per essere a proprio agio qual è?
«Sentirci sicure quando usciamo di casa. Assecondare le forme, la carnagione, i capelli ma anche la tipologia dell'evento a cui siamo invitate: la location, l'orario, le caratteristiche dell'ospite. Solo così entriamo in sintonia con la serata, la cerimonia, la festa. Per cominciare a farlo potete partecipare alla nostra rubrica Dress Code!».

Un "trucco" per non sentirsi mai fuori posto….
«Avere capelli e scarpe perfette (ma non mettete un tacco 12 se non siete abituate!). Indossare sempre qualcosa che ci faccia sentire bene. Non sperimentare a meno che non si abbia tempo e voglia di farlo. Anzi se il tempo manca meglio vestirsi in modo semplice aggiungendo un accessorio importante».

Tubino nero: è sempre una buona soluzione?
«No, non sempre, perché per esempio non è adatto a un battesimo, a un matrimonio, a un incontro di mattina. Poi è difficile trovare quello giusto: dovrebbe essere tagliato sulla figura perché è un capo talmente semplice che può diventare banale o - peggio - imbarazzante. Per esempio se è troppo fasciato sui fianchi, perché poi sale; o se è troppo corto, perché poi diventa un top; o troppo stretto sul fondo, perché sennò poi non riusciamo a camminare».

Con cosa abbineresti un tubino nero?
«Con un paio di ballerine o sandali Capri e capelli sciolti al mattino; con un tacco 12 o sandali con plateaux e uno chignon alla sera».

Cosa suggerisci per essere originale?
Mischiare sapientemente e aggiungere pezzi inusuali trovati durante viaggi, negli armadi della nonna o della mamma. Ricercare sempre accessori "unici" che ti distinguano. È semplice e bello: basta trovare una collana, una borsa, una cintura anche da Zara in un'altra nazione perché molto probabilmente avranno capi e accessori che in Italia non arriveranno mai».

Un sogno nel cassetto…
"Poter entrare nell'archivio di una grande maison come Vionnet, Schiaparelli, Lanvin e lavorare alla riprogettazione estetica di codici stilistici dei coutuère di inizio secolo».

Cosa ti emoziona?
«Anche Nemo e Colazione da Tiffany».

Cosa ti spaventa?
«La violenza contro i bambini e le loro sofferenze».

Ultimo pensiero della sera…
«Ci sarà il latte per domattina? E le mie due fanciulle sono rientrate dai loro diciottesimi?»

A proposito di feste dei 18 anni: sono il primo vero evento nella vita di una donna, no? Cosa suggerisci alle tue figlie per essere di tendenza?
«Suggerisco gli stessi principi che suggerirò a tutte voi: mischiate, inventate, personalizzate, trovate un accessorio di tendenza che può essere una scarpa o un gioiello perché ogni gruppo ha i propri codici di appartenenza.
Ma soprattutto sentitevi a vostro agio. Perché il bello inizia lì. Anzi, qui!».

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