La settimana della moda di Berlino: gli highlights

di Daniela  Zenone 

Per i fan della moda "Made in Berlin", ecco i momeni salienti della kermesse, appena conclusasi nella capitale tedesca

Daniela  Zenone

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Sabato sera  si è conclusa l'edizione estiva della Berlin Fashion Week, caleidoscopica kermesse che a ritmo biannuale, a Gennaio e a Luglio, trasforma la capitale tedesca in piattaforma di moda e creatività. L'alternarsi di temporali subtropicali e giornate di sole cocente ha scandito gli eventi fashion - dall'high end all'underground - svolti in singolari location sparse sul territorio urbano.

Come da rito, il punto di riferimento della manifestazione è stata l'imponente struttura della Mercedes-Benz Fashion Week Berlin, appostata questa volta non a ridosso della Porta di Brandeburgo (a causa della stretta concomitanza con il public viewing delle partite degli Europei), ma ai piedi della Colonna della Vittoria, nel bel mezzo del parco di Tiergarten. Nella "tenda" di Mercedes-Benz si sono tenute sfilate e presentazioni di marchi emergenti e affermati, che hanno proposto le collezioni Primavera/Estate 2013, anticipando alcuni trend di moda donna e uomo dell'anno che verrà.

Uno spettro variegato di stili e design a partire dall'elegante e raffinato della couture - tra cui spiccano marchi quali Michael Sontag, Kaviar Gauche e Dawid Tomaszewski - fino ad arrivare al casual progressivo - come ad esempio il finalista di Hyères e vincitore del Chloe Award 2012 Steven Tai, la cinese Yujia Zhai-Petrow e il promettente debuttante Hannes Kettritz.

Nell'agenda della Mercedes-Benz Fashion Week son degne di nota anche le sfilate di marchi "mediterranei", come quella del progetto Istanbul Next, con le creazioni di tre fashion designer turche (che tra l'altro hanno studiato moda in Italia!); il defilé della stilista greca Miranda Konstantinidou e dei suoi abiti in seta dalle accativanti grafiche etniche; e del guardaroba beachwear dal mood fresco e sbarazzino ispirato alla Beat Generation del duo italiano Leitmotiv, marchio vincitore nel 2009 del premio indetto da Vogue Italia Who is on Next?!, proposto qui nella capitale tedesca dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, nel contesto della manifestazione Italian Fashion Days.

Hugo Boss, il marchio più conosciuto a livello internazionale, per la presentazione della sua linea giovane HUGO ha scelto, questa volta, come passerella il palazzo del ghiaccio nel quartiere di Wedding. Linee schematiche e colori smaglianti come verde menta, blu e metallizzato per una collezione estiva dai tratti pop-futurista. 
Chi ha voluto personalizzare la presentazione delle nuove collezioni, ha scelto spazi che vanno dalla galleria d'arte in quartiere altolocato, come la scelta di Augustin Teboul, al cortile di un impianto industriale per la moda giocosa a stampe di Julian Zigerli; dal palcoscenico di un teatro, per le creazioni dal mood fragile e poetico di Vladimir Karaleev, a un cinema anni Venti per la linea casual di Patrick Mohr, o una saletta privata di un night club per gli abiti sexy-provocanti di Don't Shoot The Messengers.

Ma il clou delle installazioni fashion è stata la presentazione di Augustin Teboul, pluripremiato marchio franco-tedesco d'avanguardia, declinato alla romantica sofisticatezza del colore nero, che nella squisita ambientazione di un appartamento d'epoca, ha presentato la raffinata collezione in tableaux vivants, indossata da modelle diafane in muto dialogo con opulente creazioni floreali.
 Altro punto forza della Berlin Fashion Week sono le fiere, di cui la Bread & Butter, con i suoi oltre 700 label partecipanti continua a essere la forza trainante (per lo meno da un punto di vista commerciale).

Nonostante a questa edizione grandi marchi quali ad esempio LEVI'S, Bench, Diesel e Miss Sixty non erano presenti all'appello, la Bread & Butter ha offerto la piattaforma ideale per la presentazione di street e urban wear con highlights di show e intrattenimento, tra cui la sfilata di G-Star e il campo di polo con tornei integrato nella fiera. Il cuore della Bread & Butter era costituito dal Tempel of Denim, una sorta di tempio pagano dedicato al culto del denim, innalzato a "religione"; all'interno del tempio marchi di jeans selezionati e piccoli laboratori per rendere esplicita le fasi di lavorazione di un ottimo paio di jeans. 


Un altro tema caldo della Berlin Fashion Week è la moda "verde", qui rappresentata in tre showroom - GREENshowroom, Ethical Fashion Show e Lavera Showfloor - che hanno offerto una panoramica internazionale di brand declinati all'ecosostenibilità. Tra questi meritevole di menzione è il marchio vegano Umasan, che nella prima settimana di luglio ha lanciato oltre alla sua linea donna anche la linea uomo ed ha aperto a Berlino un nuovo shop nel quartiere di Charlottenburg. 


Per i segmenti di moda high end, contemporary fashion e sportswear progressivo c'è invece la fiera PREMIUM che per questa edizione ha ampliato i suoi spazi con due nuove padiglioni, per un totale di sette, dando molto spazio agli accessori e anche ai marchi all'avanguardia come Unconditional, David Andersen, The Black Line by Barbara I Gongini, Demoo Parkchoonmoo, Resurrection, Twenty(2)two e tanti altri. La PREMIUM è anche promotrice di un concorso per giovani talenti, il PREMIUM YOUNG DESIGNERS AWARD; il premio per la categoria "accessori" è stato vinto dal marchio KUBORAUM del designer italiano di base a Berlino Livio Graziottin per la creazione di occhiali-maschera che, nell'arco di pochissimo tempo dal loro lancio, stanno riscuotendo ampi consensi internazionali.

Tra gli Awards conferiti durante la Berlin Fashion Week, spicca il concorso Designer for Tomorrow che gode del patrocinio di Marc Jacobs, vinto in questa edizione dallo spagnolo Leandro Cano grazie alla sua avveniristica collezione. E sempre alla volta di supporto e promozione delle nuove leve si sono svolti gli eventi organizzati dalle scuole di moda, come ad esempio l'Università delle Arti di Berlino UDK e la scuola di moda Weissensee Berlin, con le sfilate dei laureandi e con premiazioni per i migliori lavori.

Last but not least, è degno di nota anche la prima edizione del Berlin Fashion Film Festival che, con una insigne giuria capitanata da Diane Pernet e con curatori d'eccezione come Vogue.it, ha esordito con successo, dando spazio al genere del fashion film, che nel campo della moda cresce sempre più d'importanza.

Summa summarum: anche questa edizione della Berlin Fashion Week  è stata una manifestazione interessante con momenti di piacevoli sorprese, convincendo per il suo punto forte, quello della promozione di giovani e promettenti talenti. Un compito ardito dagli ottimi risultati.

DA STYLE.IT

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