ITS 2012: trionfa il giapponese Ichiro Suzuki

di Federico Rocca 

Assegnati a Triste i premi del concorso International Talent Support, la piattaforma creativa ideata da Eve e sostenuta dalla Diesel di Renzo Rosso

Federico Rocca

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Sempre uguale, ma sempre diverso. ITS stupisce anche così. Il concorso internazionale che supporta i giovani talenti che escono dalle scuole di moda di tutto il mondo (ITS sta per International Talent Support) si conferma uno degli appuntamenti più concreti e interessanti a sostegno della moda giovane, ma anche dell'intero "sistema moda". Perché è da qui che i neodiplomati che arrivano alla fase finale del concorso finiscono direttamente negli uffici stile delle maison più importanti, iniettandovi una dose massiccia di freschezza.

Si è conclusa sabato a Trieste l'undicesima edizione della kermesse, ideata a e realizzata da Eve di Barbara Franchin. Nel Salone degli Incanti Victoria Cabello ha proclamato il vincitore assoluto - al quale andranno 15mila euro -  selezionato da una prestigiosa giuria di addetti ai lavori della quale, tra gli altri, ha fatto parte l'iconica artista Marina Abramovic. Il trionfatore sii chiama Ichiro Suzuki, ha 33 anni ed è giapponese e ha convinto i giurati con una collezione mensware dominata da lavorazioni tridimensionali e patchwork sorprendenti e accuratissime.

Tra i membri della giuria, anche Renzo Rosso. Diesel è partner principale del concorso dalla prima edizione e Rosso è uno dei suoi sostenitori più "accaniti". Con lui abbiamo voluto approfondire il tema attorno al quale ha ruotato questa edizione: good or evil? Buono o cattivo? Bene o male? Un tema facile facile, insomma...

Che cosa c'è di buono e cosa di cattivo in questa edizione?
Edizione dopo edizione cerchi di migliorare e di perfezionarci. Intanto quest'anno abbiamo mantenuto la stessa qualità, cercando di tagliare i costi: una cosa buona, e comunque necessaria coi tempi che corrono. Ma le cose buone sono davvero tante. La creatività che arriva dai paesi più disparati, dal Kazakistan all'Argentina, e soprattutto la capacità di questi ragazzi di riflettere nelle loro collezioni e nella loro estetica i contrasti che il mondo e la società stanno vivendo. Che in un abito si trasformano nel contrasto tra bianco e nero, lana e acciaio, morbido e duro... L'innovazione che ho visto riflette una voglia globale di cambiamento che è una cosa molto positiva. Che cosa c'è di cattivo? Manca un po' di supporto: dalla città dalla regione o dal paese stesso. In Italia la creatività non ha sostegno: non c'è l'educazione, non c'è la cultura della moda, non c'è voglia di fare "sistema"...

Che cosa hai fatto di buono e che cosa hai fatto di cattivo nella tua carriera?
Di buono: ho creato un'azienda che è certamente diversa dalle altre. Lavoriamo con passione, con gioia. Abbiamo prodotto dei contenuti che credo siano innovativi. E poi abbiamo voluto reinvestire molto di quello che abbiamo guadagnato, anche nel sociale. La mia educazione è: restituire alla società un po' di quello che ci ha dato. Certamente in questo percorso ho fatto anche degli errori. Ma è normale, credo. Non credo sia una cosa "cattiva"...

Un designer che fa cose buone e un designer che fa cose cattive: mi fai dei nomi?
Lui (indicando la mia camicia di Damir Doma) fa delle cose davvero buone. In assoluto non credo si possa dire che un designer fa cose cattive. Ci sono però stilisti che fanno cose che a me non piacciono, e che magari piacciono a tanti altri: quelli che fanno cose esagerate ed eccessive non corrispondono al mio gusto, ad esempio.

E' buono o cattivo il fatto che una maison storica come Valentino, simbolo dell'eccellenza italiana, sia stata comprata dallo sceicco del Qatar?
Sono operazioni, queste, che all'Itaia fanno malissimo, e purtroppo sono sempre più frequenti. Io credo che il governo, in qualche modo, dovrebbe intervenire. E' triste pensare che queste eccellenze finiscano nelle mani di miliardari che però non sono diventati tali grazie al frutto del loro know how, e che soprattutto non hanno una cultura della moda adeguata.

Ci fai una classifica delle cose per te più buone e di quelle più cattive.
Le cose più buone, per me, sono quelle espressione di qualità: lavorare con gioia, mangiare bene, vivere bene. In testa alla classifica delle cose cattive invece metto la corruzione dei politici e dei potenti.

Fortunatamente abbiamo spesso la possibilità d scegliere tra ciò che ci sembra buono e ciò che ci sembra cattivo. Anche l'Italia, in questo momento, ha bisogno di fare delle scelte. Quale è la più urgente, secondo te, per imboccare la strada buona, quella che ci potrebbe permettere di ripartire?
Dovremmo avere un po' più di nazionalismo e  di orgoglio, anche nella moda. Ognuno guarda al suo orticello, ma così non si va proprio da nessuna parte.

I premi assegnati sono stati davvero molti. Ma è giusto dare menzione di tutti, considerata la qualità delle collezioni presentate. Onore ai vincitori, insomma. I "vinti", in questo caso, non esistono.

ITS FASHION
FASHION COLLECTION OF THE YEAR: Ichiro Suzuki
DIESEL AWARD: Marius Janusauskas
FASHION SPECIAL PRIZE: Luke Brooks
Avery Dennison Brand Innovation Award: Mark Goldenberg
LA FEBBRE DEL SABATO SERA AWARD: Isabel Vollrath
VOGUE TALENTS AWARD: Mark Goldenberg
MODATECA AWARD: Shengwei Wang
D-LA REPUBBLICA AWARD: Marius Janusauskas

ITS ACCESSORIES
ACCESSORIES COLLECTION OF THE YEAR: Ana Rajcevic
YKK AWARD: Benjamin John Hall
VOGUE TALENTS AWARD: Victoria Spruce

ITS JEWELRY

SWAROVSKI ELEMENTS JEWELRY Award: Xiao Zi Yang

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