Etro: l'arte incontra la moda attraverso la tecnologia

di Margherita Pogliani 

In anteprima per Style.it, Kean Etro ci presenta il retroscena di una sfilata che ha fatto discutere e di un progetto che ci auguriamo si trasformi in un nuovo modo di intendere e vivere anche l'arte della e nella moda

Margherita Pogliani

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Guardate questi video: ipnotici e stranianti. Ricordano i caleidoscopi con cui sognavamo da bambini. Tutto l'insieme assomiglia a un meccanismo che si autoalimenta, si carica, muovendosi in senso orario. È un saggio di "Arte Estratta" in cui non esiste soluzione di continuità, poiché nella costruzione di un'idea non ci sono gerarchie, ma solo dettagli ugualmente importanti.

Con Etro l'estetica si fa metafora: un istante prima è lì, con il suo rigore di classico outfit. Un istante dopo si trasforma in vortici di colori che a loro volta danno vita a forme tridimensiolai di pura arte. Così l'arte stilistica si trasforma in una sperimentazione continua e circolare che diventa per noi pura emozione, ma anche incredulità, voglia di condivisione.

Ma andiamo per gradi: in anteprima per Style.it, Kean Etro ci presenta il retroscena di una sfilata che ha fatto discutere e di un progetto che ci auguriamo si trasformi in un nuovo modo di intendere e vivere anche l'arte della e nella moda.

Kean, dalla tua ultima sfilata, "extraordinaria" in tutti i sensi: seduti sui gradini di una costruzione ottagonale posta al centro della scena, abbiamo assistito a una sfilata articolata su due livelli concentrici, due piani di lettura, distinti non solo concettualmente, ma anche in termini di spazio, dove i modelli sfilavano circondati da melodie di antichi canti, rappresentate da gorghi e trasformazioni continue di grafismi e colori. Per certi aspetti disorientante…

« Disorientante ma vero, toccante, vibrante. Il vortice del cambiamento si esprime con la circolarità della rappresentazione. Volevamo ritrovare l'essenza, catturare il profumo di ciò che ci ha condotti fin qui. La stratificazione dei saperi e delle tecniche, che produce un risultato di straordinaria eleganza e classicità. La modernità nella sua circolarità, che significa ritornare all'origine attraverso un lungo viaggio in cui ci si possa anche divertire con ritmo e leggerezza ».

Continuo a non capire…

« Vedi, l'arte incontra la moda attraverso la tecnologia. E' matematica creativa! Ogni insieme viene scomposto, ogni colore si anima, si entra nella dimensione dell'onirico e dell'ispirazione. Abbiamo voluto sperimentare un linguaggio non ancora codificato, sconosciuto ma che abita già nelle nostre coscienze, perché comprende il mondo dell'immaginazione e l'uso della tecnologia che fa parte della nostra quotidianità. Per questo c'è qui Giacomo Giannella, digital artist e ideatore di Streamcolors, che ha elaborato un modo di decodificare in tempo reale la realtà, riproponendola sotto forma di complesse strutture tridimensionali navigabili - i Giganti. Il punto di partenza è sempre una fotografia che si trasforma in opera pittorica digitale, è l'Arte Estratta ».

Piacere Giacomo: sei un astro emergente nella digital art, nonostante il viso pulito da bravo ragazzo della porta accanto. Ci spieghi meglio il tuo, vostro, progetto?

«Innanzitutto il progetto è Nostro, di tutti noi, perché si basa su tre assiomi per me fondamentali oggi: creare, collaborare, condividere. Streamcolors è il suo nome, l'abbiamo avviato 7 anni fa a Sydney con altri giovani del mondo dei videogiochi, dell'informatica e della comunicazione per attuare una rivoluzione del campo dell'arte digitale. In sintesi estrema si tratta di una ricerca artistica sui colori che unsice grafica 3D, fotografia e pittura digitale ».

Bello: c'è creare e collaborare. Mi manca condividere…

« È l'anima di questo flusso di colori: da maggio scorso i risultati (più di 1.100 immagini) sono condivisi su internet e costantemente aggiornati e seguiti da quasi 12.000 simpatizzanti in tutto il mondo. Si tratta di un concetto innovativo di generare arte e di proporla nel reale per arredare la casa, personalizzare gli oggetti e suggerire nuove soluzioni visive ».

Quindi non è arte astratta.

« È estratta e non astratta. È questa la caratteristica principale: ogni grafica è realizzata partendo da una fotografia. I colori di ogni grafica sono ispirati da temi diversi. Protagonisti delle immagini di partenza sono, infatti, i first look di sfilata di Kean Etro, gli oggetti di Kartell (per cui Streamcolors ha vinto un premio durante l'ultimo Salone del Mobile, ndr), ma anche animali, fiori o cortecce e strumenti del quotidiano, luoghi abbandonati o architetture simbolo di una città, i capolavori indiscussi dell'arte o del design e le icone del cinema. Dall'immagine di partenza vengono estratti i colori e successivamente rielaborati e ricodificati all'interno di diversi passaggi. Nascono così dei campioni di nuova grafica che vengono condivisi, come Concept, su internet e votati dalla nostra community su Instagram alla ricerca di una nuova estetica collettiva e condivisa ».

Una nuova estetica che dondolandosi tra concretezza e oniricità ci strega, perché tutto sembra conosciuto, eppure arriva dalla dimensione più profonda, sfuggito al tempo e allo spazio. Senza un inizio né una fine.

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