Franca Sozzani: «Ci vediamo alla Vogue Fashion's Night Out»

di Federico Rocca 

Ci siamo! Si accenderanno tra poche ore le luci dei riflettori sulla prima delle tre grandi notti italiane dedicate allo shopping. Questa sera Milano celebrerà la sua quarta Vogue Fashion's Night Out, alla quale seguiranno (rispettivamente il 13 e il 18 settembre) quelle di Roma e di Firenze. Chi, meglio del Direttore di Vogue Italia Franca Sozzani, può raccontarcela? E chi, meglio di lei, può darci qualche prezioso consiglio per il nostro shopping?

Federico Rocca

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Foto Courtesy Vogue.it

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Una Vogue Fashion's Night Out, quella di quest'anno, ancora più grande e ricca di eventi: oltre a questi più che validi motivi, perché bisogna esserci?

Perché è la prima volta che tre città, e quindi tre sindaci, si mettono d'accordo sulla destinazione dei ricavi derivanti dalla vendita dei pezzi in limited edition che verranno venduti nelle tre serate. Questa volta abbiamo pensato di destinare i fondi raccolti a una causa che va al di là dell'abbellimento della propria città, come è accaduto nelle passate edizioni: i soldi andranno ai territori e alle persone dell'Emilia Romagna vittime del terremoto. Trovo sia una causa molto più importante.

A lei, nello specifico, come piacerebbe venissero usati i soldi raccolti? Quali pensa siano le priorità, in questo senso?

La priorità, secondo me, sono sempre i bambini e gli anziani. I più indifesi, quelli che hanno più bisogno di attenzione. Ospedali, asili nido, ricoveri, posti dove si possa crescere e vivere i propri anni maturi nella maniera più serena possibile... vorrei fossero usati così i soldi raccolti dalla VFNO.

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La VFNO è anche un modo per vivere la città in un momento della giornata in cui di solito non la viviamo, la notte, e di "stare tutti assieme". Quanto contano questi aspetti nel successo che ha conosciuto la VFNO?

Moltissimo. É come se la gente si sentisse invitata alla festa di Vogue, e quindi automaticamente si vestisse per andare a un party importante. La moda, spesso, è "chiusa". Potere visitare tutti i negozi, anche quelli che incutono un po' di timore, incontrare gli stilisti, conoscere le celebrities... sono i piatti forti di questa festa.

Anno dopo anno, la VFNO matura e si articola: l'Italia, ad esempio, è l'unico paese al mondo nel quale sono coinvolte ben tre città. Che cosa possiamo aspettarci per le edizioni a venire?

Stiamo già studiando qualcosa, altre città ci hanno chiesto di essere parte di questo evento. Devo ammettere che organizzare la VFNO è un impegno molto grosso per tutti noi, e anche per me personalmente: vado in tutte e tre le città, ed è giusto così, perché la gente mi vuole incontrare, fare le fotografie, scambiare qualche opinione. È un impegno, grande ma molto bello, preso con i nostri lettori, con chi legge e commenta il mio blog... Ma se questo impegno può servire sia ai negozi che in questo momento risentono della crisi, sia alla gente che deve trovare il "coraggio" di comprare, lo si fa volentieri. Bisogna fare capire che questa è una crisi che deriva dalla paura: la paura di non sapere che cosa ti aspetta nel futuro ti frena negli acquisti di oggi. La buona notizia è che nel mondo, girando, sto cogliendo i segnali dell'inizio della fine di questa crisi.

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A lei diverte davvero fare shopping?
Devo ammetterlo: mi piace molto. Fare shopping è una sorta di evasione. Comprare un vestito o un paio di scarpe fa sì che tu ti possa immaginare diversa dal solito. Anche fare shopping per gli altri è bellissimo. Facendo shopping ti liberi la testa, anche solo per un attimo, dai pensieri. È divertente e importante.

Milano, Roma e Firenze: le 3 città toccate dalla VFNO 2012. Ci dà, per ognuna di esse, un indirizzo "segreto" per lo shopping, da vivere nel corso di tutto l'anno, che le sta particolarmente a cuore?
In realtà non ho dei posti dove vado costantemente, non ho delle vere e proprie "fisse". A Milano amo comprare il vintage, ad esempio in Porta Ticinese, dove scovo delle cose un po' al di fuori di quelle per così dire "normali", di routine. Ma sono capace di fare shopping anche alla Rinascente, da Coin...

E la gente non è sbalordita nel vedere Franca Sozzani in un grande magazzino?
Sì, soprarttutto le commesse: ma come, lei è qui a comperare?, mi chiedono... Compro la biancheria per la casa quasi tutta in questo genere di store, mentre i pezzi basici del guaradroba li compro anche da H&M. Certo, mi piace fare shopping anche in boutique più "importanti"; ma lo faccio in modo focused, se mi serve qualcosa per un evento o per una serata particolare.

Dicevamo: lo shopping a Milano...
Ovviamnete vado molto da 10 Corso Como, e anche nell'outlet del concept store, in via Tazzoli. A Firenze piacciono molto i quartieri dove hanno saputo resistere le botteghe degli artigiani, dove cerco stoffe particolari che poi uso soprattutto per la casa. A Roma mi fermo purtroppo sempre poco, e non ho mai fatto molto shopping. Mi piace la zona ebraica, dove comprare lenzuola e altre cose per la casa.

Nei negozi ci sono le novità per l'Autunno/inverno: darebbe alle nostre lettrici un consiglio per gli acquisti? I pezzi che oggi non dovrebbero mancare nel guardaroba, da comprare questa sera, o in genere nei prossimi giorni...
È una questione molto personale. Io, ad esempio, sono una Apple addicted ma il Galaxy Samsung mi piace molto, per il mio lavoro è perfetto. E poi ha delle cover molto belle fatte apposta da alcuni stilisti. Questo per quanto riguarda l'high-tech. In merito all'abbigliamento, le proposte sono davvero moltissime: ci sono bellissime T-shirt di Lanvin, di Moncler... Ma gli items interessanti da comprare questa sera sono davvero tanti. Anche le scatole che abbiamo fatto disegnare da molti designer per Lavazza sono bellissime. E poi sono ecosostenibili, sono fatte in Tanzania e aiutano le popolazioni locali.

E più in genere, un must have da comprare questa stagione?
Per me il must have è avere la coscienza di come si è fisicamente e di quello che ci sta bene addosso, altrimenti si rischia dei cadere nel ridicolo. Sempre.

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