Una rosa per Vivienne

di Federico Rocca 

Intervista alla leggendaria stilista cui Orticolario dedicherà una rosa: tra amore per il giardinaggio e difesa dell'ambiente, ritratto a tinte green di una vera Dame

Federico Rocca

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L'appuntamento con la quarta edizione di Orticolario è dal 5 al 7 ottobre a Villa Erba a Cernobbio, sul Lago di Como. Appassionati di cultura green siete avvisati: l'esposizione autunnale di fiori, piante, utensili e arredi dedicata a quello che viene definito "un giardinaggio evoluto" vi aspetta.
Molti sono i motivi di interesse di questa edizione: dal tema Emozioni sonore, un viaggio attraverso i suoni e i rumori del giardino, al focus dedicato alla misetriosa orchidea.
Ma su tutti, a rendere imperdibile questa tre giorni di colori e fiori, sarà la presenza di Vivienne Westwood, che venerdì 5 svelerà la rosa, dai magnetici petali tra l'arancio e il rosa, creata per lei dal vivaio Rose Barni di Pistoia.
Un omaggio a Dame Westwood e - forse - all'impegno che da anni profonde in importanti battaglie di sensibilizzazione ambientalista e al suo amore per la natura, in tutte le sue forme ed espressioni. Un gradevolissimo pretesto per una chiacchierata tutta green con una donna sempre in prima fila e con una stilista dalla creatività inarrestabile.

Sappiamo che ha un bellissimo giardino nella sua casa londinese. Lo cura personalmente? Come lo descriverebbe?
Quando mi sono trasferita nella mia attuale casa, nel 2001, insieme con Paul Tucker - un caro amico artista - ci siamo impegnati a piantare e curare il giardino sul retro. All'interno del mio giardino disegno, scrivo e rifletto al riparo dal caos del mondo della moda. È un piccolo angolo di paradiso. Abbiamo scelto le piante in modo che ci fossero fiori tutto l'anno, soprattutto rampicanti, in modo da coprire i muri di confine, perenni e annuali, prevalentemente da ombra. In questo modo il giardino è sempre fiorito e colorato e rende più "soft" i cambiamenti di stagione che a volte sono drastici. Inoltre tra i rigogliosi rampicanti nidificano molti uccelli tra cui una famiglia di merli ormai addomesticati. Pensi che nel mio giardino dimora ormai da diverso tempo anche una volpe!

Quali sono i suoi fiori preferiti?
Adoro la dolce semplicità dei fiori selvatici, la vivacità delle dalie, la voluttà delle forme e la sensualità dei colori delle iris Barbate. Ho un debole per la sublime perfezione delle rose inglesi.

Che cosa ne pensa della moda degli orti domestici?
Tutti dovrebbero coltivare un proprio orto. Coltivare un orto senza concimi, antiparassitari, diserbanti e altri prodotti tossici ci permette di avere sempre a disposizione frutta e verdura di stagione e soprattutto biologica. Il mio orto è situato nella zona più soleggiata del giardino e vi crescono pomodori, fagiolini, zucchine, ed erbe aromatiche. Coltivare da sé i propri cibi è uno dei primi passi per combattere a favore della mia campagna "Climate Revolution" e per schierarsi dalla parte dell'ambiente.

Parlare di giardini e di verde ci spinge a parlare anche dell'ambiente in genere. Lei è molto impegnata, in prima persona, su questo fronte. La sua "climate" revolution a Londra è solo l'ultimo atto concreto del suo impegno. Ce ne parla?
Tutti sanno quanto io sia attenta alle tematiche ambientalistiche e al problema del surriscaldamento globale; abbiamo solo un pianeta e dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per preservarlo. La mia attuale campagna " Climate Revolution", da cui ha preso il nome anche la mia nuova collezione RED LABEL Primavera Estate 2013 presentata a Londra la scorsa fashion week, ha l'obiettivo di accrescere la consapevolezza del cambiamento climatico e la necessità di agire velocemente a riguardo.

Quale è la situazione del nostro pianeta in questo senso? Secondo lei il pianeta si può salvare o… siamo spacciati?
Il fatto che il cambiamento climatico sia a opera dell'uomo è accettato dalla maggior parte della gente. Con il passare del tempo le persone stanno cambiando i loro valori e i loro comportamenti. Ciò contribuisce a creare la Rivoluzione. La lotta non è più tra classi sociali o tra ricchi e poveri, ma tra gli idioti e le persone consapevoli dell'ecosistema e dell'ambiente.
Abbiamo bisogno di un'inaugurazione formale della Rivoluzione e di un piano d'azione. Il nostro pianeta si può salvare da questa terribile situazione se tutti partecipassero attivamente alla rivoluzione impegnandosi nel comportarsi in modo non dannoso nei confronti dell'ambiente. Ognuno deve aggiungere il proprio piccolo contributo nella lotta contro i cambiamenti climatici, solo così potremo salvarci.

Che cosa possiamo fare, nella vita di tutti i giorni, per l'ambiente?
Ho diversi suggerimenti a riguardo. La gente dovrebbe preparare e cucinare cibi che coltiva; bisogna ridurre l'utilizzo della plastica; bisogna tenersi informati riguardo alle tematiche ambientalistiche; le persone dovrebbero investire in arte e in cultura e sforzarsi di avere le proprie idee. A questo proposito mi permetto di citare e prendere in prestito la frase di Oscar Wilde che calza a pennello con il mio modo di pensare e con le soluzioni che propongo alla gente per contribuire attivamente alla lotta contro i cambiamenti climatici: "Non ho mai sperperato denaro, l'ho speso". Ciò significa che è necessario comprare meno, spendere meglio e far durare gli oggetti che si acquistano.

Quale responsabilità ha la politica nella disastrosa situazione ambientale ed ecologica nella quale ci ritroviamo?
Il nostro sistema economico, i cui fini sono il profitto e lo spreco, basato principalmente sull'industria estrattiva, è la causa del cambiamento climatico. Abbiamo sprecato i tesori della terra e a questo punto non possiamo più sfruttarla a buon mercato. Questo si presenta come un sintomo; il sintomo che la prova del cambiamento climatico è la crisi finanziaria.

Chi ha orecchie per intendere intenda. Adesso sta a noi.

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