Milano Moda Donna: i mosaici di Dolce & Gabbana e la "semplicità" di Salvatore Ferragamo

di Federico Rocca 

Nella quinta giornata della Settimana della Moda salgono in passerella anche Marni, Emporio Armani, Missoni e Marco De Vincenzo
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Federico Rocca

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Sfilata Dolce & Gabbana, foto Getty

Sfilata Dolce & Gabbana, foto Getty

Non è inverno senza pelliccia. Sembra questo il diktat imposto dalla sfilata di Marni, con la quale si è aperta la quinta giornata di Milano Moda Donna. Non parliamo solo e soltanto di capispalla furry, quanto di dettagli, vistosi o appena percettibili, che impreziosiscono, in sostanza, tutti gli outfit mandati in passerella. Si tratti di una lunga stola annodata al collo, della profilatura di una mantellina, del collo o del bordo di un cappotto, di un paio di stivali o di una borsa: in un modo o nell'altro il pelo fa comunque capolino, dando anche ai look più austeri e rigorosi un tocco quasi selvatico e selvaggio. L'ambientazione, d'altra parte, è quella di un bosco stilizzato, con gli alberi spogli che vengono ripresi dalle stampe che contraddistinguono la parte finale della collezione. I volumi sono squadrati e ben strutturati, decisamente rigorosi. Così come abbiamo notato ai piedi delle più glamorous tra le presenze fisse in front row, il sandalo imperversa anche per l'inverno. Consuelo Castiglioni lo propone francescano, un po' "alla tedesca". Senza calze, ovviamente, che sembrano destinate a scomparire dal guardaroba femminile. Ma ne siamo davvero così sicuri?

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Da Emporio Armani colori pastello e volumi cocoon sono protagonisti della collezione Kajal. Abiti e cappotti ampi, dalle linee semplici e pure e dai volumi scultorei, realizzati grazie all'uso del neoprene tagliato al vivo dominano la scena. La nuova lunghezza imposta arriva a coprire il ginocchio per lambire la caviglia, e dà il meglio di sé negli ampissimi pantaloni. Sul finale si vira cromaticamente in un universo più scuro e ambiguo, tratteggiato dal melanzana, dal marrone e dal verde oliva. Accessorio cult, le ironiche bombette che completano con uno sberleffo il look.

È ancora una volta la Sicilia - e, ci verrebbe a questo punto da dire che non potrebbe essere altrimenti, ormai - a ispirare Dolce & Gabbana. La regione, che è divenuta un vero e proprio terzo elemento imprescindibile che completa il duo di designer facendolo diventare un trio, offre, per il prossimo Autunno-inverno, tutta la meravigliosa, opulente e sacrale bellezza dei mosaici di Monreale come spunto-punto di partenza attorno al quale si sviluppa l'intera collezione. Immagini sacre bidimensionali e preziose, arricchite da punti d'oro e dalla luce tridimensionale di cristalli e pietre, riempiono con la loro presenza abiti dalle linee giustamente molto semplici. Sorprendendoci e spiazzandoci un po', perché il sacro e il profano, quando sono così contigui, ci meravigliano sempre. Accanto ad essi, sulle note gioiose e nostalgiche assieme composte da Nino Rota per i film di Federico Fellini, ecco i portabilissimi pezzi in tweed, contraltare rassicurante che bilancia con sapienza, completandola, l'eccentricita dei pezzi più iconici della collezione. Anche gli accessori parlano la lingua di Bisanzio, con tacchi scultura e zeppe composti con tessere di mosaico, ma soprattutto con coroncine capaci di fare sembrare Teodolinda tutte le donne. Gran finale total red, con una sequenza di abiti in pizzo, arricchiti da cristalli, che tutti insieme sembrano un fiume di sensualità e di passione. O sarà forse una metaforica dichiarazione di intento di voto, in questa giornata nella quale le urne decideranno il futuro politico del nostro paese?! Difficile ipotizzarlo. Ma non si sa mai.

All'insegna di comodita e leggerezza la collezioni della maison Missoni, che nella morbidezza e nell'impalpabilità ha i suoi punti di forza. Capispalla avvolgenti come calde vestaglie e maglie, pantaloni e abiti che potrebbero persino apparire come tute deluxe, compongono un guardaroba che anche nel comfort assoluto sa ritagliare un ruolo importante alla seduzione. Affidata, quest ultima, a spacchi e tagli a sorpresa, a scollature maliziose e a trasparenze tutt altro che caste e soporifere. Anche i colori sono quelli dell'underwear, ai quali si aggiungono quelli più strong e metropolitani, come il grigio cemento.

Marco De Vincenzo prosegue nel suo interessante lavoro di sperimentazione con una collezione che si ispira al Manifesto blanco dello Spazialismo, nella quale il piacere più forte deriva, per il giovane designer ma anche per noi, nel sofisticato lavoro di trasformazione delle superfici e ella contaminazione dei differenti materiali, che dialogando tra di loro dando vita a inedite e ricercate soluzioni. I tessuti emulano la superficie delle pietre e dei marmi, mentre il plissé si applica, mirabilmente, anche alla pelle e alla seta stampata. il lucido si contrappone all'opaco, e viceversa, in un gioco infinito di consistenze e sensazioni. È interessante constatare come sia proprio un giovane a rischiare così tanto nel ricercare il nuovo, o per lo meno il sorprendente. Che il coraggio venga premiato anche dal mercato, adesso.

Chiude la giornata il catwalk di Salvatore Ferragamo, che come sempre riesce ad attirare in prima fila star del cinema più interessante come Virginie Ledoyen e Ashley Greene. Blu, nero e bianco compongono la ristretta e precisa palette cromatica con la quale la griffe affronterà il prossimo Autunno-inverno. Il twist capace di conferire desiderabilità alla collezione arriva dai sapienti giochi di compensazione tra proporzioni dei capi, che poi sono quelli più classici del guardaroba elegante, ma anche dall'incessante e fruttuoso dialogo tra le consistenze e le lucentezze dei tessuti. Quello che potrebbe sembrare semplice, al limite del banale, si rivela invece, all'opposto, studiatissimo e sofisticato. Chic proprio perché non immediatamente comprensibile nella sua articolata complessità.

DA STYLE.IT

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