I "più" di VicenzaOro

di Lucia Del Pasqua 

Lucia Del Pasqua, ovvero Miss Fashion Politan, in modalità "pregio": ecco le venticinque "cose" che l'hanno colpita di più, dentro e fuori la fiera

Lucia Del Pasqua

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Sono due le cose: se chiudo gli occhi, ma anche no, e dico "oro" penso o ai biscotti che mia madre mi infila in bocca con il tè ogni qual volta che la colonnina di mercurio del mio termometro azzeccato sotto l'ascella sinistra sale sopra i 37 gradi, con relativa pubblicità preferita, gli Oro Saiwa, oppure a VicenzaOro, perché sono cresciuta ad Arezzo, città che, come Vicenza, parrebbe essere "edificata" su pietre e lingotti. Volendo ci sarebbe una terza cosa, ma è per feticisti delle pubblicità, i fissati come me, il "fascista" brandy Oro Pilla.

Niente biscotti o super alcolici, questo week end è stato "tanto pregio", perché la tappa è stata proprio la (bellissima) città veneta, che per una cinquina di giorni diventa una tela nella quale s'imbastiscono l'eccellenza orafa, il design e i nuovi trend del gioiello, in due parole VicenzaOro Spring, il Salone Internazionale dell'oro e dei gioielli, dal 18 al 22 maggio.
Numeri? Ve ne dico uno solo che non ci vado molto d'accordo: dalla "A" di Arezzo (ho sentito parlare più aretino in fiera che in Piazza Grande) alla "S" di Siracusa, ma anche dalla "A" di Australia alla "T" di Tanzania, i brand presenti sono circa 1400. Wow.

A questo punto vorrei chiarire un concetto: questo mondo "prezioso" non è solo per "vecchi", anzi. Perché la verità è che è ampio, ampissimo. Cito un cliché tratto dal libriccino che ho rubato alla mostra Il design italiano incontra il gioiello messo in bocca a Silvana Annichiarico, che è questo: "un luogo comune è quello che i gioielli siano sempre stati figli della tradizione, mentre il design sarebbe figlio della modernità". Vero ma sbagliato.
L'ho capito prima da questa mostra, a cura di Alba Cappellieri e Marco Romanelli in collaborazione con Fiera di Vicenza, che sarà aperta al pubblico fino 18 giugno 2013 a Palazzo Bonin Longare, nel centro storico di Vicenza, che rappresenta la più ampia rassegna mai dedicata al gioiello di design italiano progettato da settantadue architetti e designer famosi, da Fabio Novembre ad Aldo Cibic. Io la consiglio vivamente, anche perché si respira tanta "modernità", tanto nuovo.

Poi a confermare la mia tesi è stata la premiazione dei vincitori del concorso Next Generation - Jewellery Talent Contest nelle Logge della favolosa Basilica Palladiana (largo ai giovani quindi), dove ho inoltre capito chi è l'uomo che voglio sposare: Gijs Bakker, il fondatore del Droog Design, con un look da inglesino a passeggio alla domenica e un anello con orecchie da coniglio.
Ed infine VicenzaOro, la fiera stessa, dove non ho visto solo brillocchi della bis nonna e spille dell'Ottocento, ma tanta ricerca, e non solo nella Glamroom, la sezione dedicata ai bijoux e gioielli più "smart", o in quella di Trendvision Jewellery + Forecasting Inspirations 2014, dove i protagonisti sono i prodotti che fanno tendenza, ma un po' ovunque.

Insomma, proprio perché volevo rendere giustizia a questo mondo, considerato da troppi barboso e polveroso, sono andata con la mia Canon (e l'obbiettivo sbagliato,  l'altro mi si è giustamente rotto il giorno prima della fiera) alla ricerca dei "più".
Peccato che me ne sia andata con ancora "più" voglia di avere un anello tempestato di brillocchi, di quelli che accecano te e chi ti guarda le mani. Devo prima diventare ricca.

Un'ultima cosa, ci tengo a dirla: in realtà questo mondo un po' vecchio lo è: vai in giro per la fiera, entusiasta di vedere belle cose, chiedi di fare foto per far sì che quell'anello, ad esempio, possa essere conosciuto da più persone e ti senti dire "No, perché poi ci copi". Io. Siamo nel 2013, se si vuole si fanno foto "a sgamo" con il cellulare. Questa chiusura mentale, che è ignoranza, queste manie di persecuzione, mi fanno sempre arrabbiare in maniera notevole. Spero vivamente che ringiovanisca anche questo aspetto. Sono positiva, come sempre.

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