Damir Doma, quando la timidezza incontra il talento

di Federico Rocca 

Il designer di origini croate incanta Firenze, dove presenta - nel calendario di Pitti W - la sua precollezione Primavera 2014. All'insegna di uno stile grafico e pulito. Che deve molto a un grande maestro della moda. Guarda caso, italiano...

Federico Rocca

Federico Rocca

Fashion EditorScopri di piùLeggi tutti

<<>0
1/

Parla piano, con un filo di voce. E lo sguardo oscilla tra l'intimorito e il curioso. Ma la bocca sembra perennemente pronta ad aprirsi in un sorriso.
La sensazione è che l'attenzione concentrata attorno alla sua sfilata, evento speciale nel calendario di Pitti W, a Firenze, quasi lo imbarazzi e lo metta a  disagio. In scena sta per andare la sua precollezione femminile Cruise 2014: 26 look rigorosi, dalla linearità grafica e dall'impostazione architettonica, in puro stile Damir Doma. Lo incontriamo poche ore prima del suo attesissimo show.
Il giovanissimo (32 anni) designer di origini croate, ma based a Parigi, in realtà è molto sicuro del suo lavoro. Giustamente.

"Sono sempre calmo e rilassato - ci racconta il designer - Quando hai lavorato sodo e al tuo fianco hai un grande team, non puoi non esserlo. Ma, certamente, sono molto emozionato. E' la prima volta che con un mio show esco da Parigi, preparandolo con modalità del tutto nuove. Anche la location - il meraviglioso giardino di Palazzo Corsini - ha inevitabilmente e quasi automaticamente influito sul mio lavoro, dando alla collezione un sentimento del tutto particolare che, forse, non avrebbe avuto altrimenti, svelandola in un altro luogo".

Per la verità l'Italia c'è - e molto - a prescindere dalla location, nella moda disegnata da Doma, sia nel menswear con il quale ha cominciato al sua carriera, sia nel womenswear, che sta crescendo in modo significativo: tutto, dagli abiti alle scarpe, è rigorosamente made in Italy, e lo si vede. Finiture e materiali sono impeccabili. Quanto allo stile, beh, per quello il merito è tutto della formazione complessa e anomala del designer, che dalla Croazia ("è un piccolo paese, è facile essere famoso lì", risponde a chi gli chiede quali siano i rapporti con la terra natale) si è spostato in Germania, per approdare ad Anversa e, quindi a Parigi.
Il tutto molto, molto velocemente.

Sei giovane, ma già di grande successo. Le tue collezioni (compresa la seconda linea Silent) vendono bene in tutto il mondo, eppure il tuo stile è rimasto coerente e fedele alle sue origini. Quale è il tuo segreto, e quale consiglio daresti a un giovane designer che voglia intraprendere questa carriera?
Il mio segreto? Avere deciso tutto quando ero davvero molto giovane. Ho bruciato le tappe perché avevo le idee estremamente chiare fin da subito, in merito a quello che avrei dovuto fare. Quando sai quello che vuoi, serve solo metterci l'energia necessaria per ottenerlo.

Hai dichiarato che Giorgio Armani è uno dei tuoi punti di riferimento. Qualcuno vede nel tuo lavoro "echi" di Romeo Gigli. Potremmo citare anche Rick Owens, e la scuola di Anversa. Sei d'accordo?
Ho molti punti di riferimento, perché quando cresci e studi e ti prepari per diventare quello che vuoi diventare, è impossibile non averne. Anche Raf Simons ha influito molto su di me. Ann Demeulemeester probabilmente più di Rick Owens. Ma anche i punti di riferimento cambiano col tempo, inevitabilmente. Fa parte dell'evoluzione che un designer deve vivere: cercare sempre nuove cose e nuove personalità che ti affascinino e interessino. Influenzandoti.

C'è un giovane collega, oggi, che ammiri?
Ho visto ieri la percolazione di Christopher Kane, e credo sia fantastica.

La tua moda è considerata "intellettuale" e "colta", ma hai anche vestito una star ultrapop come Rihanna. La vivi come una contraddizione? E, ancora, che cosa ne pensi del rapporto sempre più stretto tra moda e celebs?
E' la stampa che definisce una certa moda "intellettuale", per semplificare le cose. Ma è davvero difficile stabilire quando la moda possa esserlo. Io posso essere intellettuale… ma la mia moda lo è, automaticamente? Io semplicemente cerco di pensare a quello che faccio, molto intensamente. Tutto qui. Per quanto riguarda le star… beh, dobbiamo solo prendere atto che il fashion business, oggi, funziona anche così. Le celeb sono uno "strumento" incredibilmente efficace per dare visibilità al tuo stile e al tuo lavoro. Una donna che vorrei vestire? Sigourney Weaver. Specialmente, però, come era a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta. E anche Sinead O'Connor. Anche se lei è cambiata veramente molto.

Che cosa ne pensi, invece, delle donne italiane?
Amo l'immagine delle donne così come è raccontata da Giorgio Armani: puro italian style.

DA STYLE.IT

  • Moda

    The Latest Fashion Buzz, i giovani talenti a Pitti Uomo

    In occasione dell'85esima edizione fiorentina di Pitti Uomo, L'Uomo Vogue e GQ, in collaborazione con Fondazione Pitti Discovery hanno reso possibile questo progetto volto a valorizzare e rendere protagonisti promettenti giovani fashion designer

  • Star

    Tradition in evolution. Il party de L'UOMO VOGUE a Pitti

    Cocktail chic nello storico Harry's Bar di Firenze. Al centro della serata, le foto di giovani artisti italiani in look Angelo Galasso

  • Moda

    Il più cool di Pitti è...

    Anche l'uomo vuole la sua parte! Per questo, in occasione di Pitti 2013, siamo andati alla ricerca dei look più fashion e dei dettagli più glam. Ma chi si aggiudicherà il titolo di più cool della kermesse? A sceglierlo sarete proprio voi, votando il vostro preferito in una battle senza esclusione di colpi all'ultimo click

  • Moda

    Pitti, visti e piaciuti. Novità anche per lei

    Anteprime e curiosità: è questo l'ingrediente più gustoso di quel piatto sempre ricco che è Pitti. Per l'uomo, certamente. Ma anche per la donna. Abbiamo sbirciato per voi tra gli stand di Pitti W, il "salone nel salone" dedicato alle precollezioni e alle primizie della moda femminile di Firenze


Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti alla newsletter moda di Style.it
 

Cerca in Sfilate

Stagione Designer