Griffe: Manolo Blahnik
Modello: Sandalo Callasli
Altezza tacco: 8,9 cm
Colore: tutte le gradazioni del
nude
Ecco a voi la scheda tecnica della scarpa
perfetta, almeno secondo i gusti di Anna
Wintour (e non abbiamo detto poco).
Molte di voi la giudicheranno troppo classica, ma lei deve esserci
davvero affezionata se le ritiene il pezzo fondamentale del suo
guardaroba da 18 anni. Avete capito bene: 18 anni,
cioè 36 stagioni moda, cioè altrettante tendenze che sono arrivate
e se ne sono andate. E ciò che è rimasto, per Anna, è solo lui: il
sandalo Callasli di Manolo
Blahnik.
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Scorrete le fotografie: andando indietro negli anni troverete
queste scarpe in molti outfit del direttore di Vogue USA, in tanti
colori sobri, nella scala dal beige al rosa, passando per il
giallo. Colori in linea con l'incarnato, che
mimetizzano la scarpa e lasciano ampio spazio all'abito.
Come ha detto la psicologo Fugen Neziroglu al magazine
Fashion Week Daily "Anna ha una vita così
travolgente, che ha bisogno di un capo familiare e confortevole che
l'accompagni nelle diverse situazioni".
Vediamo come sono nati questi sandali.
Manolo Blahnik li aveva ideati ispirandosi a Maria
Callas e chiamandoli appunto "Callasli".
Anna Wintour se ne innamorò e chiese alcune modifiche allo
stilista, il quale spostò il cinturino dietro alla caviglia e
plasmò la scarpa sul piede della Wintour. Da quel giorno le scarpe
presero il soprannome "AW".
Inutile dire che dal 1994 a oggi, tantissime donne domandarono
quei sandali solo perché i prediletti da Anna Wintour e di questo
Manolo Blahnik le fu sempre grato.
Su due punti Anna ha dettato legge: il cinturino - spostato
appunto dietro alla caviglia - e la larghezza delle fascette. Da
quest'ultimo dettaglio si sono differenziati due modelli: il
Callasli e il Botti. Quest'ultimo ha fascette più
larghe, ma il resto del design è il medesimo del primo. Anna è
generalmente fedele al Callasli, ma ama anche il Botti,
indossandolo alcune volte.
Trovo molto confortante il fatto che anche Anna Wintour abbia il
suo capo mai-senza. Tutte noi ne abbiamo uno: quel pezzo
del guardaroba che indossiamo molto spesso, anche in occasioni
importanti e rischiando di essere ripetitive. Ma lo amiamo così
tanto, ci fa sentire così bene, che non possiamo rinunciarci.
E questa non è una debolezza o un segno di pigrizia, la
storia di Anna Wintour ne è la prova!
E il vostro mai-senza quale è?