Sfilate / Alexander McQueen
Stilista inglese tra i più dotati, Alexander McQueen, definito lo “hooligan dell’alta moda” per il suo talento trasgressivo, fonde la sartorialità appresa a Savile Row con una sbrigliata creatività. Le sue sfilate sono sempre un grande happening: le sue modelle hanno camminato in un cubo di vetro, sull’acqua e sotto la pioggia, in un circo e perfino in una sinagoga sconsacrata. Nei suoi memorabili show si ispira spesso alla sua madrina e musa, la stylist inglese Isabella Blow, da poco scomparsa. Nato nell’East End di Londra nel 1969, a sedici anni ha lasciato gli studi per un apprendistato a Savile Row dai sarti Anderson e Sheppard, poi da Gieves & Hawkes dove ha appreso tutte le tecniche più elaborate nella costruzione ...
Stilista inglese tra i più dotati, Alexander McQueen, definito lo “hooligan dell’alta moda” per il suo talento trasgressivo, fonde la sartorialità appresa a Savile Row con una sbrigliata creatività. Le sue sfilate sono sempre un grande happening: le sue modelle hanno camminato in un cubo di vetro, sull’acqua e sotto la pioggia, in un circo e perfino in una sinagoga sconsacrata. Nei suoi memorabili show si ispira spesso alla sua madrina e musa, la stylist inglese Isabella Blow, da poco scomparsa. Nato nell’East End di Londra nel 1969, a sedici anni ha lasciato gli studi per un apprendistato a Savile Row dai sarti Anderson e Sheppard, poi da Gieves & Hawkes dove ha appreso tutte le tecniche più elaborate nella costruzione dell’abito. Successivamente è passato ai costumi teatrali formandosi da Angels e Bermans dove ha imparato ben sei metodi di taglio e ha approfondito la conoscenza dei costumi d’epoca, in particolare del Seicento Shakespeariano. Dopo la sartoria teatrale si è orientato verso il ready-to-wear lavorando prima da Koji Tatsuno e poi a Milano da Romeo Gigli. Tornato a Londra nel 1994, ha completato gli studi alla Saint Martin’s dove la sua collezione di fine anno ha riscosso un enorme successo. Da allora la sua carriera ha preso il volo. L’anno della svolta è il 1996, quando è diventato direttore creativo di Givenchy, subentrando a John Galliano. Qui è rimasto fino al marzo del 2001 dimostrando di saper conciliare il retaggio della Haute Couture francese con l’eccentricità inglese e l’artigianalità italiana. Nel frattempo ha continuato a disegnare la sua linea e, nel dicembre del 2000, ha siglato un accordo con il gruppo Gucci che ha acquisito il 51% della griffe. Dall’autunno-inverno 2004 disegna anche una collezione uomo che gli è valsa un altro premio come miglior designer inglese per il menswear. Ha lanciato inoltre una nuova linea donna e uomo di denim e capi casual battezzata MCQ-Alexander McQueen prodotta e distribuita dall’italiana SINV.
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