Sfilate / Giorgio Armani
«Nel mio stile la mascolinizzazione dell’abbigliamento femminile è andata di pari passo con la femminilizzazione di quello maschile». Questo il pensiero di Giorgio Armani che detta ancora legge, regalando ai maschi la scioltezza delle donne e a queste il comfort e l’eleganza dei classici del guardaroba di lui. E insegnando a entrambi i sessi come sedurre con un abito senza scivolare nella volgarità. Il tutto con un rigore e una disciplina che hanno fatto di Re Giorgio il vate del minimalismo e il guru di un approccio rivoluzionario allo stile reso intramontabile dall’intuizione di un lusso democratico, accessibile a tutti. «Quando si parla si eleganza penso al silenziatore che bisogna mettere all’urlo del trend per conquistarla» ...
«Nel mio stile la mascolinizzazione dell’abbigliamento femminile è andata di pari passo con la femminilizzazione di quello maschile». Questo il pensiero di Giorgio Armani che detta ancora legge, regalando ai maschi la scioltezza delle donne e a queste il comfort e l’eleganza dei classici del guardaroba di lui. E insegnando a entrambi i sessi come sedurre con un abito senza scivolare nella volgarità. Il tutto con un rigore e una disciplina che hanno fatto di Re Giorgio il vate del minimalismo e il guru di un approccio rivoluzionario allo stile reso intramontabile dall’intuizione di un lusso democratico, accessibile a tutti. «Quando si parla si eleganza penso al silenziatore che bisogna mettere all’urlo del trend per conquistarla» dice lo stilista, al timone di un impero del lusso, una realtà gigantesca che spazia dall’Alta Moda ai jeans, dalle collezioni per la casa agli hotels a cinque stelle, ai ristoranti e via via fino a televisori, ai telefoni cellulari, ai fiori, agli orologi, alle specialità gastronomiche. Insomma un vero e proprio lifestyle che non conosce limiti. Nato a Piacenza nel 1934, Giorgio Armani interruppe i suoi studi di medicina per andare a Milano dove venne assunto da “La Rinascente” come vetrinista. Nel 1965 Nino Cerruti gli affidò il compito di ridisegnare la linea di confezioni Hitman. Fu in questo periodo che cominciò a maturare la sua idea vincente: la giacca destrutturata, casual, fluida ma elegante, adatta sia a lui che a lei e futura divisa della donna manager. Su queste basi si alleò con Sergio Galeotti con cui aprì una sua attività a Milano nel 1973. Gli inizi sono stati difficili ma nel 1982 arrivava la consacrazione: il “Time” gli dedicò la copertina, diffondendo la sua fama in tutto il mondo. Con il tempo Re Giorgio diventa il beniamino dello star system hollywoodiano e disegna anche abiti per i set cinematografici. Nel 1980 firma il guardaroba di scena di Richard Gere per American Gigolò, epitome di un sex appeal moderno che colpisce e lascia il segno. In puro Armani style.
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