Sfilate / Krizia
Già dalla scelta del nome, la stilista Mariuccia Mandelli rivela le matrici erudite e intellettuali della sua estetica. Il suo pseudonimo, Krizia, è infatti desunto da un dialogo di Platone sulla vanità, il cui protagonista dilapida i suoi beni per assecondare i capricci femminili. Dopo aver debuttato negli Anni ‘60 a Palazzo Pitti con una disadorna collezione in bianco e nero, la “Crazy” Krizia come è stata ribattezzata, indipendente e volitiva ma anche dotata di un acuto sense of humour, decide di presentare le sue collezioni a Milano. La sua scoppiettante vena creativa si impone nel panorama del fashion system grazie a una sperimentazione coraggiosa e innovativa nell’accostamento di materiali inediti ed eterogenei, come i lamé ...
Già dalla scelta del nome, la stilista Mariuccia Mandelli rivela le matrici erudite e intellettuali della sua estetica. Il suo pseudonimo, Krizia, è infatti desunto da un dialogo di Platone sulla vanità, il cui protagonista dilapida i suoi beni per assecondare i capricci femminili. Dopo aver debuttato negli Anni ‘60 a Palazzo Pitti con una disadorna collezione in bianco e nero, la “Crazy” Krizia come è stata ribattezzata, indipendente e volitiva ma anche dotata di un acuto sense of humour, decide di presentare le sue collezioni a Milano. La sua scoppiettante vena creativa si impone nel panorama del fashion system grazie a una sperimentazione coraggiosa e innovativa nell’accostamento di materiali inediti ed eterogenei, come i lamé plissettati oro o argento, la gomma di pesce, il velluto cellophanato e la pelle d’anguilla e soprattutto grazie alla maglieria, di cui Krizia diventa un’interprete d’eccezione. I suoi incondibili pullover jacquard riproducono un autentico zoo composto di animali portafortuna come il gatto, l’orso, la volpe, il leone ma anche l’elefante, la tigre e la pantera, assunta a simbolo della maison e stilizzata come negli Anni ’20 e ’30, un periodo da cui la stilista ha sempre attinto copiosamente anche per il look androgino a lei caro. Negli Anni ‘80 Krizia, che guida la sua azienda insieme al marito Aldo Pinto, diventa anche un’animatrice della vita intellettuale del capoluogo lombardo aprendo il suo spazio in via Manin, sede del quartier generale dell’azienda, a eventi e manifestazioni di rilievo culturale, come conferenze, vernissages e concerti. Uno dei suoi tratti distintivi è la grande passione per l’arte:”nell’arco degli anni mi sono ispirata a Burri, Malevic, Bakst, Depero, Calder, alla Pop Art e al Chrisler Building”, spiega la designer. Dai suoi esordi a oggi inoltre la stilista bergamasca si è avvalsa della preziosa collaborazione di alcuni dei talenti di punta del firmamento della moda: da Walter Albini a Karl Lagerfeld, da Giambattista Valli a Jean Paul Knott fino ad Alber Elbaz e Marc Audibet a cui è recentemente subentrato Gianluca Capannolo, che ha rinnovato i codici del marchio iniettandovi una grazia disinvolta e sofisticata che denuncia le sue radici sartoriali e la sua profonda esperienza nel knitwear.
Nella foto in alto Mariuccia Mandelli
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