Sfilate / Maurizio Pecoraro
Nato a Palermo nel 1961, Maurizio Pecoraro ha iniziato sin da bambino a nutrire interesse per la moda, manifestando i primi segnali della sua vocazione sartoriale in un atelier siciliano dove ha appreso le tecniche basilari della più raffinata modellistica. Terminati gli studi tecnici ha mosso i primi passi come buyer per una catena di boutiques svizzere e, contemporaneamente, ha frequentato i corsi dell’Istituto Marangoni, prestigioso ateneo della moda milanese. Ha interrotto i suoi studi per accettare la proposta di Thierry Mugler che lo ha invitato a collaborare con la sua maison. Pecoraio è rimasto a Parigi per circa un anno per poi tornare in Italia dove è stato arruolato nel team stilistico di Gianni Versace in cui ha lavorato per circa un anno. Quindi ...
Nato a Palermo nel 1961, Maurizio Pecoraro ha iniziato sin da bambino a nutrire interesse per la moda, manifestando i primi segnali della sua vocazione sartoriale in un atelier siciliano dove ha appreso le tecniche basilari della più raffinata modellistica. Terminati gli studi tecnici ha mosso i primi passi come buyer per una catena di boutiques svizzere e, contemporaneamente, ha frequentato i corsi dell’Istituto Marangoni, prestigioso ateneo della moda milanese. Ha interrotto i suoi studi per accettare la proposta di Thierry Mugler che lo ha invitato a collaborare con la sua maison. Pecoraio è rimasto a Parigi per circa un anno per poi tornare in Italia dove è stato arruolato nel team stilistico di Gianni Versace in cui ha lavorato per circa un anno. Quindi trasloca nuovamente a Parigi dove si trattiene per 8 anni lavorando come consulente freelance per alcune case di moda d’oltralpe. Nel 1989 eredita da Gianni Versace la direzione creativa del prêt-à-porter di Alma. Chiusa questa esperienza, ha cominciato a disegnare le collezioni di alcune delle più prestigiose griffes del ready to wear tricolore: da Les Copains ad Antonio Fusco fino a Valentino dove affina la sua perizia sartoriale e il suo gusto raffinato per la decorazione preziosa e inusitata. Finalmente nel 1998 debutta con la sua etichetta di prêt-à-porter raccogliendo molti consensi per l’eleganza nomade della sua musa metropolitana, sempre femminile, a tratti rétro, un pò diva ma mai volgare, amante di un glamour ricercato e delle alchimìe inedite di materiali preziosi tradotti in un lusso moderno understated. Vari e sempre nuovi i suoi spunti: dalla pittura di Rothko ai costumi dei nativi Americani, dagli swinging sixties rivisitati alla sciolytezza folk, fino all’algida carnalità delle divine degli anni’30 e delle dark ladies, in un torbillon di citazioni che combinano spirito urbano e vena gipsy.
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