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Menichetti
Il suo mantra è un neoessenzialismo fatto di capi basici e asciutti che declinano il verbo minimalista con un gusto tutto italiano dalla vocazione internazionale. Lo stilista Roberto Menichetti ha sempre creduto in una moda ispirata allo sportswear, ma combinata con romanticismo, rigore e sartorialità. Nato a Buffalo (New York) nel 1966 da genitori italiani, non rimane a lungo in America. Dopo solo un anno la famiglia torna in Italia e apre a Gubbio un’azienda di confezioni che produce Jil Sander e Helmut Lang. Qui Roberto apprende le tecniche sartoriali e il gusto per le lavorazioni inedite, senza però tralasciare il suo coté artistico. A Perugia frequenta infatti l’Accademia delle Belle Arti. Si trasferisce poi a Parigi da Claude Montana dove resta ...
Il suo mantra è un neoessenzialismo fatto di capi basici e asciutti che declinano il verbo minimalista con un gusto tutto italiano dalla vocazione internazionale. Lo stilista Roberto Menichetti ha sempre creduto in una moda ispirata allo sportswear, ma combinata con romanticismo, rigore e sartorialità. Nato a Buffalo (New York) nel 1966 da genitori italiani, non rimane a lungo in America. Dopo solo un anno la famiglia torna in Italia e apre a Gubbio un’azienda di confezioni che produce Jil Sander e Helmut Lang. Qui Roberto apprende le tecniche sartoriali e il gusto per le lavorazioni inedite, senza però tralasciare il suo coté artistico. A Perugia frequenta infatti l’Accademia delle Belle Arti. Si trasferisce poi a Parigi da Claude Montana dove resta per tre anni prima di essere arruolato, nel 1993, nel pool stilistico di Jil Sander che gli affida il lancio della sua prima etichetta maschile. Si concentra sulla tecnica e sui tessuti esclusivi partendo dalla materia grezza e questa ricerca diventa il volano della sua crescita professionale. Nel 1998 approda da Burberry come direttore creativo, ne rilancia l’immagine e riscopre il “check” che declina su ombrelli, borse, costumi da bagno e così via. Nel 2002 lascia il brand inglese e, dopo una breve parentesi alla guida di Cerruti, accetta la proposta del management di Céline che lo chiama nel 2004 a subentrare a Michael Kors nella direzione creativa della maison. L’esperienza dura fino a maggio 2005 quando Menichetti si dimette per dedicarsi completamente al suo brand caratterizzato da raffinate alchimìe materiche. Studia ad esempio i tessuti usati dai sub e dai surfisti applicandoli al guardaroba metropolitano, sposandoli con linee nitide e velatamente sexy. Nel febbraio 2004 debutta a New York e per alcune stagioni, fino a settembre 2006, sfila a Milano durante la Settimana della Moda. Attualmente è impegnato in un nuovo progetto creativo legato alla maglieria femminile e maschile della nota azienda umbra di capi in cashmere Cruciani.

A cura di Enrico Maria Albamonte

Nella foto in alto Roberto Menichetti
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