È stata la prima a guadagnare 20 milioni di dollari a film, ma
ha l'aria di famiglia di una con cui siamo cresciute, come quelle
amicizie che fai a vent'anni e sono forever. Siccome è il suo
compleanno (28 ottobre), vogliamo festeggiare insieme, lei e
Myself. Auguri
Ci sono due film che non importa quante volte li abbiamo già
visti: quando passano in televisione, a qualsiasi ora, non c'è
verso, non riusciamo a staccarci, anche se è la quindicesima volta.
Sono Pretty Woman e Notting Hill e, guarda caso,
in entrambi la protagonista è lei, Julia
Roberts.
Nel primo - 1990 - aveva solo 23 anni, un sorriso meraviglioso e
grande, e il futuro davanti. Nel secondo - anno 1999 - quel futuro
era già diventato presente: attrice consacrata, fidanzata
d'America, donna coccolata dal mondo intero nonostante in quei nove
anni ci fossero stati alcuni colpi di testa, come il fidanzamento
rotto a tre giorni dalle nozze con Kiefer
Sutherland e il matrimonio lampo, seguito da altrettanto
rapido divorzio, con il musicista country Lyle
Lovett, dieci anni più di lei. Vicende che oggi sembrano
briciole, se paragonate alle follie di personaggi come Lindsay
Lohan, ma che all'epoca avrebbero potuto danneggiare l'immagine da
brava ragazza.
Quasi quindici anni dopo, con un Oscar, un marito molto meno
famoso di lei (il cameraman Danny Moder) e tre
figli, Julia è riuscita nell'impresa più difficile per chi fa un
mestiere come il suo: crescere sotto i riflettori, liberarsi dalla
maledizione della prima della classe, mantenere il rispetto di
pubblico e colleghi. Primo tra tutti Tom Hanks,
già suo co-protagonista in La guerra di Charlie Wilson: in
questi giorni sono di nuovo insieme nei cinema con Larry
Crowne, di cui lui è pure il regista. Intervistato a
proposito, di lei dice solo cose meravigliose, come d'altronde
tutti i colleghi con cui ha lavorato.
Certo, ormai sono anni che ha perso il primato di attrice più
pagata di Hollywood (Angelina Jolie e Sarah Jessica Parker
fatturano di più), ma è anche vero che i film vanno e vengono, lei
resta: è che ha l'aria familiare di una con cui siamo cresciute,
tipo quelle amicizie che fai a vent'anni e sono forever.
Carriera stellare, matrimonio, figli, pure l'orto.
Insomma è di quelle che ce la fanno a far tutto. Com'è che io non
riesco a ritirare le cose in tintoria?
«Non so neanche cosa voglia dire "tutto". Posso dirle che ho
trovato un uomo con cui mi intendo perfettamente e ci siamo
costruiti una vita che ci corrisponde. Tutto parte da qui, il resto
segue».
Ma una star riesce ad avere una vita
normale?
«Massì, dài. La nostra è simile a quella dei vicini di casa. È
fondamentale mettere dei paletti, limitare le intrusioni, vale sia
per i fotografi sia per i parenti. È pieno di attori che lo fanno,
semplicemente perché lo vogliono».
Però adesso lavora di meno.
«Sì, ma non sono mai stata una da film uno dietro l'altro. No,
grazie. Detto questo, con tre bambini piccoli, e due sono gemelli,
in casa praticamente ormai recito 24 ore su 24, tra raccontare
storie, organizzare spettacoli con i pupazzetti e cose così».
Dicono: i 40 sono meglio dei 20. È
d'accordo?
«Non so. A me capita che, più o meno ogni dieci anni, mi
risintonizzo sulla mia nuova età, e sono a posto. Così non mi vedo
sfuocata».
Si ricorda com'era da single?
«Sì, a volte ci penso e mi chiedo: che cosa ne facevo di tutte
quelle ore libere? Avevo molto più tempo, un tempo bello dilatato.
Ma è uno scambio equo: non puoi fare la pedicure, ma sei più felice
e non te ne importa un tubo di andartene in giro con i piedi in
disordine».
È una leggenda o è vero che l'amore incondizionato si
prova soltanto per i figli?
«No, vorrebbe dire che chi non ne ha non può provarlo mai. Io sono
convinta che chiunque possa sperimentare quell'assenza del limite,
dipende da ciò che vuoi e puoi dare a un altro».
Quanto sono importanti gli uomini per lei?
«Moltissimo, ma non ho mai lasciato a nessuno il potere di defi
nire chi sono. Al momento mi definisco così: sposata con l'uomo che
ho scelto».
Siete gelosi?
«Tra me e Danny ci sono fi ducia e amicizia sincera, da sempre. Il
fatto che io lavori con George Clooney o Javier Bardem, insomma
maschi parecchio affascinanti, non cambia la storia. Ci sono donne
bellissime ovunque, per strada, al supermarket, davanti a scuola.
Qualsiasi uomo, se proprio vuole, ha una grande scelta. La
differenza è nella relazione: un legame diventa solidissimo se
nessuna delle due persone che stanno insieme decide di
romperlo».
Ha una pelle ancora incredibile. Come fa?
«Con un'assoluta mancanza di regole beauty. Ma ci credo: il nostro
corpo è una macchina meravigliosa e sa prendersi cura di sé. E poi
c'è il patrimonio genetico: vedesse che pelle ha ancora mia madre.
I geni valgono più di qualsiasi antirughe».
A Hollywood se non sei più che scheletrica ormai non
lavori, o quasi. Con il cibo che rapporto ha? Sempre a
dieta?
«Ma io adoro mangiare! E anche cucinare: l'importante è che non
debba farlo per troppe persone, sennò vado in ansia. Mia madre,
sempre lei, è una cuoca fantastica. Io e i miei fratelli siamo
cresciuti mangiando robe sane, spesso provenienti dal nostro orto.
E poi preparava tutto a mano, in casa: pane, burro di noccioline,
marmellate. Non so fare
neanche la metà delle cose che cucinava lei».
Devo dirglielo: sembra proprio felice, sa, proprio in pace con se
stessa.
«Mica è piovuto dal cielo, è stato un cammino bello lungo, ma sono
arrivata a quel punto della vita in cui ti senti a tuo agio con il
tipo di persona che sei. E so che il percorso continua e che non mi
voglio fermare».
Il sentimento che prova più spesso?
«Il senso di gratitudine per ciò che il destino mi ha regalato.
Cerco di non dimenticarmene mai».
Mi dica almeno una cosa che non sopporta.
«La stupidità. E la gente che si lamenta perché non ha il senso di
quello che ha».