Le hanno soprannominate "le tecnovisionarie",
perché sanno inventare il futuro, coniugando immaginazione e
tecnologia. Sono Franca Melfi, Michela Matteoli, Samantha
Cristoforetti, Nicoletta Carboni e Cecilia Strada: cinque donne
italiane che un paio di settimane fa, nel corso della conferenza
internazionale Women & Technologies, sono
state premiate per il loro ruolo nella ricerca e
nell'innovazione.
Franca Melfi, direttore del Centro di chirurgia
robotica dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana, nel 2002 ha
messo a punto una tecnica chirurgica che utilizza un robot per
eseguire l'asportazione di tumori polmonari con un approccio
mininvasivo.
Lo studio dei neuroni e delle malattie neurodegenerative,
invece, hanno fatto grandi passi avanti negli ultimi anni anche
grazie a Michela Matteoli, direttore del
laboratorio di Cellular Biology of the Synapse del dipartimento di
Farmacologia dell'Università di Milano.
Samantha Cristoforetti è la prima donna
astronauta italiana (la terza europea) e si occupa di fisiologia
del volo e dell'adattamento dell'organismo all'ambiente aeronautico
e spaziale.
Nicoletta Carbone, giornalista e conduttrice di
Essere e Benessere su Radio 24, ha il merito di
aver reso la medicina una scienza alla portata di tutti attraverso
la radio e il web.
La presidente di Emergency Cecilia
Strada, infine, è stata premiata per diversi progetti nei
Paesi in via di sviluppo o colpiti da guerre e calamità naturali, e
per la sua attenzione nei confronti delle innovazioni tecnologiche
applicabili alla medicina d'urgenza.
Tecnovisionarie, insomma, ma soprattutto donne capaci di
lavorare con passione.