Madonna: se una material girl diventa romantica

Simona Siri 16 gennaio 2012

Si è talmente appassionata alla storia di un amore assoluto che ci ha fatto un film (da regista). Dice: «Sognare il principe azzurro è nel nostro Dna». Ma è cambiata o ci sta provocando di nuovo?

Di solito succede il contrario: a 20 anni si è romantiche e sentimentalmente idealiste, a 50 molto più concrete e spregiudicate. Lei non è evidentemente una donna comune, perché il percorso l'ha fatto, ma alla rovescia. Quella che a 20 anni si vantava di essere una ragazza materiale, una per cui importavano solo balocchi e gioielli, è diventata una romanticona. O, almeno, così sembra a giudicare dalla storia che ha voluto a tutti i costi raccontare nel suo secondo film da regista, Edward e Wallis: Il mio regno per una donna. Wallis è ovviamente Simpson, l'americana pluridivorziata per la quale Edoardo VIII d'Inghilterra, un Windsor, nel 1936 rinunciò clamorosamente al trono. La loro è la storia d'amore definitiva, e Madonna la racconta con una precisione quasi maniacale per tutto quello che riguarda la ricostruzione d'epoca (abiti, mobili, tessuti, gioielli, pettinature, trucco: tutto perfetto, così come il viso della protagonista, l'inglese Andrea Riseborough, bellissima). Ma alla love story dei Windsor, nel film si affianca anche una storia parallela nella New York di oggi: dove una donna (Abbie Cornish) è alla disperata ricerca dell'amore assoluto, e ossessionata dalla vita di Wallis Simpson. Impossibile non chiedersi se anche per Madonna sia andata così, se un po' si sia identificata in Wallis anche lei (in fondo per sposare Guy Ritchie, non solo si trasferì in Inghilterra, ma cercò di trasformarsi in una lady perfetta). Soprattutto quando, per descrivere il sentimento che la lega alla vicenda personale della Simpson, usa più volte la parola ossessione. «Non sono stata io a scegliere questa storia, è stata lei a scegliere me. Succede spesso nelle cose importanti della vita, almeno a me: non sai mai come, perché e quando comincino».

Tubino nero aderente con colletto bianco, rossetto rosso, occhiali scuri. Il viso è perfetto, la pelle lucidissima. Rughe ce ne sono, specialmente intorno agli occhi, ma nel complesso, anche vista da vicino, 53 anni non li dimostra. L'unico dettaglio che questa signora sofisticata ha in comune con la material girl tutta pizzi e crocifissi è, appunto, una croce di brillanti. «Cartier», dice, senza mai distogliere gli occhi dai miei. Forse è una specie di test: guai ad abbassare lo sguardo. Sarà anche diventata romantica, ma è pur sempre la Regina, anche se quella plebea di Wallis.
Quella tra Wallis Simpson e Edoardo VIII è la storia d'amore perfetta?
«Assolutamente no. All'inizio pensavo: oh, chissà che cosa si prova a essere amati così tanto, ad avere un uomo che pur di averti vicino rinuncia a tutto per te. In realtà, riflettendoci, uno che fa un gesto simile ti carica addosso un macigno di responsabilità. Non so davvero come abbia fatto Wallis a sopportare una pressione simile. Il loro mondo, la loro vita, sono sempre girati intorno alle scelte di lui, mai a quelle di lei».
Sacrificare tutto per amore è un'arma a doppio taglio: c'è sempre la possibilità di vederselo rinfacciato.
«Esatto. Ma poi, tra i due, chi ha fatto il sacrificio più grande? Ecco, la domanda da farsi è questa: esiste l'amore perfetto? O c'è sempre qualcuno che deve sacrificarsi?».
Mai pensato di rinunciare alla sua carriera per amore di un uomo? O magari di una donna?
«Ho sempre pensato di potere avere tutti e due. Anzi, tutti e tre». (ride)
Kate e William, Kate Moss e Jamie Hince, il principe Alberto di Monaco e Charlene: è stato un anno di matrimoni importanti. L'ha sorpresa l'attenzione per questi eventi, anche da parte delle ragazze più giovani? Alla fine è questo che vogliono, sposarsi?
«Nonostante il femminismo siamo ancora all'idea, e alla ricerca, dell'amore e dell'uomo perfetti. In un certo senso continuiamo a essere schiave delle aspettative sociali: che soltanto l'amore di un uomo ci potrà riempire la vita e che senza quello non saremo mai felici davvero. Meno male che poi, col tempo, realizzi che le cose non stanno esattamente così, anzi proprio per niente».
Ma la colpa di chi è? Voglio dire, è un condizionamento esterno o questa voglia di favola è genetica?
«Secondo me fa parte del nostro Dna».
Questa risposta non me l'aspettavo: lei è un'icona anche e soprattutto per la forza di volontà con cui è arrivata al successo.
«Ci sono situazioni in cui il cervello non può fare a meno di razionalizzare. Gli scienziati dicono: fammi vedere l'evidenza scientifica o non ci credo. Ma la vita non funziona così: ci sono cose che non possono essere comprese razionalmente. L'arte è sicuramente una di queste. L'altra è l'amore».
Che tipo di rapporto ha con i suoi fan? Anche quella è una forma di amore, no?
«Certo. E visto che anch'io sono stata fan, so che cosa vuol dire. Per esempio, lo sa che una volta ho scritto una lettera a Federico Fellini? Volevo che dirigesse un mio video. Era tanto tempo fa, lui aveva appena avuto un ictus ed era ricoverato in ospedale».
Le aveva risposto?
«Sì, e alla lettera aveva allegato un disegno di me con la lingua di fuori. L'ho fatto incorniciare, è a casa».
Girava voce che sua figlia Lourdes avesse una parte nel film su Wallis. Invece non c'è, giusto?
«Ho girato delle scene con lei, ma poi le ho tagliate».
Come l'ha presa?
«Non ha protestato».
Anche Lourdes è interessata al mondo dello spettacolo?
«Abbastanza. Al momento frequenta la scuola di Performing Arts a New York. Dice di voler fare l'attrice, le piace molto la moda. Chissà, vedremo».
La incoraggia?
«Non particolarmente. Voglio che sia libera di scegliere quello che vuole, non importa che cosa. Basta che lo faccia bene».
Il suo ex marito Guy Ritchie è un regista: quali consigli le ha dato?
«Mi ha detto che la cosa più importante è sembrare sempre sicuri di quello che si fa. Anche se si hanno molti dubbi, sul set bisogna farsi vedere forti e autorevoli».
Che cosa c'è di italiano in lei?
«La passione per la pasta, il ballo e la musica. E per un certo cinema. Ah, e poi gesticolo molto, no?».
Nel suo film le protagoniste indossano abiti meravigliosi. Non le è dispiaciuto non poterli indossare lei, quei vestiti così belli?
«Oh no, non sa che sollievo poter andare ogni giorno al lavoro, sul set, in tuta».
Riassumendo: qual è la ricetta dell'amore duraturo?
«Una buona dose di compromesso. E anche qualche sacrificio».
E magari qualche gioiello costoso. No?
«Be' sì. Almeno uno, e che sia quello giusto».

Vedi anche...

Sondaggio

Addio surgelati pronti

VOTA!

Oroscopo

Che cosa ti succederà oggi?

DA STYLE.IT

  • Sex

    Frasi romantiche per Whatsapp, Messenger, SMS: le migliori per te

    Come scrivere le frasi più romantiche e seducenti da inviare al tuo amore tramite il cellulare. Da Whatsapp, all'sms, tutte le parole giuste per stupirlo

  • Sex

    Sorprese romantiche per Lui: ecco le migliori

    Sai quali sorprese romantiche possono stupire il tuo ragazzo? Ecco una breve guida alle idee migliori per fare una sorpresa al tuo fidanzato

  • Viaggi

    Ciociaria vini

    La strada del Vino Cesanese per degustare il prodotto della nuova vendemmia

  • Sex

    Matrimonio e monogamia: essere fedeli o tradire il partner?

    Per il 76% degli uomini e l'84% delle donne, la fedeltà coniugale causerebbe il fallimento della sacra unione

TAG CLOUD