E se decidessimo per la scuola "fai da te"?

Isabella Panizza Cutler 01 febbraio 2012

Tagli continui alla spesa pubblica per l'istruzione, classi sempre più affollate, insegnanti precari e poco motivati: in Italia va così. Un'alternativa possibile? In America aumenta il numero dei bambini educati fra le mura domestiche: che il futuro sia nella scuola "fai da te"?

Foto Corbis Images 
Foto Corbis Images

Oggi abbiamo fatto un esperimento: Googlare fra le news italiane sul web le parole "scuola" e "tagli". In 0,25 secondi Google ci ha trovato 558 risultati.

L'ultimo aggiornamento è del Mattino di Napoli. "Regione Campania 151 scuole accorpate". A seguire troviamo la Repubblica di Firenze, che titola "Scuola, genitori e sindacati in rivolta. Allarme tagli con gli accorpamenti".

Fra le news anche una timida dichiarazione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in anticipo sul web (è di 24 ore fa), ma non nel mondo reale. « L'Italia non deve uscire impoverita spiritualmente dalla crisi economica ». Il capo dello Stato è intervenuto anche sui tagli alla spesa pubblica augurandosi che «non avvengano alla cieca».

Potremmo andare avanti per ore, ma la diagnosi è chiara: la scuola italiana naviga in pessime acque. E se avessero ragione i genitori dei 300mila bambini che sparsi in diverse città d'America hanno deciso di non mandare i propri figli a scuola per educarli fra le mura domestiche?

E' quanto si scopre leggendo il libro di Mitchell Stevens, professore dell'Università di Stanford, Kingdom of Children (trad. Il regno dei bambini), una ricerca sull'homeschooling, e cioè sull'istruzione "fai da te".

«Oggi è diventato di moda  istruire i propri figli a casa», spiega Stevens. «Molti genitori sono professionisti con un livello di istruzione alto che non si sono mai posti il dubbio se mandare i loro figli a scuola, finché non hanno cominciato a pensare: "Hey, forse noi possiamo fare meglio" ».

E come si legge anche in un'indagine riportata dal settimanale Newsweek, sta nascendo anche una nuova "mini-industria" di insegnanti "a domicilio", specialmente a New York, dove la categoria professionale dei tutor è cresciuta del 36% negli ultimi otto anni. Mentre a Seattle perfino la scuola pubblica dirige un centro che offre classi soltanto per gli "homeschoolers".

Newsweek racconta la storia di Eric, 38 anni, manager Microsoft, e di sua moglie Tara, 39, ex avvocato, che ha deciso di abbandonare il mondo del lavoro per diventare l'insegnante a tempo pieno dei figli Daisy, 9 anni, Ginger 7 e Violet 4.

Insomma, un tempo chi decideva di istruire i figli fra le mura domestiche era spinto da ragioni morali o religiose o dal desiderio di una nuova vita lontano da tutto. Adesso non è più così. Chi studia i cambiamenti nel sistema educativo parla di un nuovo trend da tenere d'occhio.

E voi? Avete mai pensato di non mandare più i vostri figli  a scuola? Come giudicate la scelta di Tara, Eric e dei genitori dei 300mila bambini americani che ricevono un'istruzione "fai da te"? Fatecelo sapere lasciando un commento.

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