Mi finanzio da sola

Mariarosaria Marchesano 20 marzo 2012

In Italia per una donna trovare credito è molto difficile. E i fondi per l'imprenditoria femminile sono quasi finiti. Servono soluzioni innovative. Dove trovo i soldi? L'età non è un problema. A contare sono le idee. Molto chiare. Ecco dove e a chi proporle. E le storia di chi l'ha fatto. Benissimo.

Dove trovo i soldi?

C'è stata un'epoca in cui le donne che volevano mettere su un'impresa potevano contare su contributi a fondo perduto. Bei tempi, ma sono solo un ricordo.

La legge 215 sull'imprenditoria femminile è stata abolita nel 2006 e oggi solo alcune regioni (come Veneto e Friuli) destinano fondi alle aspiranti imprenditrici; il rischio, però, è di aspettare a lungo e sono coperte solo in parte le spese di avviamento. Poco da aspettarsi anche dai fondi europei che finanziano imprese già esistenti. E allora? Ci sono altre strade da battere.

Cercate un angelo

Cioè un investitore privato. I cosiddetti Business Angel, infatti, si stanno moltiplicando anche in Italia. Ma come si incontra un "angelo"? Per esempio, partecipando a uno dei tanti eventi che organizza l'Iban (l'associazione che riunisce 140 Business Angel, più un network di altri 4500 investitori in tutto il paese) o la Iag (Italian Angels forGrowth), un club di 90 soci (5 donne) a caccia di start up innovative.

Non ci sono limiti di età per farsi finanziare, ma è importante avere le idee molto chiare. Se si ha già un progetto lo si può inviare direttamente online (iban.it); se invece si vuole cominciare a respirare aria di business, sul sito c'è il calendario di workshop ed eventi organizzati in tutt'Italia (la partecipazione è quasi sempre gratis). I Business Angel, che sono in genere ex manager ed ex imprenditori, finanziano fino a un massimo di 500mila euro; per capitali più ingenti ci si può rivolgere a società o fondi di investimento specializzati inventure capital: l'elenco completo si può scaricare online dal sito aifi.it.

Partecipate ai concorsi

Il più famoso è Mind the Bridge, che aiuta a venire in contatto con il mondo dei finanziatori. Non offre denaro ma dà l'opportunità di trascorrere dei periodi nella Silicon Valley. Ad assicurare un concreto sostegno finanziario è il Premio Marzotto, che alla sua prima edizione (2011) ha visto una donna, la biologa Annalisa Balloi, 34 anni, arrivare prima aggiudicandosi 250mila euro. «Io e altri colleghi avevamo brevettato un sistema particolare per il restauro di monumenti, ma non sapevamo a chi rivolgerci per avviare la nostra MicroForArt», racconta Annalisa. «A questo punto siamo pronti a partire».

Sia Mind the Bridge che Premio Marzotto non pongono limiti di età (in quest'ultimo caso solo per la sezione hi tech l'età massima è 35 anni).

Fatevi aiutare dallo stato

Del vecchio sistema di incenti vistatali qualcosa è rimasto. Invitalia, l'agenzia per lo Sviluppo che fa capo al ministero del Tesoro, gestisce per esempio i fondi della legge 185 per l'autoimprenditorialità e l'autoimpiego, che il governo Monti proprio in queste settimane ha deciso di rifinanziare. Sono prestiti agevolati per la nascita di nuove attività, che valgono anche se si vuole aprire un negozio in franchising (invitalia.it, sezione Incentivialle imprese, voci Autoimpiego e "Autoimprenditorialità").

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