Nella mia famiglia c'è un cinese

I. Bellantoni e A. Di Pietro 02 aprile 2012

Arrivano per studiare, ma poi imparano anche a: fare la pizza, salutarsi con un bacio, lasciarsi coccolare, vestirsi. E qualcuno trova l'amore. Sono i ragazzi di Intercultura, che dopo un anno da noi tornano a casa perfino un po' più italiani

Foto di Christian Sinibaldi 
Foto di Christian Sinibaldi

La storia della famiglia di Francesca, 42 anni, Monza, Italia, fa parte del reportage a pag. 58 del numero di Myself di aprile. Corri in edicola per leggere le altre testimonianze!

Ho scoperto il senso dell'Italia per lo stile

Era l'11 settembre. Lei è scesa dal treno ed è entrata nella nostra vita facendoci ciao con la mano: parlava tedesco, solo un po' d'inglese. Aveva un pc portatile, per comunicare via Skype con i genitori. Con la mia pizza però la nostalgia è passata e la nostra casa si è riempita di canzoni: ha ricominciato a suonare il piano di cui Maria, mia figlia, non voleva più sapere e abbiamo trovato la "nostra" musica. Dorme nella camera di Matteo, che ora è negli States con Intercultura, ed è una specie di terza figlia. Quando le si è rotto il cellulare per un'ora non siamo riusciti a parlarci ed è stato come morire. Una volta le è venuta la febbre alta e le ho infilato in bocca un antibiotico. Fregandomene se i suoi sono solo per le cure omeopatiche. «Grazie ma'» è stata la mia ricompensa.

Verena, 16 anni, Seitsberg, Germania

L'Italia per me? Belle chiese sì, ma della moda non sapevo granché. Una sera capito a una festa in villa, tutte le ragazze in abito elegante, io in jeans. Be', mi
sono sentita una profuga. Quindi ora possiedo un paio di scarpe con il tacco 12 e un bel vestito. Ho una seconda mamma, anche. Mangio alla grande e prima di ogni pasto dico: «Benedici signore il cibo che stiamo per prendere». Qui usa così. Faccio anche tai chi nel parco con una ragazza di Hong Kong. Qualche volta esco, ma fino a mezzanotte e mezzo. Però mi diverto tanto. Amen

Studiare dall'atra parte del mondo: Si fa così

Per passare dai 3 ai 12 mesi all'estero in una famiglia, condividendone passioni & abitudini, bisogna avere tra i 15 e i 18 anni, buoni voti e tanta voglia di crescere parlando bene almeno un'altra lingua.

Ogni anno sono 1600 i ragazzi italiani che scelgono di fare questa esperienza in uno dei 57 paesi partner di Intercultura, la Onlus gestita da volontari dal 1914: era una sezione dell'American Field Service, l'organizzazione umanitaria che durante le due grandi guerre forniva barellieri e autisti di ambulanze.

Oggi è un'associazione che seleziona famiglie ospitanti e ragazzi che studiano all'estero, sapendo che quando tornano vedono riconosciuto il periodo di studio. Le mete preferite restano Europa e Stati Uniti, in ascesa Asia e America Latina. Si accede per selezioni e si può beneficiare di una borsa di studio.

Se avete figli: il prossimo bando di concorso uscirà il 1° settembre e riguarderà l'anno scolastico 2013-14.

Se invece vi è venuta voglia di aprire casa vostra a un adolescente straniero, avete tempo fi no a luglio per candidarvi.

Tutte le informazioni su intercultura.it, tel. 02 48513586.

Vi siete incuriosite? Avete qualche dubbio? Parlatene con Beatrice
Tisato, formatrice di Intercultura
, nuova esperta Myself.

 

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