La parola che ripete più spesso è "felice". Finalmente ha smesso
di essere etichettata come l'inconsolabile ex moglie di Brad Pitt.
Tutto merito di un film, che le ha davvero cambiato la vita. E non
solo perché le ha fatto incontrare l'uomo giusto (sembra la volta
buona). Ma anche perché le ha insegnato «che sono le piccole cose
quelle che contano».
Se tutto va come sembra stia andando, nella biografia di
Jennifer Aniston il 2012 sarà ricordato come
l'anno della svolta. Quello in cui, smessi definitivamente i panni
di ex inconsolabile, ha finalmente trovato un compagno di vita, il
collega Justin Theroux, che le più attente
ricorderanno in non uno, ma ben due episodi di Sex and the
City.
Finalmente, si dirà. Era davvero ora, perché dopo la separazione
da Brad Pitt (ormai nel 2005) la vita sentimentale
di Jennifer sembrava non trovare pace, tra fidanzamenti non si sa
quanto reali (Vince Vaughn, Gerard Butler) e
uomini palesemente sbagliati (il musicista John
Mayer). Storie passate.
Jennifer ora è una donna felice e il fatto che la scintilla con
Justin sia scattata durante le riprese del film che adesso è qui a
promuovere - Nudi e felici - rende l'incontro con
lei ancora più speciale.
Il film racconta la storia di una coppia (Linda e George,
interpretato da Paul Rudd) che perde il lavoro e
decide di trasferirsi in una comune. Uno di quei posti naturisti
dove si gira nudi e si vive tutti insieme (Theroux interpreta il
fricchettone Seth, uno dei fondatori della comune).
Un altro ruolo brillante, questa volta reso ancora più
interessante da una scena di topless, segno che Jennifer è non solo
sempre più bella, ma anche più disinibita e sicura di sé.
Fasciata in un paio di jeans skinny, blazer nero e top
sfavillante, l'attrice arriva all'appuntamento abbronzata e in gran
forma. Della relazione con Theroux non parla, ma neanche la nega: è
evidente che si trova in uno stato di grazia e che quello che sta
attraversando è un nuovo, elettrizzante capitolo della sua
vita.
Vuoi sapere com'è andata l'intervista con Jennifer? Vai
a pag. 24 del numero di Myself di Aprile.