Sono un ingegnere civile: progettavo ponti, palazzi, fabbriche.
Quando sono tornata dalla seconda maternità mi hanno fatto fuori.
«Rimettersi in gioco è veramente dura, ma lo fai». E alla fine
scopri anche che puoi diventare più forte.
Vai a pag 48 del numero di Myself di maggio per leggere
l'intervista a Cristina Sottotetti, esperta di
selezione del personale, che svela come ritrovare il lavoro. E scrivile per chiederle consigli personalizzati
cliccando qui.
Bianca, 42 anni
«Sono un ingegnere civile: progettavo ponti, palazzi, fabbriche.
Quando sono tornata dalla seconda maternità mi hanno fatto fuori:
problemi d'esubero, han detto. Lo confesso, è stato uno shock
perché amavo il mio lavoro e "costruire", letteralmente, dava senso
alla mia vita. Mi hanno liquidato e, per benefit, mi hanno offerto
un programma di outplacement. Non sapevo cosa fosse, ero scettica.
Ho scoperto che è un modo per ricollocarti: ti affidi a un team di
professionisti, tra cui uno psicologo e un tutor che ti seguirà per
tutto il percorso, e ti assicurano che, se seguirai i loro
consigli, entro 6-8 mesi troverai un altro lavoro.
All'inizio mi sono sentita inutile, ferita, fuori posto. Sono
tornata a occuparmi di Elisa, 5 anni, e Susanna, 2. Mi sono resa
conto che non è vero che se fai la casalinga sei solo una
frustrata: puoi realizzarti anche se stai a casa. Portavo le
bambine all'asilo e mi facevo torchiare un giorno sì e l'altro pure
dal mio tutor. Mi ha costretta a guardare il lavoro da un altro
punto di vista, a giudicare meglio le mie debolezze e i miei punti
di forza, a rimettermi in gioco.
Ogni giorno dedicavo 5 ore alla mia "riqualificazione":
rispondevo agli annunci
che trovavo sui giornali e online, mandavo lettere di
presentazione, telefonavo alle aziende. Nei colloqui rispondevo
alle domande in maniera diretta e guardavo dritto negli occhi
chiunque. Pregavo che andassero bene, anche: non è mai servito, ma
la fede mi ha aiutato tanto. Con tutto il tempo libero che avevo ho
cominciato a frequentare la Compagnia in cammino di Vanzago, che
segue bambini disabili e disadattati.
Dopo sei mesi ce l'ho fatta, ho firmato un contratto
con una società di servizi anti-incendio. Ma ho chiesto il part
time perché voglio continuare a fare volontariato e insegnare
catechismo. Prima vivevo per il lavoro,
ora il lavoro non mi definisce più. Tutta un'altra storia».
>>Leggi la storia di Laura, 44 anni, salvata
dalle amiche.