Love story: Sean Penn & Madonna

Simona Siri 28 giugno 2012

È il 1995, New York: cerimonia dei VH1 Fashion Awards. Madonna sale sul palco, vincitrice del titolo Most Fashionable Artist. A consegnarle il premio, da dietro le quinte, arriva lui, Sean Penn. I due si guardano, sorridono, e poi si abbracciano per quella che sembra un'eternità. Il pubblico, in platea, applaude impazzito. Sono dieci anni dal primo incontro, sei dal divorzio, e, si sa, le favole piacciono a tutti. Se tornassero insieme sarebbe bellissimo. Per chi adesso ha 40 anni, Sean Penn e Madonna sono stati quello che Liz Taylor e Richard Burton furono per i nostri genitori: il prototipo dell'amore impossibile e distruttivo.

Due talmente uguali, e teoricamente perfetti insieme, da risultare ovviamente sbagliati.

1985: è il periodo dell'abito da sposa, le croci al collo e le calze a rete. Like a Virgin è dell'anno prima, 1984, ed è un successo clamoroso, quello che catapulta l'ex corista arrivata a New York dal Michigan nella nuova stella planetaria del pop. In realtà l'85 è l'anno in cui succede tutto: il trionfo del disco, ma anche il Live Aid, Cercasi Susan disperatamente, l'incontro con Sean sul set di Material Girl. La biografia ufficiale racconta che sia avvenuto grazie alla regista del video, Mary Lambert, amica di Penn. «Ho notato questo ragazzo in un angolo, giubbotto di pelle e occhiali da sole, che mi guardava: ho capito che era Sean Penn. E saputo subito che ci saremmo innamorati e sposati», racconta Madonna in Blonde Ambition, il libro di Mark Bego. E infatti così succede. Si conoscono il 10 gennaio: otto mesi dopo, il 16 agosto - giorno del 27° compleanno di lei, lui è più giovane di due anni -, si sposano a Malibu, in quella che per volere dello sposo dovrebbe essere una cerimonia segreta. Ma che diventerà la prima dimostrazione della forza tecnologica dei paparazzi: armati di elicotteri e teleobbiettivi, riescono a scattare foto dall'alto, mentre Penn, furioso, spara in aria con una pistola e sulla sabbia scrive «Fottetevi».

Una scena che dà il tono a tutta la loro storia. Attaccabrighe e violento, il Sean Penn dell'epoca è poco più che un ragazzino figlio di Hollywood (padre regista, madre attrice) con una manciata di film in curriculum, ma già una reputazione consolidata di attore talentuoso e problematico. Spesso attaccato alla bottiglia, ha il vizio di alzare le mani non solo contro gli odiati paparazzi, ma anche contro la moglie, se è vero, come riportano le biografie, che nell'87, solo due anni dopo le nozze, Madonna avanza per la prima volta richiesta di divorzio, poi l'annulla. Che si amino non è in discussione, che siano la coppia hollywoodianamente meglio assortita che si possa sperare pure: lei in dote porta successo, bellezza e credibilità pop, lui aggiunge quel tocco di maledettismo che a lei manca.

Insomma si completano. E sono consapevoli che insieme valgono molto più della somma delle singole parti, come è tipico di tutte le grandi coppie. E come tutte le grandi coppie il passo dalla vita allo schermo è obbligato. Il film si intitola Shanghai Surprise ed è un flop clamoroso. Sul set è una lite via l'altra, e alla conferenza stampa Penn neanche si presenta. Si inizia a parlare di crisi, entrambi hanno impegni che li tengono lontani e Madonna stringe un'amicizia un po' troppo intima con l'attrice bisessuale Sandra Bernhard. Nel dicembre '88 la fatidica goccia: Sean entra in casa ubriaco, lega la moglie a una sedia e per diverse ore abusa verbalmente di lei, arrivando a minacciarla e a colpirla con una mazza da baseball. Il giorno dopo Madonna chiede il divorzio. Ritira però la denuncia che avrebbe rimandato Penn in carcere (l'anno prima 33 giorni in prigione per assalto a un paparazzo). Detto così sembra un incubo. Ma è stato sicuramente anche un grande amore, come racconta quell'abbraccio pubblico del 1995, e il fatto che entrambi, nelle poche occasioni in cui hanno accennato all'altro, ne hanno sempre parlato con affetto.

In un'intervista del 2010 Sean è perfino arrivato ad assumersi la responsabilità del fallimento del matrimonio: «Non ricordo di avere avuto una sola conversazione con lei in quattro anni. Eppure era ed è una persona speciale. Solo che io neanche me ne accorgevo. Vivevo nel mio mondo, ero vanitoso e bevevo un sacco». L'anno scorso alla Mostra di Venezia, presentando il suo ultimo film W.E. (uscito l'8 giugno), Madonna ha ringraziato Sean per averla aiutata ai suoi inizi da regista. Aggiungiamoci che, escluso il periodo subito dopo la separazione, i rapporti tra i due non si sono mai interrotti (si dice che sul set di Milk Penn messaggiasse spesso la ex): ecco, che gli estremi per sognare una riconciliazione ci sono, soprattutto ora che - dopo i rispettivi divorzi da Guy Ritchie e da Robin Wright - tutti e due hanno relazioni che non sembrano avere molto futuro. Sperare è lecito.

Anche se il motivo per cui li vorremmo di nuovo insieme è un altro: Sean e Madonna sono la nostra adolescenza, gli anni 80, il nostro primo amore. Una che dedica il disco al suo ragazzo definendolo the coolest guy in the world, il ragazzo più cool del mondo. E non importa se il disco è True Blue e vende milioni di copie: vale per tutte le cassette che abbiamo ricevuto da - e fatto per -uomini che abbiamo amato.

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