Pane, amore & cinema

Simona Siri 21 novembre 2012

Lei, giovane attrice sconosciuta. Lui, il grande produttore con 22 anni di più, l'uomo che le costruisce la carriera: sembra un cliché, eppure tra Sophia Loren e Carlo Ponti è stato vero amore. Che tra gossip e accuse di bigamia è durato tutta la vita

Ci sono casi in cui le parole davvero sembrano superflue. Come questo. Perché le foto dicono già tutto. Primo, che Sophia Loren è stata proprio una delle donne più belle del mondo. Secondo, che lei e Carlo Ponti si amavano. Guardateli bene: non c'è immagine in cui lei non lo guardi con l'espressione che solo le donne innamorate hanno. E lo stesso vale per lui. La loro intimità è evidente, così come la devozione. Non ci sono inganni, qui: quei due si amavano, eccome se si amavano. E  non c'è malignità o pettegolezzo sullo stereotipo della giovane attrice sposata al potente più anziano produttore che tenga. Era amore. E lo è stato per più di 40 anni.

Quando si incotrarono per la prima volta, Sophia ha solo 15 anni, vive ancora a Pozzuoli con la madre, Romilda, e con la sorella Maria. Nata nel 1943, è figlia della guerra e di un padre che non conoscerà mai. Carlo Ponti ha 37 anni, è sposato con la figlia di un generale, Giuliana Fiastri, e ha due figli. Dopo un laurea in legge a Milano e la pratica presso lo studio legale del padre, Ponti ha deciso di fare il produttore cinematografico.

Sarà lui, insieme a Dino De laurentis, a scoprire e lanciare Gina Lollobrigida. Sophia la vede al concorso di Miss Eleganza: lei giovane concorrente, lui giudice abbagliato da quella bellezza irregolare anche per i canoni dell'epoca. La invita in ufficio per un provino, Sophia accetta, ma non succede nulla.

Si incontrano quattro anni dopo, quando lei è non solo maggiorenne, ma anche un'attrice che, dopo varie parti minori in cui ancora usa il nome di Sofia Lazzaro, è finalmente alle prese con il primo ruolo importante, quello di Aida nell'omonimo film musicale. Una parte pensata per Gina Lollobrigida, che però ha rifiutato, perché non voleva essere doppiata dal soprano Renata Tebaldi. «Non potevo essere così orgogliosa» racconta la Loren nella biografia autorizzata Sophia, Living and Loving: her own Story (scritta dall'americano A.E. Hotchner). E accetta la parte. A 19 anni, forte del primo ruolo da protagonista, lei e Ponti diventano amanti.

Ma è l'Italia degli anni Cinquanta, cattolica e anche bigotta: diventare l'amane del proprio produttore non è certo una mossa che facilita la carriera, eppur Sophia, incurante di tutti e di tutto, compresi i consigli della madre Romilda, che teme per la figlia un futuro troppo simile al suo, non se ne cura e si butta in questo amore con tutta se stessa. (...)

Tutta la storia d'amore, a cura di Simona Siri, su Myself di novembre da pag. 234

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