Vito Mollica e il Natale
del "poco ma buono"

di Alice Politi 

Il menu (della tradizione), il mood (che evoca l'infanzia), il brindisi (con una bottiglia top). Ecco i suggerimenti dello chef del Four Seasons Hotel di Firenze, per la tavola delle feste

Alice Politi

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Lo chef Vito Mollica al Fous Seasons Hotel di Milano, in
occasione della presentazione del suo libro Piatti
innovativi per palati raffinati
 (Photo: Courtesy of Doriana Tucci, www.lasignoradeifornelli.it)

Lo chef Vito Mollica al Fous Seasons Hotel di Milano, in occasione della presentazione del suo libro Piatti innovativi per palati raffinati
(Photo: Courtesy of Doriana Tucci,
www.lasignoradeifornelli.it)

Modi eleganti e mani raffinate in cucina.  Vito Mollica, chef del ristorante stellato Il Palagio, del Four Seasons Hotel di Firenze, conquista per cordialità e abilità gastronomica.

Lo incontro a Milano in occasione della presentazione del libro Piatti innovativi per palati raffinati , primo volume della nuova collana 30 Gourmet, dedicata all'alta ristorazione di Trenta Editore, in cui propone ricette dagli accostamenti audaci e dai sapori, appunto, innovativi (già quella basic dei cavatelli cacio e pepe è stata il mio bis di degustazione!).

Indago, in anteprima, sulle ricette che proporrà il giorno di Natale al ristorante Il Palagio. Fra le sette portate previste (il costo è di 110 euro a persona), spiccano il timballo di granchio con ricotta di pecora profumata al mandarino, i cautarogni lucani al ragoût di astice e tartufo nero, il cappone di Saluzzo farcito alle castagne e fois gras con patate cremose, il Mont Blanc ai marron glacés con gelato alla vaniglia… Chapeau! È l'occasione giusta per chiedergli consigli, spunti, ispirazioni anche per la nostra tavola delle feste...

Quale mood si abbina meglio al Natale 2012?
«Quello della cucina tradizionale. Almeno in questo momento dell'anno sarebbe giusto "cambiare" guardando al passato. Dovremmo fare tutti uno sforzo per mantenere le nostre tradizioni gastronomiche, che sono anche la nostra ricchezza. Ce le hanno tramandate i nostri genitori ed è giusto continuare a trasmetterle ai nostri figli. Il suggerimento è quindi quello di riproporre pietanze classiche, come i tortellini e il cappone».

E per dessert?
«Senza dubbio, un buon panettone artigianale».

Ha qualche suggerimento specifico?
«Non esiste il panettone artigianale più buono in assoluto! Esiste però il panettone più buono secondo ciascuno di noi. Ed è proprio quello che non deve mancare sulla nostra tavola natalizia».

C'è, a suo avviso, un colore particolare da abbinare alla tavola delle feste?
«Molti sono affascinati dal rosso, dall'oro, dal verde oppure dal bianco: sono i colori che fanno l'albero. Si può decidere di individuarne uno soltanto oppure utilizzarli insieme per riscaldare ancora di più l'atmosfera. E far sentire un po' tutti di nuovo bambini…».

Un consiglio per il brindisi?
«Decisamente a base di champagne. Per essere in controtendenza rispetto al periodo di crisi che sembra imporre soltanto scelte low cost. E per sottolineare il fatto che è meglio comprare meno ma scegliendo meglio. E seguendo un criterio generale che, in definitiva, può essere il mio suggerimento generale per questo Natale 2012: quello del "poco ma buono" ».

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