Egitto, ancora scontri in Piazza Tahrir

di Francesca Porta 

I manifestanti chiedono le dimissioni della Giunta militare

Francesca Porta

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Gli scontri hanno provocato diversi morti e centinaia di
feriti

Gli scontri hanno provocato diversi morti e centinaia di feriti

In Piazza Tahrir è tornata la violenza. A quasi un anno di distanza dalla cacciata di Mubarak, il luogo simbolo della rivolta è di nuovo un luogo di scontri.

Da ormai tre giorni, infatti, centinaia di manifestanti riempiono la piazza chiedendo a gran voce le dimissioni della Giunta militare guidata dal maresciallo Mohammed Tantawi, che sta traghettando il Paese verso le elezioni democratiche.

Il primo voto, quello che porterà al cambiamento dell'assemblea legislativa, è previsto per il 28 novembre, ma secondo molti egiziani il cammino per arrivare al nuovo governo sarebbe troppo lungo. Dopo il voto della prossima settimana, infatti, si dovrebbe aspettare fino alla fine del 2012 per concludere tutto l'iter ed eleggere finalmente il nuovo presidente.

Non sono poche, inoltre, le persone che temono che i vertici militari stiano cercando di rallentare il processo verso le elezioni e la nascita di un governo democratico. Per questo nei giorni scorsi molti egiziani sono tornati in Piazza Tahrir.

La reazione dell'esercito è stata dura: la polizia ha caricato i manifestanti nel tentativo di disperderli, ha lanciato lacrimogeni e ha sparato alcuni colpi d'arma da fuoco. Diverse persone sono state arrestate (tra loro anche Bouthania Kamel, l'unica candidata donna alle presidenziali) e poi rilasciate dopo alcune ore.

Secondo l'agenzia Ansa, gli scontri hanno già provocato 40 morti e centinaia (se non migliaia) di feriti. Secondo le ultime notizie, il governo egiziano avrebbe annunciato le proprie dimissioni. Il primo ministro Essam Sharaf, di fronte alle violenze delle forze armate, ha rimesso il proprio mandato al Consiglio supremo delle Forze armate.

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