Addio, madame Mitterrand

di Francesca Porta 

La Francia piange la morte di Danielle, vedova del presidente Mitterrand

Francesca Porta

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Danielle Mitterrand

Danielle Mitterrand

Chiamarla première dame è riduttivo. Danielle Mitterrand, scomparsa questa notte all'ospedale Georges-Pompidou di Parigi, è stata sì la moglie del presidente francese, ma non solo. È stata una partigiana, una madre, un'attivista nel campo dei diritti umani. È stata un'anticonformista. Una contestatrice.

Lei stessa aveva dichiarato: «Ho cominciato subito a sentirmi inorridita da questo titolo di première dame, prima donna di Francia. Ancora oggi mi resta incollato alla pelle, e vedo che fa da schermo a tutto ciò che potrebbe rivelare la mia personalità , la mia ragion d'essere».

Nata il 29 ottobre del 1924 in un paesino dell'est della Francia, Danielle era figlia di due insegnanti anti-nazisti. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale, all'età di 17 anni, si unì alle forze partigiane come infermiera e si innamorò di un giovane partigiano.

Lo chiamavano tutti Morland. Ma era solo il suo nome di battaglia: il suo vero nome era François Mitterrand, ed era ricercato dalla Gestapo. Danielle e la sua famiglia lo aiutarono a nascondersi a Cluny; i due si sposarono il 27 ottobre del 1944.

Il loro primogenito, Pascal, nacque pochi mesi dopo la fine della guerra, ma morì prima di compiere un anno. Negli anni successivi, però, la coppia ebbe altri due figli: Gilbert e Jean-Christoph.

Danielle è stata sempre a fianco del marito, appoggiandolo nella carriera politica (Mitterrand venne eletto alla presidenza della Repubblica nel 1981 e nel 1988), ma non sempre nelle scelte governative. Mentre François non si sbilanciava, Danielle dichiarò apertamente di appoggiare Fidel Castro. Più tardi, ribadendo la sua fede socialista, sostenne la lotta degli indios messicani guidati dal subcomandante Marcos.

Il protocollo dell'Eliseo la infastidiva. Con l'intenzione di portare avanti tranquillamente le sue attività, nel 1986 creò una fondazione, la France-Libertés, con l'obiettivo di aiutare i popoli oppressi - dai curdi ai tibetani - a ritrovare la libertà. Nel 1992, mentre visitava il Kurdistan, per poco non fu uccisa in un attentato.

Il suo è il ritratto di una donna che non scende a compromessi. Anche se, in realtà, almeno un compromesso l'ha accettato: quando il marito confessò di aver avuto una storia (e una figlia!) con un'altra donna, Danielle ingoiò il rospo (almeno in pubblico). Rimase al suo fianco, e negli anni è riuscita a instaurare un bel rapporto con la figlia illegittima di François.

Anche negli ultimi anni, Danielle non ha mai smesso di sostenere alle battaglie che credeva giuste. Solo poche settimane fa, durante un'intervista, si rivolse ai giovani indignati: «Ragazzi, per cambiare il mondo dovrete prima di tutto cambiare voi stessi. Cominciate dall'avere coerenza tra parole e gesti».

 

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