Egitto al voto: code ai seggi, tante le donne

di Francesca Porta 

Le prime votazioni del dopo-Mubarak dureranno dai quattro ai sei mesi

Francesca Porta

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Alcune donne si apprestano a votare

Alcune donne si apprestano a votare

Quando le urne si sono aperte, questa mattina alle 8, gli egiziani erano in coda davanti ai seggi già da ore. Entusiasti per il voto e impauriti per gli scontri in Piazza Tahrir, si sono presentati per esprimere la propria opinione sul futuro del Paese. Tra loro, ci sono tantissime donne.

A dieci mesi di distanza dalla rivolta che ha portato alla caduta di Mubarak e dopo una settimana di tensioni, oggi inizia finalmente la maratona elettorale che porterà il Paese ad avere un nuovo governo.

La strada sarà lunga: il calendario dettato dalla Giunta militare prevede prima l'elezione della camera bassa, l'Assemblea del Popolo, che si svolgerà nel giro di un paio di mesi, un paio di province alla volta. Successivamente si passerà all'elezione della camera alta, la Shura, che sarà seguita da alcuni referendum. Solo dopo tutti questi passaggi, infine, sarà eletto il nuovo Presidente.

In pratica, si tratta di quindici (o più) appuntamenti elettorali in circa sei mesi. Il nuovo governo sarà eletto e attivo solo nel mese di giugno 2012. Secondo molti egiziani, questa tempistica così ampia sarebbe stata studiata dal governo militare con l'intenzione di sfiancare la rivolta e intervenire nel processo democratico con imbrogli di vario tipo.

In particolare, i giovani disposti a credere nell'elezione promossa dai generali sono pochi. Per questo, anche oggi, Piazza Tahrir è piena di persone che, dopo essere andate a votare, protestano e chiedono le dimissioni della Giunta militare.

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