Russia, Putin vince le elezioni. Si sospettano brogli

di Francesca Porta 

Russia Unita ottiene la maggioranza assoluta, ma l'Ocse denuncia delle violazioni

Francesca Porta

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Vladimir Putin

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Stalin lo aveva capito già molti anni fa: «Non conta la gente che vota, ma chi conta i voti». E infatti, oggi, in Russia non si parla d'altro che degli scrutatori delle elezioni legislative che hanno visto vincere (ancora) il partito di Vladimir Putin.

Russia Unita ha infatti ottenuto la maggioranza assoluta con il 49,5% dei voti. Non molto rispetto al 64,7% ottenuto nel 2007 (anzi, è un vero e proprio crollo di consensi), ma abbastanza per permettere a Putin e al presidente Dmitri Medvedev di continuare a governare il Paese.

Più che i risultati politici, però, ad occupare i telegiornali e i dibattiti di queste ore sono i sospetti di brogli elettorali. Oltre all'opposizione, a denunciare delle presunte violazioni è stato l'Ocse. Gli osservatori dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa hanno infatti rilevato che «le elezioni erano ben organizzate, ma durante il conteggio dei voti la qualità della procedura si è deteriorato in modo significativo». In particolare, ci sarebbero «gravi indizi che le urne fossero state riempite in precedenza».

Anche il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha espresso «gravi preoccupazioni» sullo svolgimento delle elezioni e ha parlato di «anomalie», riferendosi in particolare ad alcuni cyberattacchi contro il sito web degli osservatori russi indipendenti di Golos.

La replica del presidente Medvedev non ha tardato ad arrivare: «Le elezioni sono state oneste, regolari e democratiche», ha dichiarato. «Russia Unita ha ottenuto esattamente quello che aveva, niente di più e niente di meno».

Intanto, in questi giorni centinaia di cittadini si sono radunati nelle strade e nelle piazze di Mosca per protestare contro il governo e per denunciare i presunti brogli.

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