Usa, addio a Christopher Hitchens

di Francesca Porta 

Lo scrittore e giornalista inglese combatteva da due anni contro il cancro

Francesca Porta

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Foto Corbis Images

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Christopher Hitchens non era uno che passava inosservato: potevi amarlo alla follia oppure odiarlo profondamente, ma di certo quello che scriveva non ti lasciava mai indifferente. Era dissacrante, sarcastico, graffiante. Ma, soprattutto, era uno cui piaceva fare polemica.

Oggi, dopo due anni di lotta contro un tumore all'esofago, Hitchens è morto in un ospedale di Houston, negli Stati Uniti, a seguito di una polmonite. Aveva 62 anni.

Nato in Inghilterra ma residente negli Usa da quasi trent'anni, il giornalista lavorava per diverse testate, tra cui Vanity Fair, The Nation e Slate. Era uno dei collaboratori più seguiti del Wall Street Journal e scriveva, in modo occasionale, per il quotidiano britannico Daily Mirror.

Ateo convinto («Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile» - diceva), Hitchens ha scritto diversi libri polemici nei confronti della religione e di alcuni suoi protagonisti: celebri sono Dio non è grande e, soprattutto, La posizione della missionaria, in cui lo scrittore critica aspramente Madre Teresa di Calcutta.

Il suo ultimo libro, la biografia Hitch-22, ha venduto migliaia di copie in tutto il mondo. Oggi Vanity Fair lo ricorda con commozione: «incomparable critic, masterful rhetorician, fiery wit, and fearless bon vivant».

 

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